“Muovi” di Pentesilea: un singolo e cinque versioni per incontrarsi oltre le distanze

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Con il nuovo singolo “Muovi” la cantautrice Pentesilea invita ad abbattere musicalmente il distanziamento sociale

“Muovi, muovi, muovi i pensieri, questa stanza non ha più pareti”: si apre così il ritornello di “Muovi”, nuovo singolo della cantautrice Pentesilea disponibile su tutte le piattaforme di streaming e digital download. La sua gestazione è particolarmente lunga: il concepimento, infatti, risale al primo lockdown. Figlio di quelle inquietudini, le stesse con cui ci ritroviamo a convivere quasi un anno dopo, ha però molte altre madri: la prima è una chiacchierata tra Pentesilea e La Sciura del Suono, che accorcia le distanze creative tra Roma e Milano.

Un solo brano ma in sei versioni

Il seme è gettato e, anche grazie al collettivo Ipologica di cui Pentesilea fa parte, “Muovi” inizia a prendere vita. Rivelandosi un raffinato brano che dondola tra pop alternativo e onirica elettronica, in cui alle ansie di questo tempo sospeso rispondono le visioni lisergiche dei gesti più quotidiani. Ma questa potrebbe non essere la sua unica forma: da qui l’idea di coinvolgere ben cinque dj producer, ognuno dei quali dona a “Muovi” il proprio punto di vista musicale. Dall’essenziale LoFi Edit della Sciura del Suono al sognante Fabio Sestili Fantasy Variation, dal suadente San Ignacio Baile Lento Rework all’inarrestabile Giulio Maresca Open Fields Version fino ad arrivare all’episodio più riuscito: quel Valerio Maina Neon Edit dal sapore nostalgico e vagamente röyksoppiano.  

Un videoclip per sentirsi vicini in tempi di Coronavirus

Come tradurre tutto questo in immagini? Ancora una volta animata dalla voglia di condividere esperienze, professionalità e sensibilità Pentesilea si rivolge alla fotografa e film-maker Carlotta Stracchi Villa e al direttore della fotografia Francesco Marullo. Chiamando a raccolta amici, artisti e sostenitori: ognuno di loro ha realizzato con il proprio smartphone un breve filmato, riassunto di questa quotidianità straordinaria a cui siamo costretti ma alla quale non bisogna soccombere.

Il risultato è molto toccante nella sua semplicità e svela agli occhi ciò che hanno sentito le orecchie: un invito a non percepire mai le pareti di casa come un limite. Quasi a dire: gioca, allenati, ridi, canta, litiga e poi fai pace, ascoltati, abbi cura di te. E se ancora non basta, non fermarti: muovi.  

Cristian Pandolfino

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