Festa del cinema di Roma 2019: Can you Keep a Secret? la recensione del film

La recensione di Can you keep a Secret?

Dopo I Love Shopping, arriva Can you keep a secret?, un’altro romanzo dell’autrice inglese Sophie Kinsella al cinema.

Diciamolo, replicare l’ironia e la naturalezza delle parole scritte dalla mano sapiente di Sophie Kinsella non è facile, come è stato già dimostrato nel film precedente, qui la sceneggiatura replica lo stesso errore, con un risultato che non è dei più entusiasmanti.

Ma andiamo con ordine, partendo dalla storia.

Protagonista della vicenda raccontata nel film è Emma Corrigan, una ragazza americana come le altre, la ragazza della porta accanto per intenderci. Lavora come assistente marketing per un’importante azienda, senza molto successo e, durante un viaggio professionale disastroso a Chicago, l’aereo sul quale si trova per tornare a casa rischia di precipitare e, senza rendersene conto, Emma inizia a raccontare tutti i suoi segreti (anche quelli più intimi) all’uomo che le è seduto accanto. Nei giorni a seguire, scoprirà che il ragazzo, Jack, è il capo della sua azienda e da lì nasceranno non pochi imprevisti.

Partendo dal fatto che l’ambientazione si sposta dall’Inghilterra agli Stati Uniti, scelta comprensibile visto che stiamo parlando di una libera trasposizione cinematografica, il film non contiene quasi nulla dei particolari che i fan hanno apprezzato nel romanzo.

Ma il problema della pellicola è che potrebbe tranquillamente essere una di quelle commedie da sabato pomeriggio, quelle che selezioni su Netflix senza aspettarti granchè, non di certo una bella commedia romantica da sala cinematografica.

Infatti, alla regia di questa commedia romantica c’è Elise Duran, che viene proprio dal mondo della tv e questo traspare chiaramente dalla struttura del film. La verve che tanto contraddistingue Sophie Kinsella non viene per nulla riportata nella sceneggiatura, scritta da Peter Hutchings, che purtroppo non entusiasma né emoziona

La relazione romantica tra Emma e Jack, i due protagonisti, ricade in prevedibili clichè che annoiano, per via anche di un ritmo poco costante che non coinvolge abbastanza come invece riesce a fare il romanzo.

Il vero punto di forza del film è Alexandra Daddario, che vediamo in una veste goffa, impacciata e sognante, un’interpretazione che regge tutta la narrazione anche se purtroppo affiancata da altri personaggi poco incisivi, che non restano impressi e non la aiutano nel portare avanti una sceneggiatura già inefficace di per sé.

Insomma, il punto è che Can you keep a secret? non ripaga le aspettative dei fan di Sophie Kinsella, ma deve essere visto come un prodotto a sé stante da guardare in un noioso pomeriggio di pioggia.

Ilaria Scognamiglio

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