Profumo di donna. L’amaro e l’amore al Teatro della Cometa

Massimo Venturiello teatro della cometa

Profumo di donna, spettacolo andato in scena al Teatro della Cometa, è un viaggio iniziatico con un irascibile capitano e un giovane soldato

I viaggi sono sempre sinonimo di esperienze nuove, le quali sono importanti per le nostre vite. Le nostre vite sono incontri, spesso fortuiti ma sempre voluti da quel meccanismo strano chiamato “destino”. In Profumo di donna, spettacolo andato in scena dal 13 al 25 marzo 2018 al Teatro della Cometa e da chi scrive visto la sera del 15 marzo, l’incontro tra un irascibile capitano e un giovane soldato darà il via ad un viaggio iniziatico.

Mondi paralleli

Tratto dal romanzo “Il buio e il miele” di Giovanni Arpino, reso celebre dalla trasposizione cinematografica dal titolo “Profumo di donna” del grande Dino Risi con Vittorio Gassman e Alessandro Momo, seguito da una versione americana, Scent of a woman, diretta da Martin Brest con Al Pacino e Chris O’Donnell, lo spettacolo parlava di un incontro.

Un capitano in pensione, reso cieco da un’esplosione, compie un viaggio per tutta Italia con un soldato in permesso premio, da lui ribattezzato “Ciccio“, come tutti precedenti sventurati dello stesso compito. Il suo scopo è di recarsi a Napoli, per far visita ad un amico non vedente, legato a lui da un segreto misterioso. Carattere irascibile, forte, ma anche ironico e autoironico, gran seduttore di donne, sente la loro presenza dall’olfatto. Durante le tappe del loro viaggio a Genova e Roma incontrerà rispettivamente una prostituta e il cugino prete, con cui parla della sua condizione. A Napoli troverà una donna, per la quale proverà inizialmente fastidio, ma poi scoccherà l’amore per essa. Anche il suo soldato piano piano impara a conoscerlo e a rispettarlo.

Viaggio verso l’incontro

Massimo Venturiello, grandissimo attore di teatro e televisione, regista e attore protagonista, ha detto che questo spettacolo (adattato da Pino Tierno) era “un incontro di emozioni contrapposte” e “uno scontro di lacrime e di risate“. La sua regia è riuscita a catturare perfettamente il senso insito del testo. Due mondi diversi, quello del capitano e del suo soldato (il bravo Andrea Monno), che inizialmente gli è ostile. L’irascibilità del capitano era nata dalla sua condizione, dal fatto di non essere più indipendente. Un uomo alla ricerca di affetto. Nella vita di ognuno di noi c’è bisogno dell’amore, sinonimo di forza e di sostegno per affrontare le sfide quotidiane.

La scenografia di Alessandro Chiti era formata da strutture moventi che creavano dei piani sovrapposti e differenti (i molteplici mondi dei vari protagonisti). Ho notato una citazione delle macchine sceniche di Luca Ronconi, forse un omaggio al grande teatro italiano.

Il cast artistico, composto anche da Irma Ciaramella, Camillo Grassi, Claudia Portale, Sara Scotto di Luzio e Franco Silvestri, ha dato il massimo. I bellissimi costumi e le luci sgargianti erano rispettivamente di Sabrina Chiocchio e Umile Vainieri e le interessanti musiche erano di Germano Mazzocchetti.

Per i brani cantati la voce era di Tosca, celebre cantante e compagnia di vita di Massimo Venturiello. Se mi è consentita una piccola nota di colore, lo scrivente non può dimenticarsi del bellissimo duetto Massimo Venturiello – Tosca ne Il terzo fuochista, eseguito durante l’edizione 2007 del Festival di Sanremo.

Marco Rossi

@marco_rossi88

 

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