“Parenti serpenti”. Sul palco dell’Eliseo si riscrivono i legami familiari

Parenti serpenti - lello arena - teatro eliseo

Lello Arena e Giorgia Trasselli sono Saverio e Trieste in Parenti serpenti, spettacolo teatrale di Luciano Melchiorra che andrà in scena al teatro Eliseo fino a domenica 18 marzo.

Parenti serpenti, la storia ideata da Carmine Amoroso, vede per la prima volta la luce nel 1992 sotto forma di pellicola cinematografica firmata da Mario Monicelli. Oggi prende nuovamente vita, ma come spettacolo teatrale. Il regista questa volta è Luciano Melchiorra. Il ruolo che fu di Paolo Panelli è ora interpretato da Lello Arena. Non è la prima volta che cinema e teatro si “prestano” delle storie. D’altra parte, in famiglia si condivide e teatro e cinema sono parenti (che siano serpenti o meno, non è questo il luogo per discuterne).

Nonostante ci siano delle piccole modifiche strutturali (scompaiono i figli e il marito di Milena), di luogo e di tempo (non siamo più a Sulmona, ma nel Sud Italia e non mancano sul palco gli smartphone e i selfie), la vicenda è la stessa. In occasione delle feste natalizie, la casa di Saverio, ex carabiniere in pensione, ormai affetto da demenza senile, e di sua moglie Trieste è pronta ad accogliere i loro quattro figli. C’è Lina, con il marito Michele, Alessandro con sua moglie Gina, la vedova Milena e lo scapolo Alfredo. L’atmosfera natalizia è quella che tutti noi conosciamo e a cui siamo abituati. C’è un clima di festa. Ci sono dei piccoli rituali familiari da compiere (addobbare l’albero, la cena della vigilia con le stesse portate, la messa di mezzanotte, ecc.). Ci sono i ricordi dell’infanzia. E ci sono, ovviamente, le piccole/grandi tensioni tra fratelli e sorelle, tra mariti e mogli che si cerca di nascondere e di tenere a bada in nome di una festività tutta dedicata all’amore.

E poi la proposta destinata a mettere in crisi tutto.

Saverio e Trieste chiedono ai loro figli di essere accuditi e di poter andare a stare a casa di uno di loro fino alla fine dei loro giorni. E così inizia tra i figli una concitata discussione su chi dovrà occuparsi dei genitori. Una discussione che porterà alla luce i loro segreti personali, rancori e, soprattutto, a una risoluzione inaspettata… e pericolosa. Una risoluzione da serpenti.

Parenti serpenti

Lo spettacolo è grottesco. Si ride e pure tanto. Ma è una risata che dopo un po’ lascia spazio a una leggera inquietudine e alla tristezza. La storia stessa parte da toni gioiosi per poi andare a finire nel dramma. Ma anche nelle fasi iniziali, nel battibecco dei due anziani coniugi c’è qualcosa che turba lo spettatore. Ed è la percezione delle fragilità che si nascondono dietro la maschera comica.

Forte è il contrasto tra l’intimità della persona e ciò che mostra all’esterno.

Un contrasto che viene sottolineato anche dalla scelta registica di far entrare il pubblico con il sipario aperto e di far muovere gli attori anche in platea. Ciò che i figli mostrano al mondo (al pubblico) e anche nella famiglia è ciò che sentono di dover mostrare. è uno show. Ce lo prova il loro ingresso in scena. Al centro della platea, illuminati da un occhio di bue, esibiscono il loro sorriso migliore e salutano il pubblico. Quello che comunicano è la voglia di serenità e di leggerezza, nonostante l’inquietudine e l’insoddisfazione provate. Sembrano animati dalla voglia di stare con i parenti. E, in parte, è sicuramente così.

Tutto viene a crollare nel momento in cui Saverio e Trieste chiedono di essere accuditi. Perché in quel preciso momento, essi stanno abbandonando il ruolo genitoriale e l’aura protettiva e sicura che essi incarnano. Stanno diventando due esseri umani anziani bisognosi di attenzioni e di cure. Ed è una richiesta che non può essere ignorata dai figli in virtù di quel legame che gli stessi genitori stanno capovolgendo.

Parenti serpenti

Il rapporto tra genitori e figli con tutte le sue contraddizioni è quanto mai vicino a ciò che ognuno di noi prova quotidianamente.

Il padre e la madre sono le figure educative, i modelli che prendiamo come esempio. Ma sono anche esseri umani che, con i loro pregi e difetti, formano e aiutano a determinare il carattere dei figli, i loro successi e i loro insuccessi. E questo può generare dei sentimenti molto complessi. Quando poi i genitori si mostrano particolarmente bisognosi e cercano di invertire i ruoli, la situazione può anche degenerare.

Oltre a un tema tanto comune, Parenti serpenti, gode anche di un cast preciso, divertente e molto bravo. Le due ore di spettacolo scivolano via velocemente e in maniera molto piacevole. Le interpretazioni di Lello Arena e di Giorgia Trasselli sono veramente notevoli.

Il teatro che fa ridere, piangere e riflettere. Tutto questo è in Parenti serpenti. Quindi, non perdete l’occasione di vederlo.

Federica Crisci

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