The Rock nella fattoria degli animali grossi e cattivi di Rampage

Rampage Furia Animale

Rampage Furia Animale è già un titolo piuttosto singolare per capire di che razza di film stiamo parlando.

Eppure, non rende ancora idea della follia. Dopotutto, ci vuole davvero una buona dose di follia per prendere Rampage, l’arcade videogame degli anni ’80, e decidere di tirarci fuori un film. Una visione accolta pienamente da Dwyane “The Rock” Johnson che ormai non è solo un attore, ma un vero e proprio marchio. Sebbene qui facciamo meno rispetto ad altri suoi film, è lui il prodotto da vendere, il sottogenere cinematografico da vedere, il volto che attira un pubblico che sa cosa aspettarsi da lui. E, probabilmente, vuole esattamente quello.

Intrattenimento è la parola chiave. Eppure, al netto della trama del film per cui bisogna sospendere l’incredulità addirittura in maniera più potente rispetto ad altri occasioni, l’intrattenimento stavolta non è nemmeno gran che. Il fatto che è Rampage Furia Animale è talmente brutto, talvolta stupido, da superare le piccole dosi di intrattenimento.

Ovviamente da un film che propone animali giganteschi che devastano una città non possiamo attenderci molto. Non lo si va a vedere aspettando tematiche profonde e chiavi di lettura nascoste, o sceneggiature ispirate a Shakespeare. Ma la pochezza e la superficialità de prodotto finale lasciano comunque sbalorditi.

Avete presente i film della The Asylum?

Da un certo punto di vista, spero bene di no. In ogni caso, è la compagnia che sta offrendo da anni al pubblico lobotimizzato la serie Sharknado e altre boiate simili. Il pregio è che le realizzano consapevolmente per divertirsi e divertire. Il difetto è che così siamo circondati da talmente tanta bruttezza cinematografica da accettarla, oramai, come “intrattenimento”. Cosa che non è, ovviamente.

Ecco, a tutti gli effetti Rampage Furia Animale pare un film della Asylum, e come capite non è un complimento. Con più soldi da spendere nel budget, con un buon cast e il carisma di The Rock, ma il risultato finale cambia pochissimo. È un film fuori tempo massimo, che venti anni fa sarebbe stato un B Movie destinato a bypassare le sale e uscire direttamente in home video, adesso invece è spacciato come blockbuster per la massa.

Ma è davvero difficile chiudere un occhio rispetto a effetti speciali visti e rivisti, al vuoto cosmico nella descrizione dei personaggi, alla banalità più assoluta nel creare ipotetici villain (e lasciamo perdere le loro motivazioni che è meglio). Non è un film tratto da un videogame, è semplicemente la sceneggiatura del videogame traslata al cinema. In quale universo questo può andar bene, o semplicemente bastare?

Persino The Rock si perde. Ha pochissimo da fare, battute meno efficaci del solito da dire, e soprattutto nel finale sembra rimbalzare da una parte all’altra senza motivo solo per apparire davanti al suo pubblico (e non lasciare tutta la scena agli effetti speciali).

Il discorso è sempre lo stesso, alla fine: possiamo accontentarci al cinema? Sì, indubbiamente, talvolta si può vedere benissimo un film stupido solo per ridere. Nel caso di Rampage Furia Animale, però, tale opportunità è stata colta un filino troppo alla lettera.

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Emanuele D’Aniello

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