Gli amori incrociati e le beffe de “La dodicesima notte” in scena al Globe Theatre di Roma

La dodicesima notte Globe Theatre Roma 2020

La dodicesima notte” è in scena al Globe Theatre di Roma fino al 18 ottobre 2020 in un adattamento originale e divertente.

“La dodicesima notte” è l’ennesima commedia di William Shakespeare tradotta, adattata e diretta da Loredana Scaramella. La regista, infatti, era già stata artefice delle belle versioni del “Mercante di Venezia”, di “Molto rumore per nulla” e di “Come vi piace” andati in scena al Globe Theatre di Roma.

Anche in questo allestimento de “La dodicesima notte” si ritrova l’abilità di Scaramella di restare fedele all’opera di Shakespeare, dandole un tocco di attualità e valorizzandone la leggerezza.

La commedia prende il nome dalle dodici notti che dividono il Natale dall’Epifania, il periodo festivo per eccellenza nell’Inghilterra elisabettiana.  È un tempo straordinario, ma destinato a finire. Quindi, deve essere usato al massimo, “per raggiungere i desideri che l’eccezionalità della festa promette di realizzare”, scrive Loredana Scaramella nelle note di regia.

Perciò il tempo ha un ruolo importante e i personaggi hanno tutti una gran fretta.

Ricordate il film “Shakespeare in Love”? La protagonista, Viola, suggeriva a William Shakespeare proprio la trama de “La dodicesima notte” ispirandosi alla loro storia d’amore e, soprattutto, alla sua esperienza di donna che recita i ruoli maschili.

Infatti, nella commedia in scena al Globe Theatre, una delle protagoniste si chiama proprio Viola (qui interpretata da Elisabetta Mandalari), naufragata sulla costa dell’Illiria, insieme al suo fratello gemello Sebastiano (Giulio Benvenuti), che lei crede morto. Così, Viola si traveste da uomo e, con il nome di Cesario, diventa servitore del Duca Orsino (Diego Facciotti) e se ne innamora. Il Duca, però, è innamorato della contessa Olivia (Carlotta Proietti), che lo respinge perché in lutto per la morte recente del fratello. Viola/Cesario porta a Olivia vari messaggi di corteggiamento per conto del Duca e, alla fine, la contessa si innamora proprio della giovane travestita da uomo. 

Ne “La dodicesima notte“, tra burle, amori incrociati e giochi di parole, non mancano gli scambi di persona.

Approda sulle coste dell’Illiria anche Sebastiano (Giulio Benvenuti) che, così come la sorella, crede che la sua gemella sia morta durante il naufragio. Il giovane, quindi, si presenta dal duca Orsino sotto mentite spoglie, insieme ad Antonio, che gli ha salvato la vita.  Tutti scambieranno Sebastiano per Cesario, visto che sono gemelli.

Intanto, Malvolio (l’irresistibile Federico Ceci), maggiordomo di Olivia, diventa oggetto di una beffa crudele: il personale di corte e il cugino di Olivia gli fanno trovare una lettera falsa della contessa da cui si lascia intendere che Olivia sia innamorata di lui.

Insomma, “La dodicesima notte” contiene molti elementi tipici della commedia shakespeariana. Oltre ad un naufragio come premessa (come ne “La tempesta”), ricorrono il tema della beffa, dello scherzo, delle identità prima celate e poi svelate, degli amori incrociati (“Sogno di una notte di mezza estate”): lui che ama lei, che ama l’altra (credendola un lui) che ama lui.

Ma, soprattutto, “La dodicesima notte” parla d’amore, facendo sognare e ridere. Personaggio centrale nella trama, pur non essendo protagonista – come capita spesso in Shakespeare – è il buffone della corte di Olivia, Feste, interpretato, in questa versione, dal bravissimo Carlo Ragone.

Nella battuta “un matto saggio vede con chiarezza, un saggio matto perde ogni saggezza” c’è tutto il senso del ruolo del fool nell’opera del Bardo. D’altronde, Feste è il personaggio che “prelude con la sua filosofia venata di spleen alle riflessioni ben più articolate di Amleto”. Lui imprime un movimento di carica e pausa alla messa in scena. È lui a mettere in moto la tempesta iniziale dalla quale si sviluppa il giro del quadrante dell’orologio rinascimentale che scandisce i tempi della scena.

La messinscena dell’adattamento di Loredana Scaramella è molto bella.

Rende la commedia una sorta di opera-rock con le coreografie, le musiche e le canzoni, ma soprattutto grazie ai costumi di Susanna Proietti a metà strada tra il dark e lo steampunk.

Proprio ai costumi è affidato il compito, secondo la regista, di “definire e amplificare il fascino del luogo: uno spazio della mente … un paese delle meraviglie”.

Il tempo del racconto è scandito in dodici postazioni che ruotano nel corso della storia. Perciò, Scaramella ha deciso di collocare dodici sedie sul palco, messe in circolo, da cui i personaggi si alzano a turno per recitare la loro scena, coadiuvati da pochi oggetti che definiscono ogni personaggio.

I contatti fisici sono rarefatti” – precisa la regista nelle note di regia – “i movimenti fortemente formalizzati e, come nei film di Bollywood, le danze e i corteggiamenti avvengono a rispettosa distanza”. Inutile sottolineare quanto queste scelte registiche, coreografiche e scenografiche siano adeguate al tempo del coronavirus.

Se questo allestimento de “La dodicesima notte” ha un difetto è quello che abbiamo trovato anche in altri spettacoli del Globe Theatre di Roma: gli attori non sono tutti allo stesso livello di bravura. In alcuni giovani, infatti, si nota una certa inesperienza, soprattutto se confrontati con i migliori che interpretano i ruoli più divertenti o carismatici.

Lo spettacolo avrebbe dovuto chiudere il 27 settembre la stagione 2020 del Globe Theatre di Roma, che invece è stata – visto il successo – prolungata fino al 18 ottobre. Si potrà assistere, quindi, a “La dodicesima notte” anche il 3, 4, 10, 11, 16, 17 e 18 ottobre.

Stefania Fiducia

Foto di Lorenzo Isoni, tratte, previa autorizzazione, dalla pagina Facebook del Silvano Toti Globe Theatre Roma

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