“Singles”… ma si parla sempre d’amore

singles - teatro vittoria roma
Foto artinconnessione.it

Lo spettacolo Singles rimarrà in scena al teatro Vittoria di Roma fino al 24 febbraio.

Un titolo che attira l’attenzione, pur essendo formato da una sola parola. Ma si tratta di una parola molto particolare. Semplice, corta. Eppure, ciò a cui fa riferimento identifica lo stato sentimentale di una persona. Ed è un’identificazione che può corrispondere a diverse immagini: una persona felice perché indipendente; una che dà importanza solo alla carriera; una persona sola e infelice; una che è rimasta attaccata a un amore finito male oppure che è alla continua ricerca dell’anima gemella.

La commedia scritta da Rudolphe Sand e David Talbot ce ne mostra diverse tra quelle elencate.

Protagonisti sono tre amici di lunga data che finiscono sempre per ritrovarsi ai matrimoni dei loro ex senza mai essere accompagnati da nuovi amori. Bruno è un uomo affascinante con una grande carriera nel mondo commerciale che si vanta di essere “single per scelta” per nascondere i suoi continui fallimenti relazionali. Giuliana è una bibliotecaria impegnata in tantissime diverse attività, logorroica e innamorata non corrisposta di Bruno. Antonio, invece, è un appassionato di biologia timido e impacciato, segretamente innamorato di Giuliana. Insieme, inizieranno a frequentare serate, gite fuori porta, lezioni in palestra tutte per single desiderosi di fare nuove conoscenze. Tutte le loro vicende ruotano intorno alla ricerca del vero amore, dell’occasione giusta, del momento in cui si potrà godere di un compleanno non più in solitaria, ma in compagnia.

Lo spettacolo si articola in quindici quadri che ricoprono un intero anno della vita dei personaggi.

Sono scene divertenti, leggere in cui fondamentale è l’ottimo lavoro degli interpreti. In uno spettacolo simile sono fondamentali il ritmo e l’energia degli attori, nonché la loro capacità di caratterizzare in maniera fisicamente buffa i loro personaggi. Il vero punto di forza dello spettacolo è la bravura di Marco Cavallaro, Antonio Grosso e Claudia Ferri. Riescono a regalare al pubblico un’ora e mezza di simpatia e buoni sentimenti. Tengono la scena in maniera impeccabile, alternando alla comicità anche dei momenti più emozionanti e commuoventi. C’è una grande complicità tra i tre attori e si nota subito.

È uno spettacolo semplice, ma efficace dal punto di vista delle luci, delle musiche e della storia. Si lascia vedere con piacere ed è un’ottima scelta per passare una serata a teatro spensierata e gioiosa, guardando uno spettacolo di qualità.

singles - teatro vittoria roma
Foto artinconnesione.it

Il testo è frizzantino, sempre spiritoso e mai volgare.

Sul momento, assisti allo spettacolo senza farti troppe domande, ridendo e godendoti le diverse scene. Quando però sul palco arriva Giuliana che si canta da sola “Tanti auguri a te” e finge con la madre al telefono di avere compagnia a casa, il sorriso lascia il posto a emozioni di tutt’altro tipo. Tanto più lei cerca di sembrare allegra, tanto più la sua tristezza investe lo spettatore (merito anche, ancora una volta, della bravura dell’attrice). Ed è allora che ti viene da pensare a quanto le aspettative della società riguardo l’essere single finiscano per angustiare la persona che non ha trovato colui/colei con cui condividere la propria vita. Pensi anche che effettivamente trascorrere il proprio compleanno in totale solitudine non sia affatto bello. Poi, vieni risucchiato nuovamente dalla storia e ritorni a sorridere. Solo alla fine dello spettacolo, ti soffermi di nuovo a riflettere su quanto hai visto.

Ti viene da chiederti il perché uno spettacolo dedicato al mondo dei single parli solo e soltanto del loro tentativo di avere una relazione. O perché di tante immagini che ci vengono alla mente quando pensiamo agli scapoli le prime ad arrivare siano quelle che parlano di solitudine e di tristezza. Ed ecco che ci si rende conto di quanto la nostra società demonizzi la condizione di single, associandola spesso all’idea di mancanza. Ma è davvero così? È davvero un problema essere single? Si può davvero parlare di “cuori solitari” quando ci si riferisce a persone non fidanzate?

Oppure è l’aspettativa sociale che crea la maggior parte delle ansie e delle preoccupazioni in chi non ha ancora trovato la persona giusta?

Avere un/a compagno/a è indubbiamente bello. Poter condividere tutta la propria vita insieme a qualcuno che si ama, essendo riamati, è sicuramente una gran fortuna. Una condizione che sicuramente la maggior parte di noi spera di raggiungere. Ma è anche vero che non necessariamente il non essere impegnati coincida con il non essere felici. Anzi. Non solo si ha la possibilità di dedicarsi a sé, ma anche di conoscersi. E conoscersi è il primo passo per intrecciare relazioni con gli altri.

E poi, non si è mai veramente soli al mondo.

Può benissimo succedere (come in Singles) che pur non avendo il/la partner si abbiano intorno dei buoni amici con cui condividere le proprie avventure. Inoltre, lo spettacolo ti lascia fiducioso nei confronti della vita e del destino: prima o poi, qualcosa succede!

Federica Crisci

Trappola per topi. Il capolavoro di Agatha Christie al teatro Vittoria

 

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