L’omaggio postmoderno di Mario Mariani alle opere di Rossini

opere di Rossini

The Rossini Variations è il quarto album per pianoforte solo di Mario Mariani. Il disco nasce per celebrare le opere di Rossini e il 150° anniversario della sua morte.

Il noto compositore pesarese, come ricorda lo stesso Mario Mariani (suo conterraneo), è stata la prima music-star della storia. Probabilmente il primo a comporre una musica su una sola nota (due secoli prima della Canzone mononota di Elio e le storie tese!) e ad aver inventato il rap, col suo famoso cantato sillabico nel Barbiere di Siviglia e lo strepitoso finale primo dell’Italiana in Algeri.
Il suo genio musicale viene ora esaltato e adattato in quello che si potrebbe definire un omaggio postmoderno al grande artista ottocentesco.

Citazionismo e sperimentazione caratterizzano, infatti, il lavoro del pianista. A cominciare dalla copertina che vede il ritratto di Rossini evolversi in quello dello stesso Mariani e che riprende chiaramente la grafica della Deutsche Grammophon, storica etichetta discografica specializzata in musica classica.

opere di RossiniRicco di ammiccamenti e richiami alla musica classica e non solo, il disco riesce a catturare l’ascoltatore come in un gioco di indovinelli. Ecco allora che in Figaro’s Dream, dal Barbiere di Siviglia si finisce in una sorta di sogno psichedelico. Ad un tratto fa capolino la nona sinfonia di Beethoven, ma si rintracciano anche Wagner, Debussy e Ligeti. Riconoscibilissimo è, inoltre, il richiamo western alla Ennio Morricone in Duello buffo di due gatti. Addirittura poi, nella Petite Messe Solennelle, trova spazio l’inconfondibile terzina della Famiglia Addams (con tanto di schiocco di dita!). I puristi storceranno il naso, ma assicuro che l’effetto è davvero divertentissimo e geniale.

Mario Mariani riesce ad omaggiare Rossini in modo fresco, spiritoso e mai irrispettoso. L’estro compositivo si coniuga con una indubbia abilità tecnica pianistica che si ravvisa soprattutto nella sua capacità di conferire colore e sentimenti alle note nei ribattuti. Mi riferisco in particolare alla versione per una sola nota di Mi lagnerò tacendo: se risulta estremamente ardua da interpretare con la voce, ancor più difficile è rendere il canto con uno strumento a corde percosse come il pianoforte.

La ricerca costante di innovazione e originalità è evidente nella musica di Mariani.

Il compositore vuole dimostrare la possibilità di un pianoforte “altro”, superando la concezione tradizionale dello strumento. Per questo trasforma il pianoforte in una intera orchestra e lo fa utilizzando anche tecniche estese che si avvalgono dell’utilizzo di oggetti:

“troviamo un rullante suonato con il mio amato frullino (un cappuccino shaker Ikea) nell’incipit della Gazza Ladra, o le biglie che fanno il “bending” sulle corde, imitando il suono del gatto nel celebre “Duetto Buffo” che qui, vista la sua connotazione “western”, diviene un “Duello buffo di due gatti.”

E io che rimasi sbigottita quando a un concerto, Stefano Bollani aprì il pianoforte e iniziò a pizzicare direttamente le corde con le dita! Qui si va decisamente oltre.

Mario Mariani è senza dubbio un artista originale ed eclettico. Probabilmente è proprio ciò di cui ha bisogno oggi la musica classica per ricominciare a conquistare e coinvolgere il pubblico di tutte le età. Le sue esibizioni, infatti, non sono solo dei concerti ma sono dei veri spettacoli a tutto tondo, che coinvolgono gli ascoltatori in prima persona. Succede, per esempio, che Mariani chiami dei volontari a suonare con lui o che persino li faccia sdraiare sul pianoforte per “canalizzare” la loro energia.

“Sento che ai miei concerti [il pubblico, ndr] è felice e curioso di vivere un’esperienza in cui egli stesso, abituato oggi nell’illusione di interagire come ad esempio sui social network, faccia la sua parte vivendo la magica scintilla della creazione musicale.”

Francesca Papa

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