Sophia Loren icona femminile in “Ieri, Oggi e Domani”

ieri oggi e domani sophia loren

Sofia Villani Scicolone, in arte Sophia Loren è una delle più grandi icone del cinema italiano

Titolo: Ieri, Oggi e Domani

Regista: Vittorio De Sica

Soggetto: Eduardo De Filippo, Alberto Moraviae Cesare Zavattini

Cast Principale: Sophia Loren, Marcello Mastroianni

Nazione: Italia

Anno: 1963

 “Ieri, Oggi e Domani” è una pellicola pluripremiata e diretta da Vittorio De Sica.

Un film, tre episodi, tre donne, una sola attrice: Sophia Loren. L’unica in grado di poter esprimere la femminilità in ogni sua forma.

Adelina, Anna e Mara sono le protagoniste di questo trittico che racconta la storia di un’Italia che cambia e con essa anche la dimensione femminile. Tre ruoli diversi, difficili ed intesi, in ognuno dei quali la Loren ha saputo evidenziare i punti di forza e di debolezza dei suoi personaggi, mostrando la sua eccletticità nella recitazione: dall’essere una popolana, all’essere una borghese fredda o  prostituta sensibile.

Diretto da De Sica, la pellicola ha vinto anche un oscar come miglior film in lingua straniera (1965).  Un successo preannunciato, si tratta infatti di un prodotto filmico di spessore, non solo per la regia e per gli attori, ma soprattutto per i tre scrittori d’eccezione Eduardo De Filippo (Adelina),  Alberto Moravia (Anna) e Cesare Zavattini (Mara).

Ogni donna ha la sua storia, la sua battaglia e la sua città.

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Carmine: Avvoca’, il popolo di Forcella è mondiale! Si è sollevati in un abbraccio di fraternità

Adelina è il primo episodio. Scritto da Edoardo De Filippo, racconta la storia vera di questa giovane donna, venditrice di sigarette di contrabbando nel quartiere Forcella. A seguito di una multa  e dopo un inutile pignoramento, viene condannata a qualche mese di carcere. Pur di evitare di finire in gattabuia, la donna, grazie al suo avvocato, utilizzerà lo stratagemma della gravidanza sottoponendo il povero marito Carmine (Marcello Mastroianni) a tour de force sessuali.

Questo episodio, il migliore a mio avviso, ha un forte senso profondo. A farne infatti da sfondo ci sono temi come: la solidarietà di quartiere, la fedeltà coniugale messa alla prova, l’amore profondo, i sacrifici, la paura e il coraggio di affrontare le conseguenze per le proprie azioni. I discorsi sono leggeri e fluidi ma non cadono mai nel banale. L’armonia che si crea tra i dialoghi e il luogo aiutano lo spettatore a vivere l’essenza dell’animo napoletano

Anna è la protagonista del secondo episodio. Fredda come la Milano in cui le scene vengono incorniciate. Una donna frivola, viziata, di quelle che non vorreste mai incontrare.

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Anna: No-no-no-no-no! Non lo voglio sapere! Non lo capisci? Tu mi piaci proprio perché sei diverso, non come questi automi che ho in giro, tutto il giorno a testa bassa ad accumulare quattrini. Tu scrivi, sei intelligente, ti interessi di tante cose. Io non penso mai ai soldi, te lo giuro.

Scritto da Alberto Moravia e Casare Zavattini, tratto da “Troppo Ricca”, in apparenza è l’episodio peggiore. Tuttavia, per comprenderne lo spessore bisogna vederlo e non semplicemente guardarlo.

Chi è Anna? Una donna facoltosa, moglie di un ricco industriale, che una domenica mattina tradisce suo marito con Renzo (Marcello Mastroianni), un uomo intellettuale e meno facoltoso.

Le scene, cosi come i personaggi, sembrano qualcosa di inutile che non tolgono o aggiungono nulla al film, eppure, nonostante il nefasto ruolo, la Loren ha mostrato ancora una volta quanto sappia essere versatile.

 Zavattini e Moravia hanno sottolineato il cinismo, la frivolezza, l’immaturità di molti borghesi, rivelando quanto in realtà questa classe sociale sia povera, nonostante i loro conti in banca. Un episodio sui rapporti umani. Un esempio ancora oggi che ha molto da insegnarci: le parole hanno un senso e un peso non buttatele al vento.

Per quanto possano essere belle, farci sognare, credere nella bellezza che ci viene prospettata, sono i gesti e le risposte alle prime difficoltà che mostrano la vera natura di una persona. Quindi, per quanto possiate fingere di essere quello che non siete, la vostra vera essenza prima o poi farà cadere ogni maschera, cosi come è successo con Anna.

Tra scene Cult come l’iconico spogliarello e il rapporto tra il sacro e il profano, il film si conclude con il terzo episodio.

Mara: Io c’ho uno che non conosce nessuno: San Maurillo. […] Io c’ho bisogno di uno che non vanno a scoccià tutti, che un po’ di tempo per me ce l’ha. [parlando del proprio santo protettore]

Ambientato a Roma, scritto da Cesare Zavattini, nel terzo episodio la bellissima Sophia Loren interpreta Mara, una prostituta d’alto bordo. Una donna consapevole della sua sensualità e femminilità, con un’interpretazione che non trascende mai nel volgare.

La storia racconta l’incontro tra la prostituta e Umberto un giovane seminarista, nipote dei vicini, che si innamora di Lei.  Augusto Rusconi (Marcello Mastroianni), il più affezionato tra i frequentatori della casa Mara, aiuterà la donna nel far ragionare il giovane  quando deciderà di abbandonare il seminario.

L’episodio è un continuo incontro/scontro tra la spiritualità di Mara – che si ritrova costretta a prostituirsi per aiutare la famiglia –  e il falso buonismo dell’anziana vicina di casa. Tutto è bene quel che finisce bene quando i pregiudizi vengono superati e le barriere abbattute.

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Influenza culturale nella cinematografia

La scena cult è sicuramente lo spogliarello di Mara accompagnato dalle note di Abat-jour, successo di Henry Wright.  Un pezzo di storia del cinema che ha avuto un inopinabile successo, infatti la ritroviamo in:

– Prêt-à-Porter di Robert Altman, ma questa volta in tono ironico;
– Nel film con Kim Basinger in 9 settimane e ½  (lo spogliarello rimanda più volte a quello della Loren);
– Il videoclip animato di Mina e Adriano Celentano del brano Che t’aggia fa’.

Curiosità
Il film infine è un omaggio ad una grande attrice napoletana, Tina Pica, presente nel terzo episodio. Ormai ottantenne, dopo questa interpretazione decise di ritirarsi dal set.

Premi:

1964 – David di Donatello: Miglior produttore a Carlo Ponti: Miglior attore protagonista a Marcello Mastroianni; Miglior attrice protagonista a Sophia Loren

1964 – Golden Globe: Miglior film straniero (Italia)

1965 – Premio Oscar: Miglior film straniero (Italia)

1965 – Premio BAFTA: Miglior attore straniero a Marcello Mastroianni

Angela Patalano

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