Torino 2016: Lavender, Abbie Cornish tra strane visioni e fattorie infestate

Nella sezione After Hours, è stato presentato al 34 Torino Film Festival il film Lavender, un horror/thriller del regista Ed Gass-Donnelly con protagonista la bella e brava Abbie Cornish. Nonostante sia una talentuosa attrice e attiri su di sè tutta l’attenzione dello spettatore durante il film, la Cornish non risolve di certo le lacune della pellicola che, purtroppo, non convince e delude.

Protagonista è Jane, una fotografa che è costretta a fare i conti con il suo passato misterioso e tragico, dopo un terribile incidente stradale che le causa la perdita della memoria. Insieme al marito e alla figlia Alice, Jane ritorna alla casa d’infanzia e si rincontra con lo zio, a lei del tutto estraneo. Per riprendere il controllo della sua vita, Jane dovrà affrontare una misteriosa entità in agguato e relazionarsi a un passato che continua a tormentarla.

Durante tutto il film, il regista gioca sul fattore psicologico della protagonista usando degli espedienti notevoli, come l’incidente girato in slow motion, un fermo immagine che trasporta pian piano lo spettatore sulla scena del crimine e la fusione di scene tra passato e presente. Ma, nonostante le buone intenzioni, Lavender sa di già visto, la storia del passato misterioso di Jane è un’idea che molti thriller negli ultimi decenni hanno utilizzato, fattore che non provoca molto brivido nè suspance nello spettatore. Gass-Donnelly avrebbe potuto osare di più per differenziarsi dal panorama cinematografico di genere visto fino ad oggi, invece non ci prova anzi si ferma al prevedibile, sfociando in un finale che non collima per nulla con l’intenzione iniziale.

Ilaria Scognamiglio

 

 

 

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