A Milano la nuova edizione del FIM, la grande manifestazione italiana dedicata alla musica

fiera della musica

A Milano la nuova edizione del FIM, dedicata alla grande musica, porta la firma di Verdiano Vera  e si svolgerà dal 31 maggio al 3 giugno in Piazza Città di Lombardia e presso l’Auditorium Testori.

Dopo il successo dell’Edizione 2017, la nuova edizione si caratterizza per le novità: è la prima a Milano dopo quelle svoltesi a Genova ed Erba ed è la prima a ingresso gratuito. ma soprattutto è la prima rassegna in Italia a offrire una panoramica generale sul mercato della musica.

Abbiamo incontrato Verdiano Vera,  compositore, paroliere, produttore discografico, musicista, editore musicale, produttore televisivo italiano e soprattutto l’ideatore della FIM.  Il suo nome compare fra i crediti di numerosi album di rock progressivo pubblicati fra 2001 e il 2010.

Verdiano, è un piacere incontrare la mente di un progetto di ampio respiro come il FIM. C’era bisogno in Italia di una kermesse importante che potesse coinvolgere tutti coloro che operano nel campo della musica; dietro a ogni prodotto c’è un mondo di gente che lavora occupandosi di dar vita all’intuizione artistica.

Grazie per l’apprezzamento, e grazie per questa intervista. E’ proprio questo uno degli obbiettivi principali del FIM: valorizzare tutte le professioni della musica.

Sei giovane ma hai un curriculum di grande livello, anche a livello imprenditoriale e organizzativo. Qual è stata la motivazione che ti ha spinto a superare, anzi integrare, la professione di musicista con quella di deus ex machina del Fim e di tante altre manifestazioni?

Io ho un trascorso da musicista e da tecnico del suono che mi ha portato a diventare con gli anni anche editore e produttore. Ho iniziato a muovermi in ambito discografico e televisivo in maniera indipendente nel tentativo di trovare uno sbocco ai progetti musicali che desideravo portare avanti. L’ho fatto in un periodo di forte difficoltà per l’economia italiana e di radicale cambiamento, sia per la discografia che per la televisione.

Il mio progetto iniziale era quello di cercare di mettere insieme più realtà possibili con competenze diverse in ambito musicale per creare così una rete che fosse in grado di costruire un laboratorio di idee; questo al fine di favorire la crescita e lo sviluppo del settore musicale. Con il supporto e la spinta di mia moglie Linda, professionista affermata nel settore della comunicazione, ho iniziato ad interfacciarmi fin da subito con alcuni amici professionisti in ambito musicale che tutt’oggi hanno un ruolo determinante nel progetto FIM, come Piero Chianura (BigBox) e Massimo Gasperini (Black Widow Records).

Insieme abbiamo iniziato a definire il ruolo dei singoli attori della filiera musicale e a creare nuove situazioni per stimolare la collaborazione tra i musicisti, favorire la nascita di nuovi progetti in ambito musicale, mettere in rete le risorse territoriali e quelle professionali del settore musicale, sostenere l’innovazione e le nuove tecnologie applicate alla musica. A loro si sono uniti nel tempo anche altri collaboratori che oggi sono diventati altrettanto importanti nel progetto FIM come Giovanni La Grotteria e Claudia Mantero.

Quanto conta per te l’impegno e quanto il talento nella carriera artistica?

Per ottenere risultati duraturi nel tempo, sono necessari sia l’impegno che il talento. Il talento è innato: non si può né prevedere, né costruire, né acquistare. Ma senza l’impegno, il talento serve a poco e soprattutto non produce risultati duraturi nel tempo.

Trovi che l’Italia pecchi di provincialismo e di scarsa collaborazione tra artisti?

È da molto tempo che si parla di riconoscimento del valore della musica, non solo in termini culturali, sociali ma anche e soprattutto come opportunità di sviluppo economico. Il valore del mercato della musica in Italia è di gran lunga inferiore a quello di altri Paesi avanzati. Crediamo quindi sia necessario partire dal basso e investire nella formazione, non solo dei lavoratori del settore, ma anche dei fruitori di musica.

La chiave, secondo noi, sta proprio nella formazione degli studenti (potenziali musicisti del domani), i quali, seppur non dovessero intraprendere un percorso di musicista o di operatore del settore, possono comunque diventare fruitori e consumatori di musica interessati e consapevoli.

Il Prog italiano è stato ed è tutt’oggi il migliore di tutto il mondo. Se in Italia ci fosse più possibilità di esposizione per la musica Prog, la popolarità si eleverebbe moltissimo. Questo genere ha sempre avuto potenzialità elevatissime: rispetto a tanti altri generi musicali, è l’unico in grado di unire la complessità e l’eleganza della musica classica alla maleducazione e alla facilità di ascolto della musica rock. Quell’album di Steven Wilson è eccezionale.

Mi fa piacere e sono onorata di trovarti d’accordo. Puoi darci un’anticipazione sulla Fim che si svolgerà alla fine del mese a Milano? Vi raggiungerò con molto piacere.

Dopo 5 edizioni di FIM, delle quali 3 svolte in Liguria e 2 in Lombardia, abbiamo voluto rilanciare il progetto con un nuovo format, più coerente con l’andamento del mercato musicale, più interessante per gli espositori, più coinvolgente per il pubblico. FIM 2018 Educational Edition è un evento decisamente innovativo e unico che rende la manifestazione diversa da ogni altro evento esistente sul territorio nazionale. Il progetto presenta elementi innovativi rispetto a tutte le precedenti edizioni. Oltre a basare l’intero format sulla partecipazione di espositori appartenenti a settori merceologici che sono stati solo un contorno nelle precedenti edizioni, come Scuole, Conservatori, Editori, ecc., quest’anno abbiamo strutturato gran parte del programma del FIM proprio sugli incontri didattici, sui laboratori musicali per le scuole e sulle lezioni-concerto.

Con questi obiettivi, e grazie ad un’offerta di servizi innovativi e grazie al supporto di un’accurata attività di community management, crediamo che la fiera della musica abbia tutti gli elementi per elevarsi a “punto di riferimento a livello nazionale sui temi della didattica musicale”.

Grazie Verdiano, ci vediamo in Fiera.

Grazie a voi. Vi aspettiamo.

Ci saremo come mediapartner e vi racconteremo grandi cose.

www.fimfiera.it

Antonella Rizzo

Poeta, scrittrice, performer, docente, giornalista. Collaboratrice di Culturamente dal 2015.

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