Quando la moda incontra il mondo: “International Couture Fashion Show” ad Altaroma

altaroma 2020

Noi di CulturaMente abbiamo scelto l’evento di Altaroma 2020 che risponde maggiormente alle nostre aspettative: senza dubbio International Couture Fashion Show, inserito nel calendario ufficiale della settimana della moda capitolina ed organizzato da Maria Cristina Rigano.

Quello che mi ha colpito particolarmente della passerella del 24 gennaio presso l‘Ex-Caserma Guido Reni District dove la sfilata ha avuto luogo, è il respiro autentico e cosmopolita della vera Bellezza.

Il merito del successo è indubbiamente l’animo raffinato e poliedrico della sua ideatrice, Maria Cristina Rigano che, proprio nella sua esperienza di vita contaminata dal nomadismo culturale, ha saputo cogliere l’eccellenza e le sfumature più significative dei luoghi in cui ha vissuto.

Docente universitaria, Event Manager di alto livello, musa della comunicazione, la Rigano ha vissuto in ogni parte del mondo e incarna l’ideale moderno e sostenibile del fashion antropologico e culturale, un modello di arte coniugato con l’esperienza dell’interiorità e del contesto.

International Couture Fashion Show è un evento patrocinato dal’Istituto di Cultura Italo-Libanese di cui Maria Cristina Rigano è responsabile del settore eventi. Hanno sfilato le creazioni dei designer A’biddikkia, Baroqco Jewelry Couture, Marcela De Cala, Missaki Couture, Natasha Pavluchenko.

Uno spettacolo di grande suggestione che ha visto letteralmente volteggiare sulla passerella capi ed accessori di grande eleganza e raffinatezza.

altaroma 2020
Antonella Rizzo di CulturaMente

I colori freddi e preziosi della Maison A’biddikkia hanno avvolto con un tocco di ironia sapiente donne ieratiche come icone bizantine, in toni assoluti o in fantasie che ricordano i tramonti sul Bosforo.

A rapire l’attenzione degli spettatori sono stati poi i gioielli di Baroqco Jewelry Couture che ha riproposto in versione moderna i fasti dei regnanti del passato, tra gorgiere vittoriane e pettorali preziosi come regine egizie. Tutto indossato su abiti black and white: il ritorno del gotico romantico che personalmente adoro.

Sulla falsariga dei precedenti coutourier Missaki ha imposto il tessuto come elemento centrale delle crezioni: materiali ricercati e inserti come pietre preziose, ruches ad interrompere il minimalismo degli abiti da sera, vestiti da sposa in broccato biscuit: la magnificenza.

Per Natasha Pavluchenko intramontabile nero con accenni al bianco lunare, stavolta filo conduttore di una narrazione lontana, come nei ricordi di viaggio. Gli abiti evocano la corte di un antico re kazako, il fascino dell’immensità delle terre al crocevia tra oriente e Occidente.

E per finire non potevano mancare le spose di Marcela De Cala: la bellezza senza compromessi. Nessun escamotage per sdoganare la sacralità di un giorno unico; la Donna protagonista assoluta e volutamente solenne per il trionfo dell’eleganza e del nuovo classicismo.

E dopo questa meravigliosa immersione in un’autentica esperienza di Arte e buon gusto, non ci resta che ispirarci a tanta bellezza aspettando la prossima edizione di Altaroma.

Antonella Rizzo

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