Cruor: Renata Rampazzi racconta la violenza di genere al Museo Carlo Bilotti

Cruor Renata Rampazzi Bilotti

Il museo Carlo Bilotti ospita la mostra Cruor di Renata Rampazzi. Il colore del sangue è usato dall’artista per trattare il tema della violenza sulle donne

Cruor, cruoris. Sostantivo maschile di terza declinazione. Dal latino: sangue versato da una ferita, diverso da quello che circola nelle vene definito invece dal sostantivo sanguis.

È la parola cruor a dare il titolo alla mostra di Renata Rampazzi curata da Claudio Strinati al museo Carlo Bilotti di Roma. In mostra sono presenti opere che vanno dagli anni ’80 al 2020. In comune hanno tutte il tema del cruor: del sangue che scorre da ferite, da lacerazioni causate dalla violenza subita dalle donne.

Il fatto che a distanza di 40 anni il fenomeno della violenza sulle donne non si sia attenuato ha portato l’artista a ritornare sulla tematica con rinnovato impegno e adesione.

L’artista, una donna

Renata Rampazzi, senza cedere il passo alla figuratività, ma mediante l’astrazione, riesce ad affrontare in pittura il tema della violenza sulle donne. Non c’è narrazione per immagini nelle sue opere, c’è solo materialità e colore: il rosso carminio. Rosso sangue che può essere più o meno denso, rappreso, coagulato e sfumato sulle sue tele o garze.

L’astrazione in Rampazzi non è declinata in senso edonistico e disimpegnato. L’artista invece fa sì che l’astrazione diventi un modo per comunicare sensazioni allo spettatore, coinvolgendolo fisicamente (mediante l’attraversamento della struggente installazione Cruor del 2018)  ed emotivamente. Coinvolgimento che avviene evocando il tema della violenza sulle donne col solo uso del colore rosso presente in tutte le opere.

Le tele e le garze della Rampazzi infatti sono accomunate dall’uso prevalente di rossi scuri, carmini, che possono occupare la tela colando sulle superfici come filamenti, come dripping controllato, come intensi spessori di colore sanguigno o semplicemente come macchie. A volte il colore è così denso da voler uscire dalla tela bidimensionale per estendersi verso una terza dimensione. Il colore si fa forma.

Anche nell’installazione del 2018, Cruor – che chiude il percorso della mostra – il colore diventa forma. Le garze che calano dall’alto sembrano essere state lavate nel sangue, sembrano bendaggi di ferite. Il pavimento ha una copertura rossa e lo spettatore deve camminare verso il fondo di questo ambiente come se stesse attraversando un utero, come se stesse violando l’intimità di un corpo femminile.

È con grande sensibilità che Renata Rampazzi affronta il delicato tema della violenza sulle donne. L’arte diventa nelle sue mani un mezzo per condividere il dolore e la sofferenza delle vittime, per non lasciarle sole.

Informazioni pratiche

La mostra è visitabile dal 17 settembre 2020 al 10 gennaio 2021
Orari museo settembre
Da martedì a venerdì e festivi ore 13.00 – 19.00 (ingresso fino alle 18.30)
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30)
Giorno di chiusura: lunedì

Orari museo ottobre – maggio
Da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 – 16.00 (ingresso consentito fino alle 15.30)
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30)
24 e 31 dicembre ore 10.00-14.00 (ingresso consentito fino alle 13.30)
Giorno di chiusura: lunedì

L’ingresso alla mostra è contingentato, occorre prenotare la visita chiamando lo 060608.

Il biglietto è gratuito.

Foto e articolo di Francesca Blasi

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