Coco, la meraviglia Pixar oltre la vita e oltre la morte

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Non c’è niente da fare, è sempre un meraviglioso piacere ritrovare un film Pixar.

A maggior ragione, c’è da dirlo, quando la compagnia d’animazione torna a sfornare un prodotto originale in mezzo ad un mare recentissimo di sequel, prequel o spin-off. E la parola “originale” è davvero perfetta per definire Coco, il loro nuovo film. Certo, è pur sempre un film in cui la famiglia è protagonista, come spesso accade. E strutturalmente segue il topos della fuga, un classico sempiterno delle storie Pixar.

Premesso ciò, Coco è davvero un originalissimo e straordinario racconto sull’importanza della vita, e sul viverla sempre appieno, seguendo i propri desideri e le proprie passioni. Può apparire banale, ma non tutti si ricordano di vivere la vita.

Ecco, ho tirato fuori quella parolina magica. Il vero tema centrale di Coco, infatti, è il ricordo, l’importanza di ricordare e conservare la memoria.

La Pixar va a pescare a piene mani nella tradizione messicana della Giornata dei Morti, ed omaggiando quella cultura trasforma un rito antichissimo nel pretesto ideale per parlare di memoria, sia personale sia collettiva. La famiglia in Coco non è solo quella dei vivi, che anzi è spesso litigiosa e addirittura cattiva nel voler seguire testardamente qualcosa senza alzare la testa e guardarsi attorno. In questo Coco è davvero originale, quasi audace, un film d’animazione per famiglie che dipinge il nucleo familiare come talvolta potenzialmente dannoso. La famiglia vera, allora, è quella di coloro che non ci sono più fisicamente, ma sono sempre presenti nei ricordi di ciascuno.

Ognuno ha qualcuno caro che non c’è più a cui rivolgere spessissimo il pensiero. Il film ci insegna che è importante tenerli con noi, non dimenticarli, continuare a farli vivere in ogni modo. La morte è sempre il tema più difficile da costruire al cinema. Difficile da indagare, da concepire, da rendere efficace. La Pixar aggira tale ostacolo con la consapevolezza che è impossibile farlo, e allora supera con un concetto ancora più potente: l’oscurità, l’essere dimenticati, lo scomparire definitivamente da tutto e da tutti.

Coco non diventa mai eccessivamente triste, mai troppo macabro, grazie al potere dell’immaginazione. Un potere infinito in mano agli animatori Pixar. La creazione del mondo dei morti, l’idea della loro presenza tra i vivi e la serie di regole che devono rispettare rappresentano al meglio il mistero dell’imponderabile e come l’uomo cerchi sempre di capire l’oltre vita.

Coco è un film dedicato non solo a coloro cui piace commuoversi con i cosiddetti cartoni animati. Soprattutto è un film destinato a chi si chiede domande senza risposte: l’unica soluzione è tenere la mente sempre aperta, i ogni senso, e far entrare più gioia e amore possibile.

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Emanuele D’Aniello

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