M¥ss Keta torna con “Il cielo non è un limite”

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La miss delle miss ritorna con il suo secondo EP “Il cielo non è un limite”.

Dopo la sua partecipazione a Sanremo lo scorso anno, come ospite d’onore in seconda serata, cominciavamo a sentire la mancanza della nostra Myss Keta nazionale, la miss delle miss. Per tutti i fans e non, è tornata la miss con un nuovo EP: “Il cielo non è un limite”.

Come possiamo intuire dal titolo, gli elementi sono presenti all’interno di questo nuovo lavoro della cantante milanese: aria e cielo sono fondamentali nella struttura dell’EP. All’interno del disco troviamo chiari riferimenti alla musica anni ’90.

Una delle passioni della vita di Myss Keta, ci confessa nella press conference, è sicuramente la musica house, per questo non mancano riferimenti alla Jungle e Deep House.

L’ultimo album del 2020: tracklist e recensione

Una delle caratteristiche che contraddistingue questo nuovo Ep, ma in generale Myss Keta è la sua vocalità performativa, quasi recitata. Il titolo è spiegato così, dalla cantante stessa: la musica non conosce limiti. Sono presenti all’interno delle canzoni varie lingue: inglese, tedesco, greco.

TRACKLIST:

1. Il cielo non è un limite – 0:30
2. Giovanna Hardcore – 3:06 (testo: Dario Pigato, Stefano Riva, Myss Keta)
3. GMBH – 3:06
4. Rider bitch (feat. Lilly Meraviglia) – 3:00
5. Photoshock – 2:36
6. Diana (feat. Populous, Priestess) – 3:24
7. Due – 2:43

La prima traccia è un’introduzione all’intero disco.

In Giovanna Hardcore, invece troviamo una miss felina, affilata, tagliente. Una miss diventata un po’ signora.

Rider bitch è un featuring con una delle youtuber più famose in Italia, “Lilly Meraviglia“.

In Photoshock Miss diventa una modella anni ’90, che ci mostra il rapporto tra modella/fotografia, che nasconde il rapporto tra immagine/fotografo. Il vibe della canzone ricorda il vogueing, una tecnica molto diffusa negli Stati Uniti, in alcune tra le più importanti città, come New York, Miami, Los Angeles. La tecnica consiste nell’imitare le pose dei modelli e delle modelle di VOGUE anni ’90, da lì il nome.

In Diana viene rappresentata una Myss Keta in una Magna Grecia futurista con una serie di contrapposizioni: alberi/alieni, boschi/blu, fate/divinità.

Infine l’ultima canzone, Due, riassume il pensiero sul mondo. Si tratta di un brano raddoppiato con una miss sguaiata, accelerata che finisce in un rave contemporaneo. Si ha quì una sorta di entropia.

Chi è Myss Keta? Perché porta la maschera?

Myss Keta nella conferenza stampa ci tiene a precisare come la sua maschera in realtà nasconda qualcosa di profondo e impercettibile e quali sono i personaggi che l’hanno ispirata e influenzata.

Non ci nasconde ammirazione per le seguenti star: Raffaella Carrà, Britney Spears, Miss Kittin, Le Spice Girls e Loredana Bertè.

Se anche voi siete fan della miss delle miss non vi resta che ascoltare il suo EP!

Alessandra Santini

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