Voglia di un bagno fresco? Tuffatevi nel quadro di Boucher con una dea!

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Diciamoci la verità, l’estate è alle porte e fa molto, moltissimo caldo. Chi non avrebbe voglia allora di farsi un bel bagno rinfrescante?

Noi di Infusi d’Arte c’abbiamo pensato per voi e vi portiamo sulle sponde di un ruscello con uno dei dipinti più celebri di Francois Boucher, Diana al bagno, dove la bellissima dea si riposa dalla fatica della caccia immergendosi tra le acque cristalline di un fiume. La solita fortunata!

Immaginatevi la fresca penombra di un bosco, una fitta vegetazione lussureggiante intorno a voi e un corso d’acqua azzurrino che brilla illuminato dalla luce radente del sole. Il locus amenus perfetto dove concedersi un dolce bagno in armonia con la natura.

L’Infuso d’arte di oggi è “Diana al bagno” realizzato da Francois Boucher nel 1742 e conservato al Musée du Louvre di Parigi. L’opera è stata dipinta dall’artista al vertice della sua carriera sintetizzando nella classicità del soggetto mitologico la grazia e l’estetica del Rococò francese.

Potete visionarlo qui.

Costa sta succedendo?

La bellissima Diana, dopo essere stata a caccia nei boschi, decide di ristorarsi facendosi un bagno in un fiume. La nobile dea è accompagnata da una dolce ancella (o ninfa) e dai fedeli cani. Noi la vediamo già svestita, nella sua accecante e virginale bellezza, pronta per immergersi.

Sappiamo che si tratta di Diana, la superba dea greca figlia di Zeus, dai suoi attributi caratteristici come la mezzaluna d’oro che indossa tra i capelli biondi, l’arco con le frecce, le prede ed i cani da caccia.

L’apparente ispirazione mitologica dell’opera tuttavia serviva a Boucher per legittimare e nobilitare quella che altrimenti sarebbe stata considerata un’opera licenziosa per la moralità del suo tempo. Infatti il protagonista dominante del dipinto è il nudo femminile, celebrato in tutta la sua carica erotica.

Diana e la sua ancella sembrano incarnare l’idea di grazia e bellezza settecentesca che viene resa abilmente nei modellati morbidi dei corpi e nella dolcezza dei toni. La carnagione è lattea, chiara e delicata, il viso invece piccolo e dolce, mentre la figura sinuosa e sensuale.

Cosa ci fa entrare nel dipinto?

L’osservatore rimane totalmente abbagliato dalla splendente quanto fresca bellezza dei corpi nudi della dea e della sua accompagnatrice. Le due donne si intrecciano e coesistono in un equilibrio di forme eleganti e aggraziate all’interno di un paesaggio boscoso e selvaggio.

Sembrano due nobili dame settecentesche con i capelli dorati e le loro capigliature classiche raccolte sulla nuca, ornate di preziosi gioielli. I lineamenti delicati dei volti rivelano la giovane età delle fanciulle e quasi la loro ingenua innocenza di fronte l’occhio rapito del pittore.

Due parole sullo stile…

Nel quadro sono evidenti alcune caratteristiche tipiche dell’artista francese che riassunse la sua arte e la sua estetica in questo dipinto dal soggetto mitologico. Boucher fu un pittore certamente accademico, come rivelato dall’opera stessa, dallo stile classicheggiante controllato dall’equilibrio delle forme e dei colori che armonizzano la composizione. Inoltre il trattamento del nudo femminile rivela tutta la sua maestria tecnica, infatti Boucher riesce a costruire il corpo con colpi e tocchi di luce.

Anche questo Infuso di oggi è terminato, ma se avete voglia di ingannare il caldo con qualche piacevole lettura vi consigliamo di dare un’occhiata qui. Intanto vi aspettiamo al solito appuntamento sulla nostra rubrica d’arte tra due settimane!

Martina Patrizi

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