Usciva il 28 ottobre 1977 “Never Mind the Bollocks”, il mitico album dei Sex Pistols

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Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols, pubblicato dalla Virgin Records il 28 ottobre del 1977, è l’unico album inciso in studio dal gruppo punk rock Sex Pistols.

Il titolo dissacrante e provocatorio (la traduzione in italiano sarebbe Sbattitene i coglioni, qui ci sono i Sex Pistols), mette in imbarazzo alcuni negozianti inglesi che si rifiutano categoricamente di esporre l’album in vetrina.

Oltre alla parola bollocks nel titolo dell’album creeranno scalpore anche le parole di brani come God Save the Queen.

Il singolo esce il 27 maggio del ’77 e raggiunge la seconda posizione in classifica nonostante fosse proibito trasmetterlo in radio.

Il testo è un chiaro attacco al potere in generale e al regime monarchico in particolare:

Dio salvi la regina

Il regime fascista

Hanno fatto di te un deficiente

Una potenziale bomba H, non un essere umano

Non c’è futuro nel sogno dell’Inghilterra

Non farti dire cos’è che vuoi, non farti dire ciò di cui hai bisogno

Non c’è futuro, nessun futuro

Nessun futuro per te.

Ma non sono solo i testi delle canzoni ad essere urticanti. Il comportamento dei membri della band- Johnny Rotten (voce) e Sid Vicious (basso) su tutti – nelle occasioni pubbliche è discutibile, provocatorio, incontrollabile.

Inoltre i Sex Pistols non sanno suonare e durano insieme giusto il tempo di pubblicare Never mind the Bollocks.

TRACK LISTING

  1. Holidays in the Sun
  2. Bodies
  3. No Feelings
  4. Liar
  5. God Save the Queen
  6. Problems
  7. Seventeen
  8. Anarchy in the U.K.
  9. Submission
  10. Pretty Vacant
  11. New York
  12. E.M.I

Nonostante ciò, dopo di loro il rock e il punk non saranno più gli stessi. Oggi, i Sex Pistols non soltanto sono riconosciuti come i più grandi esponenti del punk, ma anche come icone del rock e come un fenomeno generazionale.

Infatti la band è entrata a far parte della Rock’n’Roll Hall of Fame e Never mind the bollocks è considerato un album importantissimo nella storia della musica. Nel 2006, l’album è stato inserito dal Time nella classifica dei 100 migliori dischi di sempre.

Non esiste nessun’altra band che possa vantare una tale fama con così poco materiale: oltre a questo disco il gruppo non ha prodotto praticamente nient’altro, travolto dalle liti tra i componenti.

I Sex Pistols sono andati a fuoco come le loro canzoni e come lo stesso punk duro, ribelle, anarchico.

Il successo del punk negli anni Settanta mette in evidenza quanto disagio provassero i giovani nei confronti di un establishment che non li rappresentava. La ricerca della via della ribellione e talvolta della violenza è sintomatica di una società rigida e inadatta a comprendere il cambiamento culturale iniziato negli anni Sessanta e maturato nel decennio successivo.

I Sex Pistols non fanno altro che farsi portavoce del mood dei giovani della loro epoca. Per questo, anche se la loro esistenza da molti è considerata una becera operazione di marketing portata avanti dal loro manager Malcolm McLaren, i Sex Pistols non possono e non devono essere considerati “la grande truffa del rock ‘n’ roll”.

Valeria de Bari

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