I matrimoni minorili: numeri e soluzioni di una piaga anche italiana

Indagine matrimoni minorili italia 2021

L’Indagine sui matrimoni minorili in Italia rivela uno scenario drammatico e poco conosciuto. Eccone i risultati

Il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani: è quindi molto significativo presentare proprio in questo giorno alla stampa i risultati dell’Indagine sui matrimoni minorili in Italia. Una ricerca realizzata dall’associazione internazionale Non C’è Pace Senza Giustizia con il fondamentale contributo di The Circle Italia Onlus. La Sala dei Caduti di Nassyria presso il Senato della Repubblica ha, così, fatto da sfondo a una serie di importanti interventi moderati da Giulia Schiavoni. Innanzitutto quello della senatrice Emma Bonino che, dopo aver esposto i contenuti del messaggio inviato dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha dichiarato: «I matrimoni giovanili e forzati sono in realtà un’autorizzazione allo stupro, se vogliamo chiamare le cose con il loro nome e non edulcorarle. Si tratta di una tradizione nefasta che, insieme alle mutilazioni genitali e altre di vario tipo, caratterizza ancora alcune culture. La necessità non è tanto di una situazione normativa, che fortunatamente esiste in Italia, ma di una presa di consapevolezza. Le donne in generale e le bambine in particolare sono sempre di qualcuno: del padre, della famiglia, del fidanzato, della tribù, del paese, di qualunque cosa come dato di possesso. Per questo dobbiamo ribadire ancora che ‘io sono mia‘, slogan attuale nonostante risalga a più di quarant’anni fa».

A seguire le parole di Francesca Basso del Programma Genere e Diritti Umani di Non C’è Pace Senza Giustizia, a cui spetta il compito di illustrare i contenuti dell’indagine. Il matrimonio minorile è definito una violazione dei diritti umani: secondo l’UNICEF per ogni bambino sposato sotto i 18 anni esistono 5 bambine nella stessa condizione, a conferma che si tratta di un disequilbrio di genere. Legato, inoltre, a fattori di rischio come situazioni di conflitto, povertà, bassa scolarizzazione, vulnerabilità, instabilità socio economica e che non bisogna pensare riguardi esclusivamente Paesi lontani dal nostro: ce lo ricordano diversi recenti fatti di cronaca.

I numeri dei matrimoni minorili e quelli dei matrimoni forzati

Quando una delle due parti all’interno di un matrimonio o situazione di fatto analoga ha meno di diciotto anni si parla di matrimonio minorile. I dati UNICEF-UNFPA 2020 affermano che nel mondo il fenomeno riguarda 600 milioni di donne, con una media di 12 milioni ogni anno. Attraverso il Servizio Analisi Criminale è stato possibile stabilire che nella sola Italia tra il 2019 e il 2021 le vittime del matrimonio forzato sono nell’85% dei casi donne e ragazze, di cui il 38% sotto i diciotto anni. Il 41% delle vittime ha cittadinanza italiana. In realtà ONG locali e regionali hanno rilevato numeri molto più alti: questo significa che, sfortunatamente, una notevole percentuale di casi non viene individuata. Ecco perché appare decisivo avviare prima possibile tutte quelle pratiche utili a identificare precocemente il fenomeno, quantificarlo, prevenirlo, contrastarlo e assistere chi ne è vittima.

Il ruolo di The Circle Italia Onlus

Nel 2008 la cantautrice ed attivista Annie Lennox fonda The Circle: un network di donne al servizio di altre donne per realizzare progetti di sensibilizzazione, lanciare raccolte fondi e contribuire in maniera determinante a garantire uguali diritti per tutti. The Circle Italia Onlus nasce nel 2010 e, come racconta la sua Presidente Adelaide Corbetta, vuole creare ponti non solo tra chi ha bisogno di aiuto e chi può portarlo ma anche tra le persone che aiutano. Per questo i risultati dell’indagine sono a disposizione di tutti coloro che possono giovarne. Tra i tanti, un dato che colpisce circa il matrimonio minorile riguarda le conseguenze negative dirette sulla realizzazione del potenziale umano delle minori. Corbetta evidenzia: «alle spose bambine non puoi chiedere “cosa vuoi fare da grande?” perché non possono rispondere. Eppure è una domanda semplice, logica, usuale. E allora perché quella domanda possa essere fatta e, soprattutto, perché tutte le bambine abbiano la possibilità di rispondere, di desiderare, di arrivare a quella cosa che vogliono fare da grandi noi siamo qui». E aggiunge: «siamo consapevoli che una legge non possa mai da sola cambiare la cultura ma per questo cambiamento politico ci impegniamo a fare la nostra parte al meglio delle nostre possibilità. E chiediamo che la politica, le istituzioni, le forze dell’ordine facciano lo stesso».

La risposta della politica

Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, assicura: «Confermiamo il nostro impegno a livello nazionale e internazionale, perché questo tema tocca le nostre coscienze, ci impone un’assunzione di responsabilità che non può farci voltare lo sguardo dall’altra parte. Dobbiamo superare quel tabù sociale che ritiene i matrimoni forzati un fenomeno obsoleto: e invece sono ancora ben presenti, anche in Italia. Dobbiamo quindi farci carico di un impegno per eradicare questo fenomeno, in tutti i contesti internazionali, attraverso il dialogo, la mediazione culturale, le indagini sociali, il potenziamento del numero antiviolenza e stalking 1522 per ampliarne la sfera di gestione delle forme di violenza sulle donne, favorendo l’accesso all’istruzione di tutte le bambine e le ragazze per poter diventare finanziariamente indipendente e lavorativamente competitive».

Cristian Pandolfino

Foto in evidenza: Elena Bonetti, Emma Bonino, Adelaide Corbetta, Giulia Schiavoni, Francesca Basso.

Nato a Messina, si laurea con lode in Filosofia e decide di trasferirsi a Roma per frequentare un master in scrittura creativa e pubblicitaria presso l’Istituto Europeo di Design. Copywriter da più di un decennio, ha lavorato per numerosi clienti nazionali e internazionali senza mai perdere di vista le sue autentiche passioni: le religioni, la mitologia classica, il cinema, il teatro, la musica, l’arte, la fotografia, la letteratura e, ovviamente, la scrittura. Cura un suo blog - Il Neomedio - e collabora con varie realtà on-line.

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