Pomodori verdi fritti alla fermata del treno: un inno all’autenticità

Pomodori-Verdi-Fritti-alla-Fermata-del-Treno
Pomodori-Verdi-Fritti-alla-Fermata-del-Treno Fonte: Web

Tratto dal romanzo di Fannie Flagg, candidato al Pulitzer 1987. La pellicola affronta, tra presente e futuro, tematiche più attuali che mai 

Titolo originale: Fried Green Tomatoes
Regista: Jon Avnet
Genere: Drammatico/Commedia
Cast: Kathy Bates, Mary Stuart Masterson, Mary-Louise Parker, Jessica Tandy, Cicely Tyson
Paese di produzione: USA
Anno di produzione: 1991
Durata: 127 minuti

Trama

Evelyn (K. Bates), depressa donna di mezza età, incontra in una casa di riposo Ninny (J. Tandy), vivace ottantenne che le racconta la storia d’amicizia, avvenuta molti anni prima, tra due donne anticonformiste: Idgie (M. Stuart Masterson) e Ruth (M.-L. Parker). Un’amicizia costruita intorno a drammatiche peripezie e momenti esilaranti. Entrambe ebbero il coraggio di non omologarsi al razzismo dilagante e alla prepotenza maschile. Un legame forte che le condurrà al Whistle Stop Café, alla fermata di un treno che non c’è più. Qui si poteva gustare la specialità locale, appunto pomodori verdi fritti. Stimolata dai racconti, Evelyn, con non poca fatica, decide di cambiare la propria vita. 

E poi, il nulla. Forse solo… il rumore del silenzio, come quello che sentono gli uccelli quando volano in alto sopra la terra respirando l’aria pura e fresca della libertà.

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno è un imperdibile cult di inizio anni 90

Film di esordio del produttore e regista Jon Avnet, ambientato in una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti sul finire degli anni 30, rappresenta una delle migliori trasposizioni cinematografiche di sempre.

Grazie ad un cast eccezionale, il regista ha avuto l’abilità di trarre il meglio dai propri attori, i quali sembrano recitare in un assoluto stato di grazia, regalando allo spettatore la percezione di sentire tutti i personaggi vicini.   Anche le atmosfere create intorno al Caffè di Whistle Stop sono tipiche del periodo e narrano la storia di un’America che fu. Un luogo difficile, dove le differenze sociali e razziali erano molto marcate.

Una storia avvincente, delicata e a tratti drammatica, che ruota intorno alla magia della memoria che riesce a restituire un significato alla vita, anche quando tutto sembra perduto.

Grazie alla perfetta riuscita tecnica del racconto, il distacco tra la storia narrata e spettatore viene accorciato facendo emergere quella sensazione di familiare e accogliente.

 Sa.. un cuore anche se spezzato continua a battere lo stesso 

 

Il regista affronta con delicatezza e a tratti poeticità quelli che sono temi ancora attuali

Xenofobia, maschilismo, razzismo con tanto di Klu-Klux Klan e omosessualità sono i temi che maggiormente emergono da questa pellicola ma che in realtà non vengono affrontati fino in fondo. Così mentre nel libro, l’amore tra Ruth e Idgie assume una connotazione chiara; nel film la questione viene accennata con delicatezza, lasciando intuire la profonda intesa tra le due donne senza mai esplicitarla del tutto.

Grazie alla straordinaria interpretazione delle due attrici, i personaggi raccontano la vera natura del loro legame attraverso gesti e un profondo gioco di sguardi. Insomma, un vero e proprio inno alla libertà di amare ed essere se stessi sempre, senza lasciarsi sopraffare da limiti che spesso finiscono per esistere solo o soprattutto nella nostra testa.

Quella di Pomodori verdi fritti alla fermata del treno è una storia non convenzionale che mette sullo schermo tematiche, per gli inizi anni ’90, ancora delicate, come l’omosessualità, e lo affronta con delicatezza ed eleganza, senza alcuna presunzione.

Perché lei è la migliore amica che possa esistere e io la amo.

Donne ribelli e libere che sfidano le convenzioni del tempo

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno è una storia di ribellione, di paure, rassegnazione ma anche e soprattutto di tanto coraggio e complicità. 
Da un lato abbiamo Idgie, che simboleggia la voglia di contrastare un sistema ancora profondamente razzista e maschilista, di uscire fuori dagli schemi. Dall’altro Ruth e Eveline che rappresentano la rassegnazione, la pigrizia dettata dall’abitudine e la paura di cambiare. Quest’ultime proprio grazie al coraggio di Idgie riusciranno a trovare il coraggio di dare un nuovo senso alla propria vita.

In ogni epoca c’è un luogo di libertà per chi sa cercarlo o costruirlo intorno a sé

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno prova a mostrarci questo luogo. Lo fa viaggiando su due binari paralleli: da un lato siamo negli anni ’80, una giovane Evelyn grazie all’incontro e all’amicizia con Ninny – e i suoi racconti di un’America che sembra davvero tanto lontana – riesce a mettersi davanti allo specchio per prendere in mano la sua vita sconvolgendola positivamente; dall’altro lato siamo sul finire degli anni ’30, abbiamo l’amicizia tra Idgie e Ruth, due donne tanto diverse quanto simili. 
La pellicola scorre lungo un back and forth temporale secondo l’espediente del racconto nel racconto, modulando e rendendo la visione del film molto appassionante e coinvolgente che catapulta lo spettatore in un’altra dimensione.

