“Reflecting Pasolini”: cinema, moda e fotografia nella mostra di Ruediger Glatz

Pasolini Ruediger Glatz mostra 2022

Con la mostra “Reflecting Pasolini” il fotografo Ruediger Glatz racconta il suo Pier Paolo. Al Palazzo delle Esposizioni fino al 4 settembre 2022.

La mostra

Nel giugno del 2021 l’iconica Tilda Swinton, insieme al curatore e storico della moda Olivier Saillard, dà vita e corpo a “Embodying Pasolini” negli spazi del Mattatoio di Roma. Attraverso alcuni oggetti di scena e abiti originali l’attrice resuscita la Giocasta dell’”Edipo Re” e la Signora Vaccari di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, rispettivamente interpretate da Silvana Mangano ed Hélène Surgére, il Geoffrey Chaucer di Pier Paolo Pasolini ne “I racconti di Canterbury”, addirittura il Totò di “Uccellacci e uccellini” indossandone l’inconfondibile cappello. Una performance irripetibile, fermata però dall’obiettivo del fotografo tedesco Ruediger Glatz: da questo lavoro di documentazione nasce Reflecting Pasolini”.

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Ruediger Glatz, “Embodying Pasolini”. Performance di Tilda Swinton and Olivier Saillard. Mattatoio, Roma, 2021.

“Reflecting Pasolini”: un incontro che fa da scintilla

Non si tratta della prima volta in cui Ruediger Glatz documenta fotograficamente un progetto di Tilda Swinton e Olivier Saillard: è già accaduto con “The Impossible Wardrobe” (2012), “Eternity Dress” (2013), “Cloakroom – Vestiaire Obligatoire” (2014), “Sur-Exposition” con Charlotte Rampling (2016). Eppure accade qualcosa di diverso: grazie al lavoro svolto su “Embodying Pasolini”, Ruediger Glatz si avvicina in maniera più approfondita alla figura di Pier Paolo Pasolini. Restandone così affascinato da decidere di studiarne l’opera, recuperare la filmografia, visitare i luoghi della sua vita, ammirare le opere d’arte che lo hanno influenzato e lasciarsi ispirare dai posti che han fatto da set nelle sue pellicole.

“On PPP”: suggestionarsi con Pasolini

Glatz decide di ripercorrere una serie di tappe fisiche, artistiche, spirituali che han caratterizzato l’opera dell’intellettuale: un susseguirsi di suggestioni ben rappresentate da un ciclo di immagini in mostra, denominato “On PPP”. Si va dal volto di un giovane, che al fotografo ricorda moltissimo quello del Gesù de “Il Vangelo secondo Matteo”, alla campagna romana del Parco degli Acquedotti. Si prosegue con la facciata della chiesa di San Felice da Cantalice a Centocelle, visibile in una scena di “Accattone”, per arrivare all’inconfondibile architettura del Palazzo dei Ferrovieri a Casal Bertone: è qui che abita uno dei personaggi più celebri di Anna Magnani, l’indimenticabile Roma Garofolo di “Mamma Roma”. Un viaggio che trova la sua conclusione sulla soglia di Torre di Chia, dimora e rifugio viterbese dove Pasolini stendeva il romanzo – rimasto incompiuto – “Petrolio”.

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Il fotografo Ruediger Glatz durante la conferenza stampa della mostra “Reflecting Pasolini”. Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2022.

Perché visitare “Reflecting Pasolini”

Con più di sessanta fotografie in bianco e nero, Ruediger Glatz scrive una sorta di saggio per immagini sul suo Pier Paolo: quasi che, dopo essersi imbattuto in Pasolini, non sia più stato capace di lasciarlo andare. Questa lettura affettuosa e personalissima è diventata la sua prima mostra personale in Italia, curata da Alessio de’Navasques, promossa da Roma Culture e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, nell’ambito del programma PPP100 – Roma Racconta Pasolini promosso da Roma Capitale Assessorato alla Cultura con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali. Un altro degli appuntamenti imperdibili all’interno dell’anno in cui cade il centenario della nascita di una voce tra le più importanti nel panorama culturale italiano e che si è spenta troppo presto.

Cristian Pandolfino

Foto in evidenza: Ruediger Glatz, “Embodying Pasolini”. Performance di Tilda Swinton and Olivier Saillard. Mattatoio, Roma, 2021.

Cristian Pandolfino
Nato a Messina, si laurea con lode in Filosofia e decide di trasferirsi a Roma per frequentare un master in scrittura creativa e pubblicitaria presso l’Istituto Europeo di Design. Copywriter da più di un decennio, ha lavorato per numerosi clienti nazionali e internazionali senza mai perdere di vista le sue autentiche passioni: le religioni, la mitologia classica, il cinema, il teatro, la musica, l’arte, la fotografia, la letteratura e, ovviamente, la scrittura. Cura un suo blog - Il Neomedio - e collabora con varie realtà on-line.

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