Il soffio vitale di Jamal Taslaq: moda come rinascita (Intervista)

Jamal Taslaq intervistato da antonella rizzo

La ricerca dell’arte come paradigma di bellezza etica, oltre che estetica, è quello che ho percepito nella conversazione con il grande stilista Jamal Taslaq. Qui, nel suo regno abitato dalla luce e dal profumo ipnotico dell’oud, si respira un’atmosfera unica e irripetibile.

Jamal, le sue creazioni sono magiche; un soffio vitale in contrasto con la decadenza di una città in affanno, anche nel campo della moda. Cosa pensa di Roma oggi, la città che ha scelto molti anni fa per iniziare il suo percorso da couturier?

Roma ha avuto ultimamente un calo a livello di creatività purtroppo ma sono certo che sarà un motivo per ripartire perché succede sempre così, come le onde…Vivendo qui da molto tempo e avendo rapporti con la realtà della moda nazionale e internazionale mi accorgo che c’è un grande desiderio di ripartire con l’alta moda, l’artigianato, il green, la qualità dei tessuti come cotone, lino, seta. Io sento che i clienti hanno voglia di tornare al tempo in cui si diceva “meglio pochi capi ma buoni che tanti senza carattere né significato”.

Intende dire quindi che la manualità deve tornare ad essere al centro della cura sartoriale e dell’arte tessile? Quanto è importante nel suo lavoro?

È fondamentale la lavorazione nell’alta moda la ricerca del tessuto, del taglio, il ricamo con materiali naturali come i cristalli, legno, perline e i filati di seta; elementi importanti che creano anche lavoro per i giovani. Potrebbero avere un mestiere creativo in mano invece di ripiegare su lavori insoddisfacenti.

La sua moda è un ponte tra l’Italia e il resto del Mediterraneo del quale siamo tutti figli e rappresenta il segno di una vicinanza culturale. Quali sono le affinità che le hanno fatto scegliere l’Italia come sede della sua casa di moda?

Sono arrivato in Italia per studiare a Firenze e specializzarmi in seguito a Roma. Il Mediterraneo è la culla delle grandi civiltà, i Greci, gli Egizi, i Romani, gli Arabi. Venendo dalla Palestina ho trovato molte somiglianze tra la nostra arte e le tradizioni italiane: il ricamo, il punto croce, il tombolo, il culto del corredo da sposa. Ci uniscono i colori che nelle diverse stagioni  sfoggiano le tinte più belle; basti pensare all’autunno che molti vedono come una stagione triste e che invece ci regala dei colori pazzeschi! Il colore è gioia, fa moda, non bisogna fossilizzarsi sul nero.

Jamal Taslaq nel suo atelier romano

Spesso la sua moda è stata testimonial di cause umanitarie importanti come Fashion for Peace, Fashion in the Mediterranean, Fundraising for the needy, sfilata UNICEF per i bambini; ha voluto portare l’haute couture fuori dalle passerelle, tra la gente comune. È necessario che la moda si svesta dal suo carattere di onnipotenza e si avvicini alle persone?

Deve essere così, dietro la realizzazione di un capo di alta moda c’è il lavoro di gente semplice umile, che viene dal popolo. Bisogna valorizzare l’artigianato femminile e aiutare le donne ad affermarsi perché sono portatrici di vita. Sanno usare mani e cervello contemporaneamente. Se poi entriamo nel mondo delle minoranze e nelle loro piccole realtà scopriamo delle bellezze uniche.

Gli stilisti si sono sempre ispirati al Medio Oriente, all’Africa perché è lì che nasce la magia. Sono felice quando mi dicono che si vede il tocco mediorientale, il mio intento è quello di far abbracciare le suggestioni mediorientali con lo charme occidentale.

La sua moda è meravigliosa come il messaggio che porta al mondo, la bellezza dell’incontro tra popoli. Quali sono i colori della prossima collezione primavera/estate e le anticipazioni sulle prossime sfilate?

La mia ultima collezione si chiama Armonia e si ispira alla scintilla che scocca nell’incontro di sguardi e crea l’unione. La prossima sarà una sorpresa, sarà presentata in un posto speciale, sto preparando qualcosa di bello, colorato, mediterraneo che ci aiuti ad uscire dal periodo cupo che stiamo vivendo. Cosa c’è di più bello dei colori di un bouquet di fiori, come le rose, che viene donato come messaggio di amore e di bellezza? Abbiamo bisogno di tornare a vivere, praticare l’allegria e accompagnarci con il colore.

Sto preparando un’uscita ispirata all’albero di olivo e al gelsomino che rappresentano la Palestina; nella mia terra in ogni casa vengono coltivati olivi e cespugli di gelsomino profumato come segno di pace e bellezza.

Ho respirato un’aria nuova nel suo splendido atelier, apprezzando le meraviglie di un’arte ispirata dalla sapienza millenaria che si incarna nel contemporaneo. Grazie, Maestro.

Lo stilista di alta moda  Jamal Taslaq  è nato nel 1970 a  Nablus dove l’osmosi e la convivenza di culture e religioni fanno parte della tradizione locale. A soli 10 anni scopre il mondo dell’alta moda visitando un atelier vicino alla casa della sua infanzia insieme alla madre, dove viene rapito dalla magia della creazione osservando semplici tessuti che diventano abiti da sposa. Ad affascinarlo sono le lavorazioni e i preziosi ricami fatti a mano che rifiniscono e impreziosiscono i tessuti seguendo armoniosamente le linee del corpo, rendendolo più leggiadro e femminile. A soli 19 anni decide di seguire la sua passione e sceglie l’Italia riconoscendola culla dell’alta moda e patria di un’antica cultura basata sulla bellezza e l’abilità artigianale. Per 10 anni studia e fa esperienza imparando personalmente le tecniche dell’alta moda e assorbendo lo stile e la cultura rinascimentale e barocca di Firenze e Roma. Nel luglio 1999 apre il suo atelier personale in Via Veneto nel cuore di Fellini Dolce Vita, mentre nel 2000 inizia la sua avventura nel mondo dell’alta moda sulle passerelle di AltaRoma insieme agli stilisti più acclamati del momento come Raffaella Curiel, Fausto Sarli, Elie Saab, Furstenberg, Renato Balestra e Zuhair Murad. Hanno indossato le sue creazioni la regina Rania di Giordania, Ornella Muti, Patty Pravo, Sharon Stone.

Antonella Rizzo

Poetessa, scrittrice, performer, giornalista. Collaboratrice di Culturamente dal 2015.

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