I piani narrativi sono separati, ma allo stesso tempo profondamente simili e interconessi, dato che le stesse forze e le stesse tensioni, in contesti pur tanto diversi, scuotono le vite delle protagoniste. Una connessione mossa forse proprio da quel treno che ormai non passa più.
Le donne di Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, a prescindere dall’epoca, sono coraggiose e forti e intendono vivere con la pienezza delle proprie scelte e i propri rischi.

Il treno: quel filo rosso intorno a cui la trama viene costruita

E’ incredibile come un posto come quello, abbia visto intrecciarsi i destini di tante persone così diverse.

Il treno diventa il ponte tra due epoche lontane. Fin dai primi istanti, quando Evelyn ne sente il rumore, si comprende che quel luogo ha qualcosa di magico e quel treno rappresenta “il cambiamento”. Simbolo di un tempo che fu, il treno rappresenta sia la morte – Buddy, fratello di Idgie, perde la vita sui binari mentre cerca di recuperare il cappello di Ruth – che la vita, dopo alcuni anni sarà proprio Idgie e Ruth a cogliere l’attimo e a lanciare la loro attività proprio vicino a quella fermata del treno.

Pomodori verdi fritti, ma qual è questa famosa ricetta?

Questa pellicola mi ha da sempre incuriosita. Mi chiedevo quale fosse questa ricetta talmente deliziosa da sceglierla come titolo di un film. E allora, se non avete letto il libro o non avete visto il film, vi consiglio di provare questa deliziosa leccornia. Chissà che non vi venga voglia poi di immergervi nel racconto di Ninny:

Pomodori verdi medi 4
Uova 2
Farina 00 80
Farina di mais 80 g
Zucchero 10 g
Sale fino q.b.
Pepe nero q.b.

Lavate e tagliate i pomodori in modo da ricavare delle fette spesse circa 1 cm. A questo punto adagiatele su una gratella, salateli e lasciateli in questo modo per circa 30 minuti, così che perdano parte dell’acqua di vegetazione. In una ciotola, setacciate prima la farina di mais e poi setacciate la farina 00. Unite quindi lo zucchero e mescolate con un cucchiaio fino ad avere una miscela uniforme. In un altro contenitore sbattete le uova con il sale e il pepe. Passati i 30 minuti riprendete le vostre fette di pomodoro e passatele prima nell’uovo e poi nel mix di farine. Ripetete ancora una volta la stessa operazione. Quindi friggete, pochi pezzi per volta, in abbondante olio bollente. Una volta ben dorati su entrambi i lati, scolateli dall’olio in eccesso e posizionateli su un vassoio foderato con della carta assorbente, senza sovrapporli. Serviteli ben caldi.

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno. Conclusione 

È una storia che parla di persone autentiche che ci  ricordando l’importanza di vivere la propria vita così come siamo. È uno di quei film che inizi a vedere con il pregiudizio inspiegato, ma bastano pochi minuti per essere catapultati in un altro mondo. Scioccante e macabra è sicuramente l’inusuale piega che prende l’ultima parte della storia. 

E ricordate: TOWANDAAAAAAA!!!!

Quando guardarlo

Da guardare quando sembra che tutto sia perduto.

Tre motivi per guardarlo

  1. Per commuoversi come solo le donne sanno fare;
  2. Per ricordare che il segreto della felicità sono anche gli amici;
  3. Infine, per ricordare che non è mai troppo tardi per cambiare.

Curiosità

  1. Nel romanzo Ruth e Idgie sono più che amiche, sono amanti. Questo aspetto è stato oscurato nel film, ma in realtà ci sono numerose scene in cui questo amore viene suggerito. Come racconta anche Jon Avnet, la scena della lotta con il cibo è in realtà metafora di un rapporto sessuale.
  2. Esiste davvero un Whistle Stop Cafe che serve pomodori verdi fritti e si trova a nord di Macon, in Georgia. Dopo che il film ebbe un enorme successo, il set di Whistle Stop Cafe divenne un vero e proprio ristorante e la zona circostante fu trasformata in un’attrazione turistica.
  3. Come spesso accade nelle versioni cinematografiche, che per motivi di tempo e di narrazione sono costrette a profonde revisioni dei romanzi, rispetto al libro anche qui mancano molte storie e viene tagliato perfino un intero personaggio: Artis O. Peavey.

Angela Patalano

Le immagini contenute in questa recensione sono riprodotte in osservanza dell’articolo 70, comma 1, Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Si tratta, infatti, di «riassunto, […] citazione o […] riproduzione di brani o di parti di opera […]» utilizzati «per uso di critica o di discussione», nonché per mere finalità illustrative e per fini non commerciali. La presenza in CulturaMente non costituisce «concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».

Ecco il cineforum precedente!

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui