Hermannus Contractus: la recensione del romanzo di Maria Giulia Contini

Hermannus Contractus recensione

Ermanno di Reichenau, conosciuto anche come Ermanno lo Storpio (Hermannus Contractus) è stato un cronista tedesco appartenente all’ordine di San Benedetto.

Figlio di un conte svevo e, in prima battuta, “ripudiato” da suo padre ha ricevuto l’educazione in un convento.

Su Treccani leggiamo:

Si segnalò con i suoi lavori nella matematica, nell’astronomia e nella teoria musicale; scrisse anche versi; il suo Martyrologium offre delle aggiunte a Notker e Ado. Ma il suo nome è collegato soprattutto alla sua Cronaca universale, che arriva fino al 1054.

Maria Giulia Contini, in questo nuovo romanzo di formazione edito da Dalia edizioni, racconta la storia di Ermanno: la narrazione è infatti incentrata sul processo di crescita e trasformazione del giovane protagonista, un freak che sopravvive miracolosamente al suo parto prima e alla sua prima, devastante febbre poi.

Il romanzo comincia con un prologo in cui un narratore onnisciente racconta la nascita di Ermanno, un neonato deforme. Dal primo capitolo invece è proprio il protagonista a prendere la parola raccontando al lettore la sua difficile e dolorosa esistenza.

Creduto da tutti un idiota Ermanno è imprigionato in un corpo che non risponde ai suoi comandi; per il protagonista qualsiasi azione della routine quotidiana può essere problematica: tenere in mano una forchetta, parlare, stare seduto, studiare l’aritmetica tenendo in mano dei sassolini.

Ermanno è un incompreso.

Meglio marcire nella mia stanza che sentirmi chiamare continuamente pigro e venire picchiato quando mi ammazzo di fatica ma non arrivo mai a un risultato decente! Non m’importa nulla di avere la facoltà dell’intelletto se non posso entrare in contatto con questo mondo schifoso che mi rifiuta!

Tuttavia Ermanno è un bambino ostinatamente determinato e intenzionato a sfidare i propri limiti.

Adso e io prendemmo l’abitudine di raccontarci a turno le fiabe, conosciute o inventate non importava, e col tempo alcuni bambini si unirono a noi per ascoltare. Una volta, in particolare, capitò che, mentre ero nel bel mezzo di una mia storia, mi accorsi per la prima volta dei loro sguardi ammirati. […] Anche se il mio corpo non mi permetteva di sperimentare il mondo pienamente, c’era un’altra via che poteva portarmi a soddisfare le mie curiosità, ad allargare i miei orizzonti e la sete di conoscenza: lo studio.

Nel convento in cui è stato lasciato dai suoi genitori inizia quindi a emergere il suo enorme talento che avrebbe suscitato la meraviglia di papi e imperatori. Hermannus diventa esperto di astronomia, musica, storia e religione.

In questo romanzo di formazione Ermanno fa entrare il lettore nella straordinaria avventura della sua vita. I fatti narrati sono ambientati in un preciso contesto storico, quello che va dalla nascita (1013) alla morte del protagonista (1054), ma l’attenzione è rivolta soprattutto alle vicende private di Ermanno, alle sue più intime emozioni e alle trasformazioni psicologiche che egli sviluppa nel corso della vicenda.

Chi sono davvero? Uno storpio, certo. Una creatura malriuscita. A casa mi chiamavano castigo di Dio, ma, se tale sono, che ci faccio in un monastero? Se sono il risultato di un peccato qual è la mia colpa?

Il processo di trasformazione di Ermanno, le sue riflessioni, la sua emotività coinvolgono il lettore a un livello empatico profondissimo: si tratta infatti di una lettura toccante e commovente.

Se c’è qualcosa che manca nella costruzione psicologica del protagonista è tutta la parte attinente alla sfera sessuale: seppur storpio anche l’Ermanno adolescente si sarà posto, come tutti i ragazzi, delle domande sulla sua sessualità e avrà probabilmente avuto delle pulsioni sessuali. Ma questo al lettore non è raccontato.

Valeria de Bari

E se siete amanti del romanzo di formazione ti consigliamo di leggere questo libro di Emiliano Dominici.

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