Mille Voci Contro La Violenza: un inno alla libertà delle donne

ipazia di alessandria - violenza di genere

Mille voci contro la violenza ha radunato le donne di tutta Italia per raccontare la violenza di genere il 25 novembre, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne.

Fautori di questo evento sono stati la redazione di Cultura Al Femminile e le operatrici di SpazioDonna Linearosa, con il patrocinio del Comune e dell’Università di Salerno (OGEPO).

Gli interventi che hanno animato il centro sociale di via Raffaele Cantarelli, presso la città di Salerno, sono stati molti, ma soprattutto variegati tra loro. Il fil rouge che li ha connessi in oltre due ore di incontro è un inno contro la sopraffazione.

Relatori e relatrici hanno cantato in coro, seppur con registri totalmente diversi, una melodia che coglie nel segno e racconta la tragica realtà in cui viviamo, ma soprattutto che tentiamo di cambiare.

Performance teatrali, talk sulla medicina di genere, esibizioni canore, excursus nel passato della storia delle donne, approfondimenti psicologici e, dulcis in fundo, persino canti e balli popolari: mille voci contro la violenza, mille linguaggi diversi uniti tra loro.

Protagonista indiscusso della serata è stato ‘intervento di Filomena Lamberti, donna sfregiata dal marito con l’acido. Una testimone vivente della violenza di genere, una di quelle che può raccontare la propria esperienza e sensibilizzare i giovani, come sta facendo attualmente girando per le scuole e raccontando la sua storia. La storia di una rinascita, l’uscita da un tunnel di dolore e paura, un cammino verso la libertà a tutti gli effetti.

Il cammino verso la libertà delle donne viene costruito mattoncino dopo mattoncino nel corso dei secoli, da Ipazia di Alessandria a Filomena Lamberti. Non sappiamo quanto ci vorrà prima di arrivare all’effettiva parità. E non mi riferisco alle quote rose, ma a quel momento in cui la parola di una donna varrà come quella di un uomo e otterrà la tanto agognata credibilità.

Considerando il numero dei femminicidi ma soprattutto le frasi aberranti che dobbiamo ancora sorbirci sulla violenza sulle donne (il recente e infelice exploit di Federico Moccia ne è un esempio), direi che la strada è ancora molto lunga ma che non dobbiamo smettere di lottare. Vi lascio quindi il mio intervento su Ipazia, nato col pretesto di unire le donne del passato a quelle del presente per sdoganare tanti luoghi comuni, ma soprattutto per riflettere sull’ascolto reciproco, sull’abbattimento dei pregiudizi e sulla nascita di una comunicazione reale tra i generi. Senza più prevaricazione da nessuna delle due parti.

Alessia Pizzi

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