Ann Makosinski, professione inventrice (dall’età di 15 anni)

Ann Makosinski - donne scienziate

Ann Makosinski ha quasi 20 anni e di mestiere fa l’inventrice già da un po’.

Ho trovato Ann sfogliando le pagine del libro Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli, alla scoperta delle grandi donne del passato. Quando ho letto la sua data di nascita – 1997 – la prima cosa che ho pensato è stata: “Ma questa è viva! Perché non ho mai sentito la sua storia in Italia?” Siccome non ho ancora il potere di intervistare la gente morta, donne che sono state dimenticate dalla storia perché, appunto, erano femmine (raison d’être di questo libro), ho deciso di saperne di più su questa giovane inventrice.

Ann (Andini) Makosinski vive in Canada ed è molto famosa Oltreoceano per aver creato  la “Hollow Flashlight”, la prima torcia che si carica con il calore umano. Paragonata alle altre luci che si caricano manualmente, che generano energia girando la manovella o agitandole, quella di Ann brilla nel momento in cui si stringe. (video)

L’idea e i Riconoscimenti

Ann ha avuto questa idea dopo aver saputo che una sua amica nelle Filippine non aveva abbastanza luce per studiare di giorno senza elettricità. Il progetto, realizzato con soli 26 dollari, ha vinto molti premi presso la Canada-Wide Science Fair nel 2013. Nello stesso anno ha vinto anche la Google Science Fair per la categoria 15 -16 anni. Nel 2014 ha vinto poi numerosi premi alla Intel International Science and Engineering Fair. Sempre nel 2014 Ann è stata nominata una degli Under 30 più promettenti dal magazine Time 30, e dal Forbes 30 nel 2017.

Abbiamo sentito parlare di lei a malapena in Italia. Ma Ann potrebbe essere un grande esempio per tutte le ragazze interessate alle cosiddette STEM, in un Paese dove le donne stanno ancora combattendo contro i pregiudizi. Gli studi confermano che le giovanissime non si inscrivono alle facoltà scientifiche perché non si sentono “abbastanza brave”.

Come ci si sente a essere chiamata inventrice dall’età di 15 anni? E ad essere una ragazza che ama le STEM in un mondo dominato dagli stereotipi? Cosa si prova a essere una giovane donna che parla alle conferenze scientifiche? Scopriamolo.


storie della buonanotte per bambine ribelli

Compari come una delle 100 donne straordinarie in Buonanotte per Ragazze Ribelli, un libro scritto da due italiane per omaggiare il cosiddetto “women empowerment”. Il tuo nome è vicino a Rita Levi Montalcini e Cleopatra! Lo sapevi? Come ti senti a riguardo?

È stata una sorpresa, non mi è stato detto che ero nel libro finché le persone non hanno iniziato a twittarmi immagini della pagina che parlava di me. È un onore, non avrei mai pensato che sarei stata messa nelle stesso libro e allo stesso livello di tutte queste donne incredibili. Non credo che raggiungerò mai i loro “livelli”, ma comunque è onore esserci.

Sei stata definita un’inventrice da adolescente. Credo sia bello ma anche difficile. Sei stata mai emarginata a scuola per questo?

Beh, io ero e sono abbastanza ingenua, quindi purtroppo non ho mai davvero capito quando le persone alle medie o alle superiore mi prendevano in giro perché sembravo nerd o mi piacevano cose diverse dalle loro. Sono felice di non essere stata popolare, perché credo che a quel punto avrei dato troppa importanza allo mio status sociale e all’apparenza alle superiori piuttosto che lavorare su cose che contavano, come ad esempio i miei progetti scientifici.

Qual è stata la reazione dei tuoi genitori quando gli ha parlato delle tue idee? Ti sei mai sentita poco apprezzata o sola?

No, i miei genitori mi hanno sempre supportata! Non mi sono mai sentita poco apprezzata da loro, a parte quando l’estate scorsa ho portato un gatto – regalo a casa senza dirglielo. 😛

Chiaramente hai interessi non comuni se paragonati a quelli di molte altre ragazze della tua età. Ti sei mai sentita di non poter parlare liberamente dei tuoi interessi con i tuoi compagni di scuola, amici o possibili partner? Hai mai percepito di essere considerata noiosa?

Beh, se fossi stata considerata noiosa mentre parlavo dei miei interessi, certamente non sarei rimasta loro amica per molto tempo, giusto? Ci sono tantissime ragazze al mondo interessate alle STEM, ma non hanno ricevuto l’attenzione che ho ottenuto io per caso. Il mio ragazzo e tutti quelli a cui sono stata interessata precedentemente sono sempre stati di supporto e interessati nel mio lavoro. Certo, non posso sempre parlare ai miei compagni di scuola di tutti i miei problemi con i brevetti e con la società, perché non capirebbero allo stesso livello di un amico imprenditore.

Hai mai avuto l’impressione di non essere presa sul serio per la tua età o il tuo genere? In quale occasione?

Ci sono state alcune occasioni in cui gli uomini agli stand delle loro compagnie, durante le conferenze, non mi hanno presa sul serio e sono rimasti scioccati quando hanno scoperto che avrei tenuto il discorso d’apertura poi. Ho sviluppato un relativo buon radar (ma ci sto ancora lavorando!) per trovare le persone che non sono veramente interessate a me o al mio lavoro, quindi posso liberarmi di loro velocemente senza avere rapporti, per limitare eventi o conversazioni spiacevoli.

Ho letto che stai studiando letteratura ora. Molte persone penserebbero che è strano. Cosa vedi nel tuo futuro?

Non credo sia strano che stia studiando letteratura. Avrei dovuto studiare scienza solo perché le persone si aspettavano questo da me? È la mia vita e posso fare quello che voglio. Sono interessata sia alla scienza che al cinema. Mantengo i miei studi tecnologici e di business fuori dalla scuola nel mondo reale, mentre a scuola lavoro sulle mie abilità artistiche e di storytelling. Nel mio futuro vedo molti gatti e una casa dove fa caldo. Mi piacerebbe avere uno show dove presentare regolarmente altri giovani inventori e imprenditori, così altri adolescenti possano identificarsi e pensare che se i ragazzi in tv possono creare una compagnia, anche loro possono farcela.


Il messaggio è molto chiaro, ma non così comune. Ann è una ragazza determinata a fare quello che vuole con la sua vita, ma soprattutto, vuole che altri giovani di talento sappiano di potercela fare. Viviamo in un mondo dove la fatica non è più apprezzata. Meno sai fare più sarai popolare, specialmente sui nuovi social media. Il messaggio di Ann è molto differente, la sua filosofia è: “L’unico modo per scoprire se qualcosa è possibile è realizzarla” (letteralmente).

E io sono totalmente d’accordo con lei.

 

Alessia Pizzi

 

Foto da Instagram

 

Download English version:  Ann-Makosinski-interview-by-Alessia-Pizzi-CulturaMente

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