L’amore criminale. Denise di Novi alla regia

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L’ossessione di apparire e la paura di fallire in “L’amore criminale”, il nuovo thriller di Denise di Novi.

Dalla regia di Denise di Novi, “L’amore criminale” è un thriller psicologico prodotto dalla Warner Bross e in uscita il 27 Aprile dell’anno corrente.

La trama racconta le vicende di Julia Banks, interpretata da Rosario Dawson, una lanciata caporedattrice di San Francisco che decide di lasciare tutto per potersi dedicare a una nuova vita assieme all’amore della sua vita, il promesso sposo David (Geoff Stults).

In questo modo cerca di lasciarsi alle spalle il travagliato passato, segnato da un amore violento che avrà il suo culmine in atti di persecutori da parte dell’ex marito Miguel.

Quando arriva nella nuova casa, incontra la figlia di David e la sua ex moglie, Tessa Connover (Katherine Heigl), che inizialmente appare come la “moglie perfetta” ma che nasconde una mentalità controversa. La donna, infatti, non è riuscita a distaccarsi dall’ex marito e nutre verso di esso pulsioni ossessive e patologiche che la portano a vedere Julia come una terribile minaccia.

Attraverso molteplici sotterfugi, riesce a riportare alla luce gli spettri di Julia e prova a metterle contro sia David che la ragazzina, anche lei vittima della madre oppressiva.

Il film raggiunge il suo culmine con lo scontro violento tra le due donne nel quale sono messe definitivamente a nudo le debolezze di Tessa e la sua instabilità mentale. Uno scontro che riuscirà a riportare apparentemente alla normalità la vita di Julia.

Sebbene la trama del film sia impostata sulle linee generali del thriller, sulla classica suspense, sulle improvvise accelerazioni sceniche e sulla musica che cresce d’intensità ogni volta che sale il livello di tensione, tutt’altro che stereotipate sono le due protagoniste della narrazione.

Apparentemente l’una l’opposto dell’altra, sia per l’evidente contrapposizione di colori (chiaro-scuro) sia per i caratteri notevolmente diversi, entrambe vivono con il terrore di “fare la cosa sbagliata”, di non riuscire a sottostare agli standard imposti dalla società.

Questa loro paura sviluppa in Julia un’irrefrenabile voglia di “cancellare” il suo passato perché, come dice nel film, “se ne vergogna”, e in Tessa l’essere ossessionata dal rimanere sola, di aver fallito nonostante il “cemento”, costituito dalla figlia, che la doveva legare per sempre all’ex marito.

In questo senso, figura emblematica è proprio quella di David che esce dagli schemi imposti dalla società, sia divorziando da Tessa nonostante la figlia, sia lasciando un lavoro certo per inseguire i suoi sogni.

Questo intrigante dramma psicologico è, inoltre, reso ancora più d’impatto dalle eccezionali performance delle due attrici protagoniste. Sia Rosario Dawson che Katherine Heigl, infatti, sono capaci di grandissima enfasi ed espressività, riescono a lasciar trasparire egregiamente lo struggimento interiore dei loro personaggi.

Unica nota negativa dell’intero complesso è il finale, decisamente troppo banale e scontato, non all’altezza dell’ assetto filosofico che vuole trasmettere il film.

Nel complesso, il lavoro risulta scorrevole e avvincente, in grado di lasciarti con il fiato sospeso per tutti i 100 minuti di pellicola.

Un thriller di tutto rispetto, nonostante la trama non brilli per l’originalità. Se siete amanti dello struggimento e del dramma interiore, è il film che fa per voi.

Simona Valentini

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