Torino 2018: Ovunque Proteggimi, storia d’amore e pazzia

ovunque proteggimi

Il cinema raramente è fatto di personaggi simpatici. Forse perché tutti noi abbiamo più difetti che pregi, e nemmeno latenti.

Un film come Ovunque Proteggimi, con quella espressa necessità di conforto e sicurezza fin dal titolo, sta dalla parte dei difetti, degli antipatici. Non cerca di edulcorare la sua storia, i suoi lati bui, i comportamenti deplorevoli dei suoi protagonisti, ed il motivo è semplice: possiamo capirli. Semmai, Ovunque Proteggimi accarezza Alessandro e Francesca con una dolcezza e un calore umano difficile da trovare al cinema.

Un calore che è soprattutto coraggio, perché come detto non omette nulla. Lui è un rabbioso alcolizzato che non ci metterebbe due minuti ad aggredire la stessa anziana madre per un futile motivo. Lei ha un passato e un presente fatto di abusi e chiara malattia mentale. Eppure, anche quando urlano o aggrediscono fisicamente, è difficile non comprenderli.

Questo è il merito maggiore di Ovunque Proteggimi, trasmettere allo spettatore un’empatia controversa che sfocia nell’amore anche quando non dovrebbe. Ma Alessandro e Francesca ogni tanto siamo anche noi. Il loro bersaglio non è mai il debole di turno con cui, ingiustamente ed esageratamente, se la prendono. No, il loro obiettivo è un mondo che non è mai buono e delicato con chi è emarginato, con chi ha problemi. Il loro bersaglio è una vita che, per carità, loro stessi peggiorano di volta in volta, ma non si può nemmeno cambiare facilmente.

Senza momenti ridondanti, e senza cedimenti al melodramma che sembrano dietro l’angolo, Ovunque Proteggimi è un onesto e delicato ritratto di due anime fallite che si agganciano all’ultimo spiraglio possibile prima della fine.

Il paesaggio della Sardegna, brullo e infuocato come un Inferno da cui scappare ma del quale si rimane perennemente attratti per i suoi scenari bellissimi, è la bolla perfetta in cui far muovere due Diavoli alla ricerca di un Paradiso Perduto in terra. Forse non se lo meriterebbero per quello che fanno a loro stessi e agli altri, ma il punto è un altro: chi se lo merita? Chi merita un’ultima chance se non chi prova costantemente a vivere, seppur sbagliando.

La forza inarrestabile delle passioni distruttive umane si ritrova tutta nelle interpretazioni istintive dei attori. Francesca Niedda e Alessandro Gazale recitano in maniera spontanea, aggressiva ma naturale, trovando un bizzarro equilibrio tra irrequietudine e dolcezza. Ancora una volta, non cercano la simpatia dello spettatore, ma se la guadagnano con la voglia infinita di non arrendersi.

Il sentimento strabordante di Ovunque Proteggimi, che la regia di Bonifacio Angius trattiene con oculata attenzione, si muove sempre tra la ricaduta e la catarsi. O forse, tali momenti sono talvolta la stessa cosa nel film, basta sapere cosa volere e perché volerlo.

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Emanuele D’Aniello

Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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