Arrangiatevi, una commedia che oscilla tra bigottismo e coraggio

Titolo: Arrangiatevi
Regia: Mauro Bolognini
Anno: 1959
Cast: Peppino De Filippo, Vittorio Caprioli, George Ardisson, Totò, Laura Adani, Franca Valeri
Genere: Commedia
Nazione: Italia
Anno: 1959
Durata: 107 minuti

La trama di Arrangiatevi

Al termine della seconda guerra mondiale, a causa della crisi degli alloggi, il callista Peppino Armentano – insieme alla sua famiglia composta da moglie, suocero e quattro figli – è costretto a dividere l’appartamento con dei profughi istriani. Per sfuggire a una insopportabile coabitazione, dopo mille tentativi, trova finalmente una splendida dimora, ampia, confortevole, a buon mercato. Unica pecca? Si tratta di una vera e propria ex casa di tolleranza, abbandonata a seguito dalla legge Merlin. Gli equivoci di ogni genere saranno all’ordine del giorno.

Una comicità diversa, attenta al sociale senza cadere mai nel serioso

Incluso tra i “cento film da salvare”, Arrangiatevi (di Mauro Bolognini) è una delle più divertenti e importanti commedie degli anni 50′. Un esempio di comicità grottesca, dalla battuta sagace che da al dialogo un ritmo scorrevole.

Nella parte iniziale del film viene bypassato l’umorismo che caratterizza le commedie del tempo. Una decisione interessante supportata da bizzarri sketch che danno all’ambientazione un senso naif.

Arrangiatevi è una commedia sobria che non evita momenti grotteschi ed esilaranti. Uno spaccato di realtà avvalorato dalla tendenza neorealista di Bolognini

La società viene romanzata quel tanto che basta senza edulcorare troppo il coraggioso impegno sociale che Bolognini tenta di catturare. Obiettivo supportato dall’appiglio diretto che Totò – seppur personaggio secondario – affronta, mostrando, a differenza di altre pellicole, la condizione sociale di una realtà che lentamente stava tornando alla normalità dopo i drammi della seconda guerra mondiale. Un fil rouge interessante che trova la propria ragion d’essere nella tendenza neorealista di Bolognini.

Arrangiatevi è una commedia in cui si evidenzia senza timori i limiti dell’Italia pre-boom, quella che con fare bigotto, provicialotto e superficiale, giudica chi con coraggio – ma anche con fatica e timore, ossessionati dalla rispettabilità e morale dell’epoca – tenta di andare oltre le apparenze e i pregiudizi. Un passo in più nel superare retaggi culturali e sociali arcaici e limitanti.

Questo obiettivo trova il suo culmine nella scena finale delle finestre che si spalancano. Attimi in cui lo spettatore sembra percepire un senso di libertà. 

Totò, una guest star che fugge dai luoghi comuni  

Interessante è la coppia Totò – Peppino. Partendo dal presupposto che la storia nel suo complesso è qualitativamente migliore di altre prodotti cinematografici che li ha visti insieme. Singolare è il ruolo di Totò. Non un protagonista, né una spalla destra, ma una guest star. Un piccolo ruolo che da al film un grande valore aggiunto grazie ad una recitazione incisiva, pura, domestica e poetica.

In conclusione, Arrangiatevi è una commedia girata con maestria, e con Bolognini alla regia non poteva essere altrimenti. La sua sobrietà, unità a una tendenza neorealista, regala allo spettatore un viaggio su un binario agrodolce: non ci sono sketch troppo teatrali né la “questione sociale” diventa il perno fondante del film. Un prodotto cinematografico equilibrato, leggero a tratti divertente.

Tre motivi per guardarlo

  • La presenza di Totò – pur in un ruolo marginale – regala una recitazione poetica.
  • Divertimento assicurato quando inizieranno i disguidi.
  • Guardare un film anni 50′, soprattutto in questo periodo, ci regala attimi di leggerezza e semplicità insita nell’arte di arrangiarsi.

Curiosità

  • Gli interni del film vennero girati in una vera e propria ex casa di tolleranza che si trova a Roma in via Fontanella Borghese.
  • Errori di inquadratura. Quando arrivano i seminaristi per la benedizione della casa, Peppino De Filippo appare distante dall’attrice che interpreta la moglie. Dopo la battuta rivolta a De Filippo i “coniugi” appaiono vicinissimi. Nella successiva inquadratura allargata sono di nuovo lontani.

A proposito di cinematografia e neorealismo, non perdetevi il nostro precedente appuntamento con il Cineforum

https://www.culturamente.it/cineforum/miracolo-a-milano-film-recensione/

Angela Patalano

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