Headspace: Guide to Meditation, ovvero le soluzioni facili a problemi difficili

Headspace

Vorreste cambiare la vostra vita radicalmente senza far nulla? Tranquilli, ora è possibile! Di recentissima uscita, la prima stagione di Headspace: Guide to Meditation è ormai disponibile su Netflix.

Gli argomenti trattati sono i soliti che ci si aspetterebbe da una serie che ha come argomento centrale la meditazione: il senso del lasciare andare, il controllo delle emozioni, il senso di gentilezza e gratitudine, la gestione della rabbia e del dolore.

Chi ben comincia è a metà dell’opera!

A dare il via ad Headspace è proprio un episodio intitolato Come iniziare. In questi venti minuti assistiamo ad una sorta di riassunto della vita del narratore, che ci racconta del suo difficile passato, segnato dalle perdite di persone a lui molto care:

Non sapendo come gestirle, mi sono ritrovato sopraffatto dalle emozioni, con una mente che era spesso molto attiva… Ero convinto di poter trovare la soluzione ragionandoci, ma non è stato così.

Subito dopo, dice però che scelse di attuare una decisione radicale: lasciò l’università e diventò monaco buddista per anni, apprendendo da diversi maestri di diverse tradizioni.

A quel punto, l’espressione del mio volto aveva iniziato a farsi sempre più cupa: pensavo di trovarmi davanti all’ennesimo maestro che avesse in mano le “segrete ed assolute regole universali per vivere una vita felice“, “i trucchi che solo pochi eletti al mondo possono conoscere”… insomma, ciò su cui marcia praticamente il 99,9% dei libri e dei siti di crescita personale.

Successivamente il narratore ci rivela che l’intenzione sua è proprio quella di condividere quanto appreso, così che noi non dovremo in futuro, per capire le stesse cose, «andare sull’Himalaya e diventare monaci e monache, né commettere tutti gli errori che ho commesso io nel mio viaggio.» Ma che carino! Visto? Non è meraviglioso poter ricevere, come manna dal cielo, quest’insieme di regole che vi porteranno ad una vita perfetta e fantastica? In fondo, quello che noi dobbiamo fare è, soltanto, dare visualizzazioni alla sua serie.

Nulla di originale come contenuto

Il nostro salvatore, nel secondo episodio di Headspace, ci dice che la meditazione ingrandisce, anche dal punto di vista fisico, le aree celebrali relative all’apprendimento e alla memoria! Nei successivi episodi riprende le classiche tematiche della meditazione, di cui ho già parlato prima.

Infine, nell’episodio Come sfruttare il proprio potenziale illimitato, si parla di un uomo di successo, un banchiere, ma intrappolato in un modello di vita stressante, dovuto al suo ambiente lavorativo; tuttavia, con la pratica meditativa, comprese che la causa del suo malessere psicologico era la sua carriera, e che la sua ambizione era sempre stata fare il giardiniere!

Successivamente, il narratore parla del “potenziale illimitato“, che c’è in ognuno di noi, che lo si fa attraverso il “lasciare andare tutte le vecchie storie”, per trovare una “fiducia inconscia”, che è possibile con un po’ di coraggio e mente aperta!

Qual è il vero problema di Headspace?

Al di là di tutto, penso che il vero problema della serie Headspace non sia tanto il contenuto in sè, che credo sia oggettivamente di buona qualità, sia dal punto di vista grafico, che dal punto di vista della meditazione in sè. Ciò che mi preoccupa è il dilagante bisogno, soprattutto su Internet, di voler ricevere risposte facili per questioni difficili.

Mi spiegate come, per esempio, una persona che soffra davvero di depressione, disturbi alimentari o altri problemi dal punto di vista psico-fisico possa trovare rimedio in una serie del genere, realizzata per milioni e milioni di spettatori? Una persona che ha bisogno di aiuto per problemi psicologici deve ricorrere all’aiuto di uno specialista.

Mi spiegate come potreste riuscire a capire le cause profonde del vostro malessere, mentre vi concentrate sulla respirazione o immaginate “una luce che dalla testa vi attraversa tutto il corpo”?

L’aspetto di Headspace che mi lascia maggiormente scettico è l’implicita promessa che, seguendo gli esercizi proposti, presentati come “manne dal cielo” o “soluzioni di tutti mali”, si possa, via via, risolvere magicamente lo stress, la rabbia e il dolore (non a caso, proprio questi sono i titoli degli episodi di Headspace).

Su Internet (e su Netflix) non c’è alcuna soluzione miracolosa!

Se si ha qualche problema, due cose sono consigliabili fare: parlarne con una persona a noi cara o affidarsi ad uno specialista. Internet non nasconde nessuna soluzione segreta.

Ci sono sempre persone che hanno approfittato della sofferenza altrui, dando soluzioni “facili” (ma false). Questo è evidente soprattutto sul web, dove è diffusissima la tendenza ad offrire risposte per problemi complessi. Tale fenomeno porta al successo e alla proliferazione di guru e guide spirituali che offrono soluzioni che, a detta loro, non sono accessibili alla maggior parte della popolazione, ma di cui solo loro sono a conoscenza.

Con il lockdown la situazione peggiora…

Quest’argomento sta diventando sempre più centrale a causa della situazione di isolamento di questi anni, in cui il disagio psicologico è aumentato ancora di più, com’è comprensibile: questa condizione, sempre più stressante, può aver causato in alcune persone il peggioramento del proprio stato o l’insorgere di nuove problematiche psicologiche.

La serie, complessivamente, non è del tutto negativa

Bisogna però ammettere che la grafica è di qualità elevata, intuitiva e la serie adatta per tutte le età! Inoltre, le meditazioni proposte sono alla portata di tutti!

Dunque, è consigliabile la visione di Headspace per chi volesse una sintentica carrellata di nozioni basilari sul mondo della meditazione, senza grandi pretese.

Il mio intento non è quello di sconsigliarne la visione, ma suggerire di evitare di lasciarsi un po’ troppo suggestionare da ciò che si vede.

Lorenzo Cardano

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