Sword Art Online – Ordinal Scale: realtà virtuale o realtà del futuro?

Sword Art Online

Il 13 e il 14 Giugno nei cinema è stato proiettato il film Sword Art Online – Ordinal Scale, tratto dalla light novel omonima.

Come nell’anime, gli eventi di Sword Art Online – Ordinal Scale si svolgono nel futuro, precisamente, nell’anno 2026, quindi successivamente agli eventi narrati nelle prime due stagioni dell’anime, legati ad Aincrad.

I personaggi di SAO si frequentano ancora al di fuori del gioco virtuale e da poco è stato introdotto sul mercato un nuovo dispositivo per la realtà aumentata: l’Augma.

L’Augma è una sorta di cuffia che si appoggia intorno all’orecchio e che circonda metà testa.

 

Permette di proiettare le immagini virtuali e mostrare i punti ottenuti dagli altri giocatori e la loro posizione nella classifica generale.

Con l’Augma le persone possono giocare ai videogames nella realtà aumentata e non nella realtà virtuale, come accadeva invece con il NeverGear.

Sword Art Online
Casco NeverGear

 

Sono tutti entusiasti di questo nuovo prodotto della tecnologia che permette anche alle aziende di interagire col consumatore, servendo desserts gratis in caso di vittoria in un gioco o regalando una bibita in omaggio dopo un certo numero di punti ottenuti.

È un prodotto all’avanguardia che collega virtualmente le persone a tantissimi aspetti della vita grazie alla realtà aumentata, come per esempio un karaoke improvvisato in mezzo ad una folla nel centro commerciale, con fari di illuminazione, casse audio e microfono.

Sword Art Online – Ordinal Scale ci mostra quello che potrebbe essere il futuro, tutti in collegamento con tutti dove gli smartphones non sono il mezzo principale di comunicazione e di interazione con la realtà (come è stato nel caso di Pokèmon Go) bensì dei mezzi di sostegno, e non sempre.

Le capacità dell’Augma mostrate Sword Art Online sono portentose: quello che vediamo nel film potrebbe diventare davvero realtà proprio nei prossimi anni.

Alle 21 di ogni sera in alcune zone della città cominciano delle battaglie tra i player contro i boss di livelli diversi di Aincrad della durata di 10 minuti. Chi sconfigge il mostro ottiene 10 mila punti mentre agli ex giocatori di SAO che vengono sconfitti vengono rubati i ricordi creati.

Tutti i ricordi rubati vengono usati per ricreare la coscienza di una giocatrice di Aincrad, figlia del docente che segue il progetto dell’Augma. La coscienza della ragazza viene poi inserita definitivamente nel “corpo” di un robot, l’idol Yuna, realizzata sulle sue sembianze.

Sembra tutto fantascientifico quanto noi vediamo nell’anime, eppure in Giappone sta quasi diventando realtà, con robot umani in grado di piangere e provare altre emozioni oltre alla tristezza.

Gli effetti animati nelle scene finali, dove sconfiggono il boss del centesimo piano di Aincrad, sono incredibili e quasi reali. È incredibile quanto le grafiche e gli effetti degli anime progrediscano di anno in anno, quasi al pari di quelli dei film normali.

Nel complesso è un film dalla trama affascinante, che fa riflettere molto e che fa fare domande su quale direzione stiamo prendendo con la tecnologia, che accresce la sua pericolosità di pari passo alla sua utilità. Ogni volta che escono nuovi prodotti all’avanguardia nel mondo high tech guardiamo sempre ai vantaggi che questi porteranno e mai alle conseguenze pericolose o alle azioni cattive e prive di etica che si possono fare con questi.

Etica. Un argomento che stiamo rivoluzionando quasi del tutto negli ultimi anni e che stiamo cercando di applicare alle novità che stanno nascendo e si stanno sviluppando, internet compreso.

Quanto di quello visto in Sword Art Online è realtà e quanto è finzione, e per quanto ancora resterà finzione?

Ambra Martino

 

Costantemente in viaggio, fisicamente e mentalmente. Ho sempre provato interesse per le forme di comunicazione ed ho approfondito questo interesse su diversi piani. Ascolto compulsivamente la musica. Ho una fissa per il cibo, i gatti, le tazze e amo profondamente i libri, in particolare quelli di Murakami.

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