Sleepless, il giustiziere in nome della famiglia

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Sleepless, il giustiziere in nome della famiglia

Il tenente Downs nella Las Vegas del vizio combatte da solo droga e corruzione, fino a che le sue priorità non cambieranno drasticamente

Sleepless non è certamente una pietra miliare dell’action-thriller.

Bisogna dire però che l’uscita di un film che lascia il segno in questo tipo di cinema è cosa rara. Ma la precisazione non deve scoraggiare perché nel complesso gli elementi che ne fanno un film godibile per i fans del genere ci sono tutti. O almeno abbastanza.

Sullo sfondo di una Las Vegas gaudente droga e corruzione vanno a braccetto ed è qui che va a infilarsi il tenente Downs (Jamie Foxx).

La sua mossa sbagliata causa il coinvolgimento del figlio e allora gli eventi prendono forzatamente tutta un’altra piega. Nonostante le premesse si snodino su un copione rivisto all’infinito la storia tiene.

E data la ripetitività è già un merito per il regista Baran Bo Odar. In suo aiuto certamente lo sviluppo della storia, contenuta in un arco temporale abbastanza limitato. Anche una  buona dose di guizzi  condiscono la sceneggiatura al punto giusto tenendo vivo il film fino alla fine.

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C’è poi l’interpretazione di Jamie Foxx che impreziosisce tutto il contesto, che per un film del genere è moltissimo. Con lui il tenente Downs non assume i connotati melensi e stucchevoli del solito poliziotto sfigato.

Quello tutto dedito al lavoro che senza accorgersene si distacca dal contesto familiare mandando tutto in malora. Al contrario non è un idealista ma solo uno che fa bene il suo lavoro.

Uno che vorrebbe pensare di più alla sua famiglia ma che invece, incappato in qualcosa più grande di lui, se ne allontana ad ogni passo di più. Foxx rende credibile il personaggio  così come lo è la poliziotta antagonista interpretata da Michelle Monaghan.

A suo agio nel ruolo anche Scott Mc McNayri nei panni dello spietato e un po’ psicotico trafficante di droga. Un po’ meno l’altro cattivo interpretato da Dermot Mulroney.

Forse più a suo agio nei panni del mancato sposo di Fiona Gallagher in Shameless, che come boss dei casinò di Las Vegas. In generale però tutti i personaggi entrano nella storia al momento giusto per generare la tensione necessaria.

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In generale c’è da apprezzare lo sforzo per evitare che Sleepless cada nel solito cliché.

Pur rimanendo nelle dinamiche di genere, la produzione riesce a mettere sullo schermo una storia i cui protagonisti e gli eventi sembrano ripresi dalle pagine di un quotidiano ma senza eccessi. Per la verità qualcuno ce n’è ma è da considerarsi tra i peccati veniali di questo genere di pellicole.

Da una parte gli inseguimenti in auto con conseguenti crash e macchine rotolanti risultano misurati forse come non mai. Di contro le scene di lotta risultano ancora un po’ troppo esagerate. Se fossero state più corte e con qualche colpo di arti marziali in meno il realismo ne avrebbe certamente guadagnato.

Anche delle solite sedie in testa spaccate in mille pezzi questi film potrebbero ormai fare a meno. Almeno quando si cerca di confezionare un film che vada oltre la mera operazione commerciale. Però c’è da dire che almeno per queste scene in Sleepless sono stati usati alcuni set interessanti, segno dell’impegno della produzione che si intravede in ogni componente del film. Anche nella esatta scelta della lunghezza, quel tanto che basta a prevenire la noia.

Bruno Fulco

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