La cucina ladina: sapori e tradizioni in Alto Adige

ladina

Hai mai sentito parlare della cucina ladina?

L’Italia, si sa, è un paese estremamente ricco dal punto di vista gastronomico. Ogni regione ha le sue tradizioni, la sua cultura, i suoi sapori. Spesso ogni regione vede convivere cucine diverse che si contaminano tra loro.

In Alto Adige una di queste culture è la cucina ladina.

Il termine ladino indica un territorio unito dalla lingua, dalle tradizioni e dalle leggende antiche delle valli dolomitiche.

La cucina ladina si caratterizza per l’uso di cereali, che ben si adattano agli sbalzi di temperatura, come avena, segale, frumento e orzo, e per i prodotti dei boschi: ribes, lamponi, mirtilli, fragoline e poi di funghi.

E poi, chiaramente, i prodotti animali derivanti da mucche e maiali.

Anche i sistemi di conservazione derivano dalla cultura e dalle tradizioni: una regione con un clima così rigido ha dovuto organizzare la sua cucina per allungare la vita dei prodotti della terra.

Per esempio il cavolo, anche nei tempi passati, si faceva fermentare, così da essere conservato per i mesi invernali sotto forma di crauto. La carne stessa veniva essiccata o affumicata facendo lo speck, detto anche cioce.

Alcuni dei piatti tipici di questa regione sono estremamente semplici, gustosi e delicati.

Tra i tanti mi hanno colpita le tutres. Frittelle di farina farcite con spinaci e ricotta, oppure con crauti e semi di finocchio. Vengono fritte e servite come accompagnamento di una minestra di orzo con funghi e speck: la panicia.

Fritti sono anche i cajincí arestisBomboloni di patate fritti, farciti con ripieno di spinaci e ricotta o con papavero, buonissimi anche freddi nei giorni a seguire.

Altro piatto tipico sono i cajincì te egaRavioli a mezzaluna farciti con spinaci oppure patate e ricotta. L’impasto, molto morbido, è un misto di farina di frumento e di segale.

A chiudere il pasto i furtaies. Un impasto di farina, latte e uova che viene fritto con la tipica forma a chiocciola e servito con marmellata di frutti rossi e zucchero a velo.

Oppure si può optare per una versione ladina del Kaiserschmarrn: schmorn da pom. Una frittata dolce di mele, molto fruttata e molto sostanziosa. Tanto che, spesso, sostituisce interamente il pasto.

Se a queste prelibatezze si unisce la natura, la bellezza del contesto e la cortesia dell’accoglienza, questo territorio diventa una meta perfetta per le vacanze!

Valeria Farina

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