Recuperata opera del Settecento. Restituita all’Italia dopo 25 anni

vedutismo
NicolaCandido, Capriccio architettonico con astanti

Un’opera del XVIII è stata recuperata dal Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

L’opera in questione è “Capriccio Architettonico con Astanti”, un olio su tela, rubato nel 1994. La corrente artistica a cui appartiene il quadro è il Vedutismo, genere artistico nato nel settecento che, ritrae dal vero, paesaggi e città. L’attribuzione è contesa tra due grandi del genere: Giovanni Paolo Panini (1691-1765) e Andrea Locatelli (1695-1741). Abbiamo chiesto al Tenente Colonnello Nicola Candido di raccontarci come è avvenuto il recupero.

 

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Capriccio Architettonico con astanti

Tenente Colonnello dove si trovava l’opera prima di essere rubata?

L’opera era stata donata dalla famiglia Torlonia a Palazzo Barberini nel 1892. Successivamente è stata esposta a Castel Sant’Angelo e nel 1958, è stata ceduta all’Archivio Siviero, fino al 1994 quando sparì.

Quali procedimenti avete attuato per recuperare “Capriccio architettonico con astanti”?

Noi monitoriamo sempre le case d’asta e loro sono molto collaborative. Altrimenti perderebbero la reputazione. Nel 2017, durante l’attività di monitoraggio delle opere d’arte, i militari della Sezione Antiquariato, hanno individuato l’opera in un importante casa d’aste londinese. L’opera stava per essere venduta con un prezzo di partenza di 40.000 sterline pari a quasi 50.000 euro.

Il verosimile intento era di realizzare all’estero un maggiore guadagno, in forza dell’importante richiesta di opere d’arte di uno dei principali esponenti della pittura vedutista.

Poi come avete agito?

Abbiamo fatto immediatamente degli approfondimenti investigativi, eseguiti anche attraverso la banca dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti; hanno confermato la corrispondenza dell’opera individuata con quella rubata. Questo ci ha consentito di accertare che il dipinto era stato consegnato, da un antiquario romano, alla filiale romana della casa d’aste di Londra, che a sua volta ne aveva chiesto e ottenuto l’attestato di libera circolazione.

L’attribuzione è ancora dubbia, me lo conferma?

Sì. Anche se, durante l’attività di indagine è emersa, nella monografia di Andrea Locatelli a cura di Andrea Busiri, un’attribuzione non a Panini ma a Locatelli.

Ora l’opera in che condizioni si trova? E a chi andrà restituita?

L’opera è in ottime condizioni. Sarà restituito al Ministero dei Beni Culturali e nello specifico alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma- Palazzo Barberini e Galleria Corsini.

Quali strumenti usate per reperire opere rubate o falsi?

Abbiamo un archivio elettronico con una banca dati. All’interno vi sono migliaia di riproduzioni fotografiche e già con questi strumenti possiamo fare delle verifiche. Noi consigliamo sempre, a chi detiene opere d’arte, di fare delle fotografie e di tenerle con sè. In questo modo è più semplice reperire l’opera, in caso di furto. Quando si tratta di situazioni più complesse, del tipo che vengono modificate le foto per non renderle riconoscibili, oppure abbiamo il pezzo che ci interessa ma non riusciamo bene a comprendere se sia un falso oppure no, ci appelliamo al Ra.C.I.S., Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche. Loro hanno degli strumenti che analizzano l’opera tecnicamente. Ad esempio possono vedere se il colore è stato messo successivamente o corrisponde alla data menzionata. Nel caso del “Capriccio di Astanti” non c’è stato bisogno di contattate il Ra. C.I.S. La provenienza, da subito, si capiva fosse illecita.

Oltre questa opera, ultimamente ne sono state recuperate altre di proprietà dello stato italiano?

Sì. Proprio negli ultimi giorni abbiamo recuperato ben 37 opere d’arte, alcune delle quali saccheggiate da chiese nelle aree terremotate de L’Aquila. Tra queste spiccano per importanza 5 pale d’altare sottratte da due chiese della provincia de L’Aquila, colpite dal terremoto nel 2009 ed un dipinto attribuito al Maestro Guido Reni.Mentre l’Abruzzo post-terremoto ancora piange i suoi morti e le sue ferite, alcune ville di lusso della costiera amalfitana accrescono il loro fascino per i turisti. Ne beneficiano nei loro soggiorni di vacanza, con opere anche saccheggiate dai luoghi colpiti dai tragici eventi sismici.

 

Questi importanti recuperi consentiranno di rendere nuovamente fruibile al pubblico opere di inestimabile valore storico-artistico.

Alessandra Forastieri

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