Gomorra: la serie 4×03/4×04, la vita di tutti i giorni

gomorra 4x03

Spessissimo le vicende di Gomorra: la serie sembrano ambientate in un universo parallelo al mondo normale, e i personaggi vivere una vita particolare. C’è solo la criminalità, le sparatorie, i musi duri, e mai spazio per il resto. Indubbiamente questo è ciò che gli spettatori vogliono vedere, non certo interessarsi a Gennaro che ha problemi a pagare l’affitto.

Ma tutte le altre serie crime sono diventate grandissime serie proprio perché hanno espanso i propri confini narrativi.

Da quando Gomorra è nata, ho sempre fatto una battuta: Gomorra: la serie è ciò che accade quando i boss de I Soprano escono da casa.

Finalmente allora, con le puntate di Gomorra 4×03 e 4×04, sono lieto di vedere una inversione di tendenza che approfondisce ancora di più i caratteri isolati dei protagonisti della serie. E, ancora di più, segue il discorso tematico principale dell’ineluttabile maledizione nella scelta di una vita criminale.

Gennaro e Patrizia provano a vivere vite vagamente normali. Il primo a fare affari, seppur ancora molto invischiato con la criminalità nei modi e negli intenti. La seconda a sentirsi ancora una donna normale, che esce a bere con gli amici, ballare e svagarsi. Vediamo entrambi, forse per la prima volta in assoluto, fuori dal loro habitat.

Ma quando si sceglie di essere criminali, lo si è sempre al 100%. La nube nera di tale scelte avvolge la loro intera esistenza, ed è un mezzo quando devono prendere scorciatoie per raggiungere uno scopo, ma anche una pesantissima conseguenza. Per i due è letteralmente impossibile vivere una vita normale. Non possono essere partner fidati, quando si fa affari. Non possono essere spensierati, quando si esce fuori a ballare. L’abitudine alla leadership col pugno di ferro, oltretutto, disabitua a vedere gli altri come propri pari.

Probabilmente questi due episodi avranno fatto storcere il naso a molti spettatori, perché la serie li ha abituati in un certo modo. In realtà, i due episodi aggiungono molto alla tridimensionalità dei personaggi e delle vicende raccontate. Esplorano, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto chi prende a modello tali contesti non abbiamo capito nulla, e quanto la serie faccia di tutto per togliere il glamour e l’eroismo dalle gesta dei proprio protagonisti.

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Emanuele D’Aniello

Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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