Star Trek: Discovery 1×09, tra un salto e l’altro

Star Trek: Discovery 1x09

Siamo arrivati al finale di metà stagione con Star Trek: Discovery. Perché sì, pare strano a dirsi, ma ora anche i finali di metà stagione sono una “cosa”.

Difficile immaginare di riuscire pienamente nell’intento di un episodio, nell’economia di una stagione, così strambo. La prima stagione semplicemente si ferma, non finisce, e tornerà con nuovi episodi a fine gennaio, così questa puntata deve apparire come un season finale, senza esserlo, chiudere tante storie, senza chiuderle veramente, e lasciare la voglia di continuare la visione.

Scopo raggiunto? Cosi è così, diciamo. La puntata è sicuramente elettrizzante, c’è tanta azione, tanta tensione, Lorca e Burnham assolutamente coinvolgenti, e quell’emotività dovuta alla decisione di “spremere” Stamets per i salti interstellari fino al suo crollo fisico. Una puntata, insomma, davvero avvincente. Ma è sembrato che proprio su questo elemento, anzi, solo su questo elemento, abbiano voluto spingere gli sceneggiatori. Una scelta basilare: tanta azione, ma così tanta da lasciar in secondo piano il resto, e un colpo di scena finale.

Nel corso di questi primi 9 episodi Star Trek: Discovery è sembrato quell’alunno bravo che se si applicasse potrebbe fare di più.

Anche ora abbiamo molte cose interessanti. L’ambiguità morale di Lorca, il cui desiderio della guerra si scontra con la missione d’esplorazione (e racchiude, quindi, tutta l’anima della serie e delle aspettative dei fans). Lo spirito di Burnham, la quale segue il lascito della logica vulcaniana per fare quello che altri eroi troppo perfetti non avrebbero mai fatto, ovvero rischiare di lasciare i feriti in balia di sé stessi per andare da sola a completare la missione. E poi è stata aperta la parentesi dello stress post traumatico di Tyler, ma solo aperta, appunto.

Tutto questo è finito nel calderone, insieme ai Klingon che continuano ad essere mostri monodimensionali. La serie è ben fatta, avvincente, ma si vuole sempre di più. Anzi, è forse addirittura giusto pretendere di più dato il marchio impresso nel titolo. Fortunatamente, come detto il viaggio non finisce, siamo ancora all’inizio. Quando tornerà tra pochi mesi Star Trek: Discovery non avrà più puntate d’appello a disposizione per farci solo ben sperare.

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Emanuele D’Aniello

Emanuele DAniello
Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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