Le solitudini celate dietro le Lolite dei Parioli

Lolite teatro Belli

L’opera Lolite sarà in scena, al teatro Belli, fino al 25 marzo.

Le Lolite contemporanee per la mia volta sono sul palco. Viene così portato in scena il caso delle Baby squillo dei Parioli. La vicenda di cronaca che campeggiò per mesi sulle testate a livello nazionale.

Lolite scritto e diretto da Francesco Sala è uno spaccato dell’amara attualità.  Quell’attualità composta di elementi superficiali e vanificanti, dove l’apparire è più importante di qualsiasi altra cosa. Sala, grazie all’interpretazione di Giancarlo Fares, Gilberta Crispino, Chiara Scalise, Benedetta Nicoletti e Davide D’Innocenzo, ci mette d’avanti ad una società vuota.

Apparentemente le famiglie di Roma Nord hanno tutto, come da cliché. Quello che non hanno è l’amor proprio. Sono famiglie composte come isole ed “isolitudini”.

Lolite teatro Belli

Cos’è l’isolitudine?

Un termine a me molto caro che indica la condizione esistenziale di appartenenza e di isolamento propria di chi è nato in un’isola, su questo concetto Sciascia, Tomasi Di Lampedusa e Bufalino hanno prodotto profonde e suggestive riflessioni. Scomodo i grandi scrittori per applicare questo concetto in maniera sociologica alle famiglie odierne. Tante piccole isole che non riescono ad incontrarsi. Un arcipelago di “terre emerse” come membri di una famiglia che nonostante il cognome comune rappresentano quanto di più distante ci possa essere.

Viene enfatizzata l’assenza di dialogo. Ognuno rinchiuso nel proprio microcosmo senza possibilità di ascolto nonostante si cammini gomito a gomito. Lolite è una storia di solitudine. Solitudine declinata in tutti i suoi aspetti generazionali. Solitudine dettata dalla privazione dei valori fondamentali.

Si può parlare di emarginazione anche in caso di iper popolarità a scuola e nel quartiere.

Ma cosa si cela dietro questo disagio esistenziale contemporaneo?

Forse la ricerca di interesse da parte dei propri cari. Siamo stati tutti adolescenti. L’empatia per l’incomprensione genitoriale si scontra con la debolezza di queste nuove generazioni. Cercano di avere una forte identità. Emulano icone passate senza avere consapevolezza storica. È la volontà, estrema, di attirare attenzione su di sé.

Un urlo silenzioso.

Alessia Aleo

Giornalista pubblicista, una grande passione per la moda. Sempre in viaggio e alla scoperta di nuove prospettive.

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