In via Margutta fanno capolino Dorothy & Co

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via margutta

Vivere a Roma è avere la possibilità di non annoiarsi mai. Sono tante le cose da poter fare, forse troppe. Talvolta il rischio è quello di non riuscire a fare tutto quello che si è proposti.

Dicembre il mese delle festività è un susseguirsi di iniziative culturali.

Fino a metà febbraio, ad esempio sarà possibile visitare la mostra “Il fantastico mondo di Ooz”.

La mostra presso gli spazi espositivi de Il Margutta Veggy Food & Art  è a cura di Valentina Virgili, con la direzione artistica di Moby Dick e con l’ideazione e l’organizzazione di Tina Vannini.

Ventuno artisti per ventuno opere.

Stili diversi con un solo intento: raccontare la natura e sensibilizzare, tra oz e ooz, pop surrealism e street art, pittura e fotografia.

Il mondo incantato del celebre romanzo per ragazzi di L. Frank Baum incontra la cruda realtà.

Ambiente in cui siamo ospiti, dove la natura è calpestata dall’egoismo dell’uomo. Un contrasto evidente che, applicandolo alla nostra lingua, si può trasformare in crasi.  “Ooz” che fonde il contrario di “zoo” e il mondo di “Oz”. Perché l’arte un messaggio può mandarlo, di speranza e di sensibilizzazione, perché il mondo migliore non sia solo un ideale irraggiungibile, ma un obiettivo “realmente fantastico”.

In mostra, ci sono gli alberi danzanti di Mauro Sgarbi e gli gnomi di Diego Poggioni, la Dorothy (e l’uragano) di Angelo Barile. Inoltre, l’uomo di latta di Valerio di Benedetto e lo spaventapasseri e il leone senza coraggio di Giu Sy. Ma anche la bellissima sirena, in trappola, di Moby Dick e Marta Petrucci e la strega buona di  Natascia Raffio.

Nello zoo di OoZ, in mostra anche il maiale, la mucca e lo squalo di Glasswall, il cervo indifeso di Nicola Monti, le dolci e inoffensivi tigri di Francesca Provetti e Simona Piccolini, la gallina, col suo uovo, di Alessandra Santo Stefano. Oniriche anche le ambientazioni e gli scenari, come il soggetto di  Silvia Faieta, il particolarissimo acquario di Michele Cara e il pesce deturpato di  Beetroot. In mostra, ovviamente, anche gli umani, soprattutto donne: quella “assente” di Monica Pirone, quella materna di Maupal, quella delicata di Liu Zi Xia, quelle più guerriera di  Aurora Agrestini. Infine la piccola bambina in lacrime di Uman.

In mostra anche un albero speciale, realizzato dall’artista Valerio di Benedetto. L’albero è composto da 38 sezioni di una serranda, ognuno promotore di un messaggio di augurio, un sollecito per rendere la nostra Terra un posto migliore.

I pezzi possono essere acquistati: il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione ambientalista Marevivo.

Alessia Aleo

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