Lo straordinario concerto di Morricone all’Auditorium

The World Soundtrack Academy ha attribuito il secondo Oscar a Morricone (il primo alla carriera nel 2007) nel 2016 per la colonna sonora di The Hateful Eight, meritatissimi entrambi. 

Il grande maestro che ha omaggiato l’Italia e gli spettatori dell’Auditorium Parco della Musica con tre date di concerto nel mese di ottobre insieme all’Orchestra, al Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e al maestro del coro Ciro Visco. 

Si parte con i “classici”…

La sala Santa Cecilia completamente piena, tutto esaurito, circa 2800 posti per tre serate. L’ingresso del Maestro è stato accompagnato da applausi del pubblico, in piedi, per secondi, minuti lunghissimi eppure sempre troppo pochi per un uomo così minuto nell’aspetto ma da un animo grandioso. 
Apre il concerto con “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Tornatore, il film è tratto da un monologo teatrale di Baricco, ascoltando la musica le scene del film inevitabilmente scorrono davanti agli occhi. Il sodalizio con il regista, nato nel 1988 con Nuovo Cinema Paradiso si è fatto sempre più stretto fino al 2009 con la colonna sonora del film Baarìa ed è proprio con “Tarantella” che conclude questo blocco. Le mani di Morricone sembrano un tutt’uno con la bacchetta, l’attenzione di tutta l’orchestra fluisce nel direttore che, con piccoli gesti, fa ondeggiare la bacchetta sinuosa che sembra legarsi alle note cantate dagli strumenti. 
Il repertorio ampio e stimolante vede anche “Fogli sparsi”, con l’affiancamento del pianista Leandro Piccioni, “Chi mai” dal film Maddalena, “H2S” e “Metti, una sera a cena” dall’omonimo film del 1969 che nasconde sotto la superficie orecchiabile di un tempo bossanova tre note che esploderanno in “Croce d’Amore” dal film Metti, una sera a cena
Un Omaggio a Bolognini con “Per le antiche scale” e “L’eredità Ferramonti” fino ad arrivare alla musica creata per i film di Sergio Leone, dove inevitabilmente le lacrime scorrono sulle guance e le vibrazioni che arrivano fino a far risvegliare l’anima, sono forti. Il Buono, il Brutto, il Cattivo con il coro di Santa Cecilia che intona e accompagna le note, C’era una volta il West, Giù la testa, con la soprano Susanna Rigacci che s’insinua perfettamente nell’orchestra, a fianco del maestro, guardandolo emozionata e ci fa sentire tutta la sua gratitudine per questo momento che condividiamo ampiamente, l’interpretazione è eccellente. 
Per terminare la prima parte “L’estasi dell’oro” dal film Il Buono, il Brutto, il Cattivo ricordata per la scena in cui Eli Wallach corre tra le tombe del cimitero in cerca dei 200.000 dollari d’oro. 

E si arriva ai più “moderni”…

La seconda parte inizia con la musica dell’Oscar “Diligenza per Red Rock” e “Bestialità” dal film The Hateful Eight, partitura che non è il punto di arrivo di una straordinaria carriera ma piuttosto un’apertura verso il “nuovo”, composta in poco tempo con un’unica indicazione di Tarantino: quella di pensare ad un paesaggio nevoso. Dopo quarant’anni Morricone scrive di nuovo la colonna sonora per un film western, il risultato è un Premio Oscar e una sinfonia in quattro movimenti. Come dichiara Morricone “Il tema principale l’ho iniziato con due fagotti all’unisono e poi, più avanti, l’ho ripreso con un controfagotto raddoppiato dalla tuba, perché volevo esprimere qualcosa di viscerale quindi anche nascosto o sepolto, di latente, ma altrettanto presente e fisico”.
Al termine del concerto un bis straordinario “Here’s to you” con il testo, composto da Joan Baez per il film Sacco e Vanzetti del 1971. Con il secondo acclamato bis e “L’estasi dell’Oro” si concludono due ore, troppo veloci, di concerto straordinario.
[Citazione di Morricone dal libro “Inseguendo quel suono: la mia musica, la mia vita. Conversazioni con Alessandro De Rosa, Mondadori, Milano 2016.]



Sara Cacciarini

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