Le pillole di Irene Facheris contro ogni discriminazione

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Irene Facheris, in arte CIMDRP, milanese, classe 1989, laureata in psicologia e presidente dell’associazione “Bossy” (progetto culturale che si occupa di parità, discriminazione, disuguaglianze maschili e femminili) è approdata qualche mese fa nelle librerie con la sua seconda pubblicazione “Parità in pillole”, un testo, edito da Rizzoli, che promuove lo sviluppo del pensiero femminista.

Dal web alla carta stampata, i voli delle pillole di parità

Un libro che prende il titolo dal suo canale Youtube creato nel 2016 con 150 puntate e che, come si apprende già dalla prima di copertina, dispensa consigli per formulare pensieri scevri da giudizio e denigrazione nei confronti dell’altro.

Un testo che si legge in maniere semplice e discorsiva, come una specie di dizionario che attraverso una scrittura facile e concisa, capitolo dopo capitolo.

Affronta tematiche relative al femminismo intersezionale quali body shaming, molestie, razzismo, victim blaming, ma anche mascolinità tossica, femminismo ( prima, seconda, terza e quarta ondata) e revenge porn dando a tutti la possibilità di sviluppare un pensiero femminista.

Un linguaggio accessibile adatto a chiunque: dall’adolescente in piena crisi, all’adulto che vuole sviluppare pensieri nuovi o a chi semplicemente è stato vittima di atti discriminatori e si ritrova in quelle pagine per imparare nuovi modi di agire e reagire alle situazioni.

Un libro rivolto anche a chi è autore e carnefice per imparare a non assumere, seppur involontariamente, determinati comportamenti.

Una guida chiara per educarsi alla diversità ma soprattutto al rispetto dell’altro abituandosi a vedere nell’altro, sempre e prima di tutto, una persona.

E’ così facendo, secondo l’autrice, che verrà facile accoglierlo, comprendere gli atteggiamenti dannosi e violenti e costruire basi per una società in cui le diversità diventano valore aggiunto. 

Ben si sa che una società con una legislazione che protegge la parità, migliora la qualità di vita del singolo e delle generazioni future.

Cosa pensa Facheris del mondo in cui viviamo

Facheris parte da un’idea chiara: non è detto che chi vive in una condizione di privilegio come la nostra (e dove come nostra intendiamo una società occidentale composta prevalentemente da bianchi), viva una vita serena e adeguata.

Dopotutto, ancora oggi una donna guadagna meno di un uomo, chi non risponde a particolari canoni di bellezza viene escluso o emarginato, o l’uomo stesso non può ancora permettersi di piangere o soffrire.

Qualche mese fa, in una recensione, anche la nostra direttrice definiva “muri davvero difficili da buttare giù, quelli del femminismo che affonda le unghie sulla prevaricazione di cui le donne sono state vittime per secoli, un’arma di cui oggi fanno uso troppo spesso per far sentire la propria voce”

Questa sua opera di divulgazione (badate bene non è un romanzo) entra a gamba tesa nella nostra società offrendosi come strumento di analisi e comprensione, descrivendo tutti i tipi di discriminazione e offrendo al lettore l’opportunità di costruire delle relazioni paritarie e inclusive.

Utopia?! Chi può dirlo!

Certo è che attraverso le sue pillole di parità e il pensiero femminista vengono fornite risposte concrete ai diversi casi sopracitati, risposte pratiche ma soprattutto personali.

Un pensiero quasi scontato diremmo ma che nella freneticità della vita, sopraffatti dal potere, dalla conquista e dal riscatto sociale, lo dimentichiamo.

Ed è qui che l’autrice cita Carol Hanish, la quale, in una sua intervista del 1970 affermava “ I problemi personali sono problemi politici […] C’è solo un ‘azione collettiva per una soluzione collettiva”. 

Si, perché le battaglie personali, ma anche le ingiustizie, le offese, le ingiurie verso l’altro non sono solo problemi personali ma appartengono alla società, alla polis, e la polis se ne deve far carico proprio perché è fatta di persone.

Nel libro, pertanto, ogni capitolo presenta una panoramica storica e generale sul tema scelto e infine una pillola di parità per abituare la mente a nuovi pensieri puliti e non giudicanti.

Dobbiamo riconoscere che le discriminazioni sono dappertutto e inconsapevolmente nei nostri gesti quotidiani. Ci avete mai fatto caso?

Pensateci.

Ma pensate anche che qualsiasi comportamento discriminatorio non danneggia solo chi lo subisce, ma anche chi lo commette.

Un libro necessario quindi, che apre le menti e infonde fiducia nel domani perché chi lo leggerà, avrà acquisito gli strumenti necessari per sapersi comportare verso l’altro e per saper continuare a lottare. Sempre.

Francesca Sorge

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