Da “Sabrina” a “Fate”, Dark Academia è il look perfetto per la primavera

Look Dark Academy

Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive ragazze dappertutto. In mezzo ci sono le ragazze e i ragazzi Dark Academia, sospesi tra il romantico e il gotico, tra l’amore per lo studio e il lato oscuro: sono gli studenti appassionati di cultura antica ma affascinati anche dalla decadenza e dalla magia.

L’estetica Dark Academia riprende le uniformi scolastiche e gli outfit liceali e universitari degli anni ’30. I riferimenti sono Oxford e Cambridge, le due più prestigiose università inglesi, gli atleti della Ivy League e le confraternite.

Il dark academic nel suo guardaroba ha giacconi delle squadre universitarie, camicie bianco freddo, cardigan, gonne corte a quadri, tartan; i suoi colori di riferimento sono il nero, il bianco, il marrone, il verde bosco, il rosso intenso. Nella sua libreria ha Dostoevskij, Jane Austen e i classici della letteratura antica, perché l’amore per la conoscenza è il vero faro dei dark academic.

Questa sottocultura, esplosa su Tik Tok durante la pandemia, vuole puntare l’attenzione sul piacere della conoscenza, della cultura, proprio nel momento in cui le scuole sono chiuse e gli studenti sono chiamati a trovare nuove motivazioni interiori per appassionarsi allo studio. Soprattutto, è un modo per mettere a frutto la solitudine imposta: qualche candela, un’atmosfera cozy, un buon libro, una finestra sul verde e un tè: questo il microcosmo del Dark Academic.

I riferimenti culturali del Dark Academia

Vi ricordate Piramide di paura? O il meraviglioso L’attimo fuggente con la Dead Poets Society? Più recentemente, le location e gli outfit della serie tv Le terrificanti avventure di Sabrina sono un perfetto esempio di questo trend, così come alcuni personaggi di Fate: The Winx Saga, la nuova serie tv di Netflix. Aggiungo anche le atmosfere di Harry Potter, soprattutto gli episodi più dark della saga.

Ecco le mie ispirazioni: la torbida Beatrix di Fate-The Winx saga e le Sorelle Sinistre di Sabrina. Per una primavera spensierata ma non troppo!

Micaela Paciotti

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