5 strumenti etnici rilassanti

La musica etnica è tra le più rilassanti, inoltre permette di scoprire molto sulla cultura e sulla storia di un popolo.

Ogni tanto capita di incrociare qualche artista di strada intento a suonare strumenti particolari che evocano luoghi lontani. La musica d’altronde fa parte della cultura di un popolo e come noi italiani venivamo in passato associati al ‘mandolino’, ci sono altri paesi che presentano strumenti tipici come ad esempio la Spagna con la sua chitarra flamenca e le nacchere.

Ma andando ad esplorare paesi più lontani si possono trovare strumenti davvero particolari che suscitano un grande fascino sui giovani musicisti e che in alcuni casi sono stati usati anche nei generi musicali moderni. Una caratteristica comune a molti strumenti etnici è il loro utilizzo per la musicoterapia, specialmente per il loro effetto calmante. Vediamo quali sono quelli più conosciuti e usati.

Campana tibetana

Uno strumento utilizzato prevalentemente per favorire la preghiera e la meditazione, la campana tibetana ha fatto un lungo viaggio dal suo paese d’origine (il Tibet), espandendosi a macchia d’olio in tutta l’Asia grazie al Buddhismo. Nei tempi moderni, con il diffondersi della cultura asiatica anche in Occidente, la campana tibetana è arrivata anche da noi e in questo articolo potrete trovare la recensione di tanti modelli diversi. Il successo di questo strumento sta nella sua semplicità: basta colpire la campana con il battente per generare un suono profondo e rilassante. La campana tibetana inoltre si rivela anche un bell’oggetto da tenere in casa e che potrà abbellire il salotto o una stanza.

Didgeridoo

Il suono del didgeridoo sembra arrivare dritto dalle viscere della terra. Si tratta di uno strumento proveniente dall’Australia usato prevalentemente dagli aborigeni e in seguito diffuso anche nel resto del mondo. Il didgeridoo è caratterizzato dalla sua forma oblunga e dal suo timbro grave sul quale il musicista può effettuare diverse variazioni con il fiato e picchiando sullo strumento con delle particolari bacchette. In occidente il didgeridoo ha avuto un buon successo ed è stato usato anche da diverse band che si sono cimentate nella World Music, così come nel progressive rock e addirittura nel metal sperimentale.

La tecnica del didgeridoo è tutt’altro che semplice, in quanto si tratta di uno strumento a fiato che richiede al musicista la padronanza della tecnica di respirazione circolare. Quindi sebbene possa sembrare facile creare suoni con il didgeridoo, in realtà se provate a soffiare nell’incavo della tromba probabilmente non produrrete altro che il rumore del vostro respiro.

Hang

Uno dei più diffusi tra gli artisti di strada, l’Hang può sembrare uno strumento proveniente da paesi esotici orientali o mediorientali quando invece è stato creato in Svizzera e anche in tempi piuttosto recenti. Si tratta infatti di uno strumento sperimentale, frutto del lavoro di due artigiani di Berna nell’intento di unire le percussioni alla melodia. L’Hang si suona usando le varie parti della mano e produce suoni diversi della scala a seconda dell’incavo colpito. Il suono è molto piacevole ed evocativo, sebbene per ottenerlo occorre fare molta pratica tecnica e studiare un minimo le scale, per poter così produrre melodie che abbiano un senso.

Ukulele

Recentemente l’Ukulele sta avendo un grande successo tra le nuove generazioni, ritagliandosi un posto nel cuore anche dei chitarristi più ‘attempati’ in cerca di uno strumento pratico e divertente da suonare. Originario delle Hawaii e diretta evoluzione della chitarra portoghese, l’Ukulele si distingue per il suo suono acuto che rende i giri di accordi più ‘allegri’ rispetto ad una chitarra o ad altri strumenti a corda. Sul mercato si possono trovare diverse tipologie, comprese diverse variazioni come l’Ukulele Basso e alcuni ‘incroci’ con altri strumenti come ad esempio il Banjo. Vista la sua somiglianza con la chitarra, l’Ukulele è stato ampiamente usato nella musica pop e rock, anche da artisti di fama mondiale come i Queen.

Sitar

Conosciuto anche come la ‘chitarra indiana’, il Sitar è uno degli strumenti etnici più complessi, in quanto necessita di uno studio approfondito della melodia, nonché della tecnica strumentale tutt’altro che facile. Nel mondo occidentale, il Sitar ha avuto grande fortuna grazie al movimento hippie degli anni ‘60 e ‘70, grazie a musicisti sempre curiosi di scoprire nuove sonorità evocative e oniriche. I Beatles lo hanno usato in alcune composizioni, mentre Il genere dove viene più usato, oltre ovviamente alla musica etnica, è stato il progressive rock. Il Sitar è stato infatti impiegato da band metal e alternative rock come i Metallica e gli Oasis.

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui