Verdi esotico, americano e infinitamente ricco di effetti: Alzira

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Verdi esotico, americano e infinitamente ricco di effetti: Alzira

Continua l’avventura di #CantaCheTePassa arrivando addirittura nelle lontanissime Americhe con l’Alzira di Giuseppe Verdi.

Alzira è una delle opere meno rappresentate di Giuseppe Verdi, e non se ne capisce il perché. La composizione, andata per la prima volta in scena al Teatro San Carlo di Napoli il 12 agosto 1845, è estremamente interessante. Basata su Alzire, ou les Américains di Voltaire, la trama è veramente stimolante.

La trama

Siamo in Perù. Zamoro, creduto morto durante una battaglia contro l’invasore spagnolo, viene a sapere che l’amata Alzira e il padre di lei Ataliba sono prigionieri. Gusmano, figlio dell’anziano governatore spagnolo Alvaro, proclamare di volere la pace con le tribù chiedendo la mano di Alzira. Ella rifiuta, nonostante le richieste insistenti di Ataliba, in quanto ancora fedele al suo amato Zamoro. Egli riesce ad entrare nei palazzi e può riabbracciare Alzira. Ma i due amanti vengono scoperti e Gusmano fa arrestare Zamoro. Il padre Alvaro, memore che Zamoro precedentemente gli aveva salvato la vita, intercede per lui e gli dona la libertà.

Ma Zamoro cade prigioniero in un successivo scontro. Alzira allora fa un giuramento a Gusmano: sarà sua se l’amato sarà libero. Intanto Zamoro riesce a fuggire e, avendo saputo dei preparativi delle nozze, penetra nel palazzo di Gusmano e lo pugnala a morte. Gusmano morente afferma che Alzira aveva accettato le nozze con lui stesso solo per salvare la vita del suo amato. Dopo aver benedetto la coppia, Gusmano muore tra le braccia del padre Alvaro.

https://www.youtube.com/watch?v=l8D-A2Rbl3s

Lo stile

È ancora un’opera legata agli stilemi giovanili verdiano: irruenza, cori magniloquenti, cavatina d’ingresso in forma recitativo-aria-cabaletta. Ma la musica è di una raffinatezza veramente estrema. Già nell’ouverture Giuseppe Verdi mette in luce dei colori esotici nell’orchestra, estremamente particolari e possiamo ben dire unici. Vi sono momenti di grande effetto drammatico, come l’entrata di Alzira Da Gusman su fragil barca, quando lei sogna la morte del suo amato. Ma prima dell’inizio dell’aria, Giuseppe Verdi crea un effetto particolare con gli archi, tale da rimandarci ad un mondo magico e misterioso. Uno dei momenti più alti dell’opera è il finale I numi tuoi, vendetta atroce, quando la voce di Gusmano sofferente si adagia sul delicato incedere di un’arpa, misto a momenti estremamente solenni affidati al coro e agli altri solisti.

Purtroppo sono poche le incisioni e le esecuzioni (una storica ripresa fu quella di Roma nel 1967 con la grande Virginia Zeani). A mio avviso, per raffinatezza e gusto, direi che non deve mancare sugli scaffali di ogni melomane l’incisione del 2001 diretta da Fabio Luisi con l’Orchestre de la Suisse Romande e il Choeur du Grand Théâtre de Genève con Marina Mescheriakova come Alzira, il grande Ramón Vargas come Zamoro (di cui nel video soprastante sentite l’esecuzione della cavatina Un Inca…eccesso orribile) e Paolo Gavanelli come Gusmano.

Arrivederci alla prossima settimana con un titolo dalla furia devastante: Attila!!

Marco Rossi

@marco_rossi88

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