Andrea Bocelli arriva a tutti: il concerto di Pasqua nel Duomo di Milano

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Andrea Bocelli, il famoso tenore toscano, con il suo concerto nel Duomo di Milano ha imposto a tutti una riflessione seria sul dramma del Coronavirus.

Può una voce indurci a pensare? Si, soprattutto se si tratta di una voce, in questo caso la voce di Andrea Bocelli, persa in un silenzio assordante.

#MusicForHope: lo dobbiamo gridare tutti. La musica aiuta la speranza, ed è proprio che ha voluto esprimere il tenore toscano nel suo Concerto di Pasqua trasmesso in diretta streaming video sul suo canale YouTube dal Duomo di Milano. Con il solo ausilio dell’organista Emanuele Vianelli, Andrea Bocelli ha impresso la sua voce sul suono del silenzio. La più grande chiesa italiana risuonava spettrale nel suo essere completamente vuota. Da qui è partita la speranza, quella che ci serve nel momento della tragedia del Coronavirus, quella che ha infuso Andrea Bocelli con il suo timbro inconfondibile.

Andrea Bocelli, una voce che arriva a tutti

Dalla zona presbiteriale della cattedrale, da sotto il ciborio di Pellegrino Tibaldi e la Vetrata dell’Apocalisse, la voce del tenore toscano è arrivata a 5.200.000 persone  che per mezz’ora hanno potuto viaggiare sulle ali della musica. Essa è stata la grande protagonista di quest’evento. La forza spirituale di brani immortali come il Panis Angelicus di César Franck, l’Ave Maria che Charles Gounod ha composto riadattando il Preludio no. 1 dal I Libro del Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach, l’Ave Maria di Pietro Mascagni, riadattamento del celebre “Intermezzo” della Cavalleria Rusticana, ed il Domine Deus dalla Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini, arrangiati dal maestro Emanuele Vianelli, che accompagnava il tenore seduto all’organo; tutti elementi che, uniti alla voce di Andrea Bocelli (che ha cantato in forma completamente gratuita), hanno saputo farci volare al di sopra di questa tragedia.

La musica del Silenzio. Un film che fa sperare contro ogni speranza

Il dolore nelle immagini

Tragedia che è e sarà sempre dentro di noi, con i morti, con i malati, con le persone che lavorano notte e giorno negli ospedali contro un mostro invisibile, e con le immagini che sta lasciando dentro di noi. Immagini apocalittiche come quelle di Piazza San Pietro vuota sotto la pioggia per la Benedizione Urbi et Orbi di Papa Francesco. Immagini angoscianti come quelle della Basilica di San Pietro e la piazza della basilica vuote avvolte nel colore tenebroso della notte della Via Crucis.

In quest’evento ha regnato il silenzio, quello del Duomo di Milano, quello di Piazza della Vittoria a Brescia, quello di Bergamo Alta, quello di Venezia, quello di Parigi con la Tour Eiffel e l’Arc de Triomphe, luoghi fatti vedere durante l’esecuzione; presenze anonime di un’umanità bloccata. Un’inquietudine spettrale e misteriosa, come quella di Piazza Duomo, dove Andrea Bocelli solo ha cantato un meraviglioso brano pieno di speranza, Amazing Grace, nell’arrangiamento di William Ross.

L’immensità e terribilità del duomo, unita alla sua voce, sarà una delle memorie di questa tragedia.

Ma se noi abbiamo una certezza è quella che la musica ci dice qualcosa. E allora diciamo tutti insieme: #MusicForHope.

Marco Rossi

(Credit Photo Luca Rossetti, courtesy Sugar Srl, Decca Records)

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