L’editoria al tempo del Coronavirus, la parola all’AIE

associazione italiana editori

L’associazione Italiana Editori (AIE) denuncia la grave crisi del settore editoriale generata dalla pandemia.

L’associazione Italiana Editori ha tirato le somme e fatto pronostici su quella che sarà la situazione per l’editoria italiana anche quando l’emergenza sarà stata scongiurata.

Non che prima del Coronavirus la situazione fosse delle più idilliache, ma certamente il virus non ha giovato. Questi sono i numeri denunciati dall’associazione italiana editori: 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3 milioni di copie che non saranno stampate, 2.500 titoli che non saranno tradotti.

Certo, previsioni non rosee, sopratutto se si pensa che proprio all’inizio dell’emergenza era stata appena approvata una legge sul libro volta ad agevolare determinate categorie. Una legge che aveva sollevato un certo dibattito, ma dalla quale ci si aspettava alcuni risultati positivi.

Dall’AIE, invece, arriva un appello preoccupante e la riapertura delle librerie potrebbe non bastare.

Secondo l’associazione italiana editori, ad essere in difficoltà non sono soltanto gli editori o le librerie (che certamente hanno una bella quantità di difficoltà da fronteggiare), ma anche e sopratutto tutte quelle professioni “minori” che appartengono alla filiera.

Sono quelle, insomma, che fanno il proprio lavoro nell’ombra, ma senza le quali i nostri bei libri non vedrebbero la luce. E ci riferiamo sia al cartaceo che agli ebook, senza fare figli e figliastri.

L‘editoria italiana vive grazie ad una miriade di professionisti che spaziano dalla correzione bozze alla traduzione, dalla grafica all’editing, senza contare tutto quello che appartiene all’industria tipografica.

Secondo l’associazione italiana Editori la chiusura delle università e delle biblioteche incidono ulteriormente sulla crisi del settore editoriale.

L’AIE lancia un appello al governo perché il settore editoriale non crolli del tutto.

Qui di seguito le richieste dell’associazione italiana editori volta a sollecitare l’attenzione del governo:

  • risorse per promuovere la lettura;
  • stabilizzazione del sostegno alla domanda;
  • rafforzamento del sistema bibliotecario;
  • detrazione fiscale sull’acquisto di libri;
  • promuovere l’innovazione della filiera del libro;
  • completare la transizione verso un’editoria libraria verde;
  • rafforzare la promozione del libro italiano all’estero.

Il dibattito, già acceso, deve rimanere attivo. In particolare il punto che riguarda l’innovazione della filiera del libro è quello che più potrebbe risollevare l’editoria già in crisi da tempo. Non dovranno certo mancare sovvenzioni e finanziamenti per il supporto per affrontare il presente, ma sarà necessario trovare soluzioni nuove, più scalabili, in grado di adeguarsi ai tempi e facendo leva anche sulle nuove tecnologie.

D’altra parte, chi l’ha detto che chi fa cultura non può essere al passo coi tempi? Un esempio interessante potrebbe essere l’incontro del libro con il mondo dei podcast che ha dato origine agli audiolibri:

Serena Vissani

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