Spiagge, Coronavirus: 5 rimedi culturali per superare la prova costume

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[ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO ARTICOLO È ALTAMENTE IRONICO!]

Estate 2020 col Coronavirus: ed è subito crisi

Le spiagge hanno riaperto, nonostante il Coronavirus. Superata la paura del ritorno alla pseudo-normalità, ce n’è una molto più terrificante che disturba la mente della popolazione italiana.

La prova costume divide il Paese tra quelli che durante il lockdown sono diventati dei personal trainer fai-da-te e… tutti gli altri.

Ovvero quelli che si sono abbandonati al piacere della buona cucina, sempre homemade naturalmente.

Parliamoci chiaro. Il lockdown ha avuto vari esiti sui nostri corpi (per non parlare delle nostre menti): la reclusione forzata ha reso alcuni dei runner imbattibili (spesso intorno al palazzo) o gli eredi di Bruce Lee nel giardino di casa (o peggio, sul balcone). Questo, però, non è valso proprio per tutti.

Infatti la prima cosa notata negli incontri (non così tanto ravvicinati) con congiunti e non… è stata la pancia.

Molti non si sono preoccupati della nuova “protuberanza” perché la possibilità di tornare nelle spiagge dopo il Coronavirus sembrava molto remota. E invece le spiagge hanno riaperto davvero e i nostri amici (spesso del clan dei runner, fieri del loro nuovo fisico tonico) hanno iniziato ad invitarci al mare costringendoci alla prova costume.

Prova costume 2020: l’outfit da spiaggia è culturale e intelligente

Anno bisesto, anno funesto. Di fronte allo specchio questa estate ci sono esseri umani scolpiti come Arnold Schwarzenegger e… i neo-panciuti.

A questo punto la domanda nasce spontanea: perché noi spacciatori di cultura vi stiamo parlando di prova costume?

Perché abbiamo trovato ed elencato per voi dei metodi culturali per non rinunciare agli inviti degli amici, celando comunque il frutto di tutti i ciambelloni, i panini, le torte e le pizze fatte in casa con cui ci siamo rimpinzati in questi ultimi tre mesi per sfogare la nostra creatività repressa o gratificare parenti e coinquilini, neofiti chef.

Rimedio numero uno: per lettori e lettrici accaniti/e!

1.Presentarsi in spiaggia con un libro molto grande e leggerlo da sdraiati. Vi consigliamo quei bei libroni con le copertine rigide, che vi daranno senza dubbio una parvenza molto intellettuale ed affascinante che distoglierà l’attenzione dalla… “ciambella”. Avete presente gli atlanti storici?

Non vi abbiamo convinto? Passiamo al metodo due allora!

2. Indossare una maglietta bagnata per coprire i vostri peccati di gola. Sul mercato ce ne sono alcune compresse, che si aprono proprio in acqua e che quindi possono essere utilizzate come strumento per aumentare il vostro fascino mentre uscite dalle acque con passo alla “Venere” di Botticelli. Le magliette di NarraTè sono perfette perché vi danno proprio l’aspetto del lettore accanito che ovunque deve mandare al mondo un messaggio culturale (e perché coprono la pancia, ovviamente).

N.B. Questo rimedio va bene anche per gli appassionati di teatro: si può sempre dire che state ripassando per lo spettacolo rimandato – causa quarantena – in cui voi interpretate Ariel che esce dal mare con le sue gambe o Gesù che cammina sulle acque.

Scuse più serie per indossare la maglietta bagnata in spiaggia:

  1. Ho caldo
  2. Ho le spalle scottate
  3. Soffro di vampate
  4. Ho una crisi ormonale
  5. Soffro di eritema solare
  6. Credo nel potere del vedo non vedo

7. Mister e Miss Maglietta Bagnata 2020

Per alcuni è contest molto trash, ma guardate come ha fatto scalpore Sabrina Salerno di recente, immortalandosi su Instagram senza costume e con solo una maglietta bagnata addosso nei suoi ruggenti cinquant’anni. Donne, non vi consigliamo di osare tanto se non ve la sentite… ma la maglietta bagnata ha sempre il suo fascino. E vale anche per gli uomini: le donne sono curiose e si chiederanno quale segreto celate sotto quella maledetta t-shirt! Magari un cuore tenero?

Se ancora non siete convinti/e, passiamo al rimedio tre, assolutamente consigliato per la casta cinefila.

Costumi per nascondere pancia e fianchi

3.Troverete moltissimi articoli sul web pronti a spiegarvi qual è il modello migliore di costume per nascondere pancia e fianchi al mare (quelli interi, probabilmente o forse quello di Batman). Per noi Spacciatori di Cultura, però, vale un solo outfit al mare… ed è quello di Fantozzi. Canotta Bianca e Mutandone. Se aggiungete anche un paio di bretelle siete apposto. L’alternativa è fare il bagno vestiti poiché “la vostra religione non vi consente diversamente”. Capita.

Rimedio numero quattro: per veri artisti!

4.Il rimedio numero quattro è consigliabile solo a chi non soffre di abbassamenti di pressione e consiste nel ricoprirsi totalmente di sabbia simulando un’opera d’arte contemporanea. Potete coinvolgere uno dei vostri amici più creduloni alludendo al fatto che l’ultima performance di Marina Abramović prevede un contatto totale con l’ambiente circostante. Naturalmente scegliete l’amico/a che non conosce bene l’arte o farete una pessima figura!

Rimedio numero cinque: per gli appassionati di musica!

5.La chitarra è la salvezza. Chi non la vorrebbe in spiaggia? E soprattutto, chi ha detto che si suona solo durante i falò col favore delle tenebre (che coprono anche la pancia)? Prendete una chitarra e portatela sempre con voi posizionata davanti alla pancia con una fascia a tracolla. Non importa se non sapete suonare, potete dire che state iniziando ora e che vi è stato richiesto esplicitamente di portare lo strumento in ogni occasione per non perdere… il tocco. Consiglio: scegliete La Canzone del Sole di Lucio Battisti. Ha 4 accordi. Facili. Potete farcela.

Last But Not Least

L’alternativa è fregarsene. Ed è comunque sempre valida. L’importante è che siate felici e acculturati!

Immagine in copertina Toa Heftiba Şinca di Pexels

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