E se il tempo delle mele non finisse mai? L’amore secondo Michela Andreozzi

michela andreozzi - teatro della cometa

Dreams are my reality, the only kind of real fantasy cantava Richard Sanderson nella celebre scena de Il tempo delle mele, dove una giovanissina Sophie Marceau veniva romanticamente “incuffiata” dal ragazzo che le piaceva durante una festa.

Erano gli anni Ottanta, quelli delle spalline e dei calzini con i rombi, ricorda Michela Andreozzi, in scena con il suo nuovo one woman show al teatro della Cometa di Roma, fino al 6 gennaio.

“L’amore al tempo delle mele” , appunto, è un piacevole viaggio in cui Michela è la nostra CiceronA. Sempre elegantemente irriverente e preziosamente versatile, specialmente nel declinare le proprie abilità artistiche. Sottobraccio con l’attrice riviviamo i primi amori, i primi NO, le litigate con mamma e papà, e tutto quello che caratterizza l’adolescenza, dalla tenera leggerezza di un bacio alla depressione cronica davanti a un telefono che non squilla.

michela andreozzi - teatro della cometa

Michela Andreozzi ricorda, ci fa ricordare, e insieme istruisce: davvero stiamo parlando solo dei ragazzi degli anni Ottanta?

Che la generazione d’appartenenza sia X, Y o Z, le problematiche sono sempre le stesse. Ma, soprattutto, è proprio vero che dopo l’adolescenza diventiamo delle mele mature o, di fronte alle emozioni della vita, il nostro cuore viene sopraffatto come quello di un adolescente?

Tra canzoni, simpaticissimi sketch col maestro Alessandro Greggia, che accompagna dal vivo Michela, il pubblico ride ma soprattutto partecipa allo spettacolo. Chiede delucidazioni sulle tipologie di bacio – avete mai sentito parlare di quello bruschettato? – ascolta i consigli della sessuologa di Cioè, la dottoressa Lilli Bata, rispolvera l’imbarazzo del gioco della bottiglia e confessa quale tipo di diario usava a scuola, da Snoopy a Naj-Oleari.

Come sempre i sorrisi offerti da Michela alleggeriscono il cuore lanciando un’acuta riflessione. Lo spettacolo scritto dall’attrice insieme a Paola Tiziana Cruciani (che ha curato anche la regia) e Giorgio Scarselli è perfetto per passare una serata in allegria.

Una, nessuna, centomila Michela Andreozzi per “ragionar d’amore”

 

Alessia Pizzi

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