Lupin (2021) su Netflix: quando anche rubare diventa arte!

lupin-netflix-recensione-2021

Il fascino di Arsène Lupin passa dal libro alla realtà

Dopo anni da una fatale ingiustizia, Assane è ancora assetato di vendetta; tuttavia, per attuare il suo piano, ha bisogno di ispirarsi al suo personaggio letterario preferito: Arsène Lupin.

Il mondo dei ricchi

«Tu mi hai visto, ma non mi hai guardato, come non mi hanno guardato loro.»

«Loro chi?» chiese Kevin.

«Quelli per cui lavoro! Quelli che vivono là, mentre noi viviamo qua; quelli che sono in alto, mentre noi siamo in basso! Non ci guardano e grazie a questo noi diventeremo ricchi!»

Così Assane, già nel primo episodio, descrive l’inconsistenza del mondo dei ricchi, uno dei temi portanti di tutta la serie. Il quadro che viene offerto allo spettatore è, appunto, caratterizzato da uomini egoisti e senza scrupoli, disposti a tutto pur di mantenere potere e i soldi. Inoltre, interessante è vedere come gli stessi potenti siano non solo in grado di mettere a tacere l’onestà intellettuale, ma siano anche capaci di manipolare le informazioni trasmesse attraverso i media o la televisione. La stessa denuncia contro la superficialità e la bassezza di chi, purtroppo, si trova ai vertici della società è offerta da una frase particolarmente impressionante: «Nascono con il cucchiaio d’argento in bocca e la m***a in testa!»

La famiglia

Il tema della famiglia è un altro dei fili rossi che caratterizza tutta la vita di Assane. Il torto di cui è vittima il padre sarà origine del piano di vendetta. Inoltre, la vita segreta di Assane come ladro va sempre in parallelo con il suo ruolo di padre e di marito. In particolare, i primi episodi sono principalmente basati su continue analessi tra il passato e il presente. A collegare le due generazioni sarà proprio il libro Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo: il padre lo regalerà ad Assane; quest’ultimo, a sua volta, farà la stessa cosa con il figlio Raoul.

Rubare l’opera d’arte o rubare è un’opera d’arte?

Il motivo dell’arte e della cultura è un’altra colonna portante della serie: già dall’inizio, infatti, si può notare il Louvre in tutto il suo splendore, mentre Assane cammina vicino ad opere come la Gioconda o la Libertà che guida il popolo, per non parlare della collana di Maria Antonietta. Non bisogna dimenticarsi che lo stesso protagonista, i travestimenti e le imprese si rifanno ad un personaggio letterario, i cui libri non sono solo fonti di ispirazione, ma anche indizi per poter comprendere l’inguistizia che ha subito il padre di Assane.

Lo stesso furto della collana, presente nel primo episodio, sembra quasi un’opera d’arte: essa infatti intreccia con il vissuto personale di Assane, ma il piano viene realizzato usando come modello proprio le imprese letterarie di Lupin.

Un ladro «gentiluomo»

Di fronte all’immoralità dei potenti, Assane svela, invece, un forte attaccamento alla lealtà, all’amore e al proprio senso di giustizia. Già il padre è definito «gentiluomo» quando aiuta la signora Pellegrini con la macchina: sembra che la nobiltà d’animo sia un fattore ereditario. Ma, a confermare ancora di più questa caratteristica di Assane, è il libro Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo, che sarà fondamentale per la sua vita.

Emblematico è anche l’incontro con Claire, futura moglia di Assane, che crede che gli uomini siano divisi in due categorie: barbari o cavalieri. Sarà, però, poi lo stesso Assane a dimostrare che esiste un terzo tipo di uomo, il gentiluomo, che «gioca, ma rispetta le regole».

Lorenzo Cardano

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui