Per una scuola più digitale: intervista alla prof. Daniela Di Donato

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L’istruzione in Italia, il suo presente e il futuro tra valutazioni, scuola digitale e didattica a distanza.

Daniela Di Donato è una docente di lettere nella scuola secondaria di I grado. Nell’unica edizione dell’Italian Teacher Prize, cioè il  titolo per il miglior docente italiano, è finita tra i primi cinquanta finalisti.

Ora è Dottoranda di ricerca alla Sapienza Università di Roma, con una ricerca sull’uso delle tecnologie didattiche e innovative a casa e a scuola.

In breve, parla di digital training e della sua importanza da molto, molto prima della pandemia e del lockdown. Le abbiamo chiesto una fotografia della scuola italiana.

didattica online daniela di donato
Daniela Di Donato

Daniela, a che punto siamo con la scuola digitale?

Innanzitutto, specifico che già da anni il MIUR è chiaro su questo argomento: i docenti devono andare verso le competenze digitali. Un 20% era già attivo da tempo e costituiva lo zoccolo duro dei più motivati, un 10-15% era molto lontano dall’idea di un cambiamento didattico e un restante macro-gruppo di insegnanti aspettava solo uno spunto importante per avviare una formazione personale.

Il lockdown è stato un vero e proprio spintone che ha accelerato i tempi. È come al mare: puoi entrare passetto dopo passetto nell’acqua, o fare una corsa e tuffarti a bomba. Gli insegnanti hanno dovuto fare il tuffo a bomba. Chi era già formato prima, ora sta aiutando i neofiti, una buona parte del corpus docenti si è messo in gioco.

Videolezioni, Zoom, tanti compiti: cos’è la didattica a distanza?

L’ideale sarebbe alternare didattica sincrona e didattica asincrona. La didattica sincrona è la videoconferenza o la lezione in diretta, ma attenzione: un’ora online è molto più intensa di un’ora in aula, dove ci sono più distrazioni e un’atmosfera diversa. In più, l’OMS dà delle linee guida per l’esposizione dei più piccoli agli schermi: non più di 2 ore al giorno, in tutto. Tra le molte app utilizzate per ‘vedersi’ online, il MIUR ha chiesto l’utilizzo di strumenti sicuri e che rispettino la privacy dei dati, che si possono trovare sul sito https://solidarietadigitale.agid.gov.it/.

La didattica asincrona si fa in un luogo virtuale, dove il prof può caricare video, contenuti digitali, spunti. Alcune app hanno anche delle ‘aule’ separate, in cui gli alunni possono incontrarsi in piccoli gruppi per fare ricerche e confrontarsi tra di loro.

Una grande rivoluzione porta grandi trasformazioni. Quali cambiamenti hai notato?

Il più evidente è il cambio di percezione sulla scuola da parte di alunni e famiglie: ora è finalmente sentita come un diritto. Ha perso la sola connotazione di ‘dovere’ ed è vista sotto una luce positiva: ai ragazzi piace imparare, hanno una necessità neurobiologica di stare tra pari, hanno bisogno di essere stimolati e hanno nostalgia di compagni e professori.

Il cuore della scuola è proprio questo: un diritto costituzionale ad un percorso formativo di successo.

Una cosa sicuramente molto positiva. Me ne dici una negativa?

Questa scuola digitale deve far ripensare alla didattica in generale.

Parlare per un’ora di seguito davanti a uno schermo o davanti a trenta ragazzi non funziona, non ha mai funzionato. E adesso è lampante. Ci sono molti alunni che non sono ‘agganciabili’: ma mentre prima si potevano mimetizzare, ora sono evidenti molti casi di povertà educativa.

La scuola dell’800 non è più proponibile: servono strumenti di oggi, i docenti devono portare i ragazzi nella realtà che li circonda. Questo è il momento per i docenti e per gli addetti ai lavori di dire “Ok, possiamo fare in modo che non sia la stessa scuola di prima”

La fine dell’anno è vicina, i ragazzi non torneranno sui banchi. Come si faranno le valutazioni?

Le indicazioni, secondo il decreto, sono chiare: la valutazione dovrà essere formativa, dovrà aiutare lo studente ad andare avanti. L’esperienza di crescita non deve essere bloccata.

Cosa pensano gli studenti della didattica a distanza?

Micaela Paciotti

1 Commento

  1. Purtroppo la Gente stà Diventandone Troppo Stupida! (Senza Offesa)
    Colpa della Tecnologia, abbandoniamo la scuola Digitale, meglio le vecchie scuole
    Come dice un Proverbi”Gallina Vecchia fa un Buon Brodo!” Sostituire i Libri Quaderni con Tablet è un Errore, creano molte Distrazioni, calo Apprendimento, non si può così, dici che scuole ‘800 non bastano più? Errore Basta un Attacco Hacker o ancora meglio una Devastante Tempesta Solare torneremo indietro di molti Anni, GARANTITO! Buon Fallimento è una Giusta Punizione! HA!

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