Prima stagione del Teatrosophia: Roma ha un altro spazio per esprimersi

Teatrosophia

Il Teatrosophia è ‘un luogo di condivisione artistica’ nel cuore di Roma

Un luogo non grande, ma accogliente; dove l’aria è piena di foto di scena, luci chiare ma non invadenti. Un posto dove la carta da parati è una platea d’opera, con pubblico che guarda. Tutto contornato da un sofisticato tocco un po’ retrò, testimoniato dal colore bianco e nero della citata carta fino all’insegna all’interno della struttura. Uno spazio che sfida il tempo. Nono solo perché si trova a pochi passi da Piazza Navona e Castel Sant’Angelo, ma anche perché in un periodo in cui la burocrazia, la finanza e l’incopetenza non permettono ai sogni e all’Arte di realizzarsi, visto che “non si vive di queste cose”.

Dopo un’inaugurazione avvenuta alle porte dell’estate, Teatrosophia ha presentato ieri la sua prima stagione teatrale.

A fare gli onori di casa è stato il direttore artistico Guido Lomoro che, oltre a dare il benvenuto alla stampa, ha presentato uno per uno tutti i progetti in cartellone: opere di improvvisazione, mostre d’arte, reading, concerti ma, soprattutto, Teatro.

Ci saranno produzioni che coinvolgeranno il pubblico, come il primo spettacolo della stagione La Cena (dal 20 settembre 7 ottobre): evento teatrale che si svolge intorno una sontuosa tavola apparecchiata per trenta persone, 27 spettatori e 3 attori, dove gli spettatori svolgeranno il ruolo di invitati non potranno mutare il corso degli avvenimenti. Un altro esempio arriva dal secondo in scena, 30 spettacoli in 60 minuti, dove la compagnia Vox animi racconterà dal 12 al 14 ottobre 2018 ben 60 storie in 30 minuti.

 

Altre produzioni omageranno dei classici con dei rifacimenti o traendo spunto da essi.

L’ispirazione può venire da racconti, come Il Diario di Eva di Mark Twain, che Ilaria Manocchio interpreterà dal 21 al 23 novembre 2018; da film, come Scene di un matrimonio di Bergaman, trasformato in Un matrimonio da Laura Donzella e Paolo Scannavino e in scena dal 25 al 27 gennaio 2019; oppure da album discografici, come farà la Compagnia Le Partenze Intelligenti con Il ladro di anime, tratto da Storia di un impiegato di Fabrizio De Andrè, in scena dal 15 al 17 marzo 2019.

Ci saranno spettacoli deidcati al mondo dell’improvvisazione come Gli occhi delle donne, in scena dal 19 al 21 ottobre 2018; o Cervella, sul palco il 19 e 20 gennaio 2019.

Ci sarà sempre uno spazio dedicato al mondo delle donne.

Donne che si cambiano per paura di vivere come sono, come quella di Valentina Ghetti in La gabbia di carne sul palco dal 26 al 28 ottobre 2018. Donne prigioniere di se stesse, come ci racconta 1 al 3 febbraio 2019 Giorgia Palmucci in Disturbo?; o donne capaci di sfumare l’amore, tra musica e dialogo, come Un concerto in punta di piedi dal 12 al 14 febbraio 2019. Altre produzioni invece ci mostrano la differenza tra uomoni e donne, soprattutto nella gestione dei sentimenti, come i corti di Sole donne, in scena dal 1 al 3 marzo 2019; fino alle dinamiche di coppia di Se solo fosse sale, dal 9 al 12 maggio 2019.

Ci saranno anche Storia e società.

Un esempio lo daranno Marchio di fabbrica, dedicato al sottobosco del mondo del lavoro, in scena dal 29 novembre al 2 dicembre 2018; Ivan Festa e Pasolini a Villa Ada, dall’8 al 10 marzo 2019, con un autore lontano dalle polemiche politiche; L’aquila nuova, dal 5 al 7 aprile 2019, di Massimo Sconci, dove l’autore e attore sogn ainsieme al pubblico una rinascita del capoluogo abruzzese dopo il terremoto, e 55 lettere, dedicato ai giorni di prigionia di Aldo Moro, sul palco il 17 e il 18 maggio 2019.

Alcune produzioni si ripeteranno.

Una sarà quella di Luca Gaeta e Salvatore Rancatore. Tre spettacoli faranno parte del cartellone con i loro nomi, rispettivamente Confessioni di un burattino senza fili (dal 22 al 24 febbraio 2019), Altrokesuperman (dal 22 al 24 marzo 2019) e R.I.P. – Ritorno In Platea (dal 3 al 5 maggio 2019): spettacoli dedicati alla ricerca di se stessi, con un pizzico di ironia, fantasia e al mondo attoriale. Anche Tiziano Scarpa farà due spettacoli. Uno è in fas edi preparazione, l’altro sarà Groppi d’amore nella scuraglia: tutti in scena dal 15 al 18 novembre 2018. Ci sarnno poi gli appuntamenti di Marta Scelli nel Viaggio nella Divina Commedia: l’Inferno. Tre serate divise in Dalla viltà all’amore all’accidia (7 febbraio 2019), Malebolge (14 marzo 2019) e Violenza e tradimento (4 aprile 2019) che possono riassumersi in “un’esperienza spirituale, decisiva, di rinnovamento e di espansione della propria identità“.

Non mancheranno infine, oltre a mostre d’arte, anche le produzioni firmate Teatrosophia.

Il Natale di Harry sarà il primo, in scena dal 14 al 16 dicembre 2018, dove Alessandro Giova interpreta un uomo e la sua tagliente solitudine, esasperata durante la ‘festa in compagnia per eccellenza’. Altro spettacolo sarà From Medea, dal 28 al 31 marzo 2019, dove quattro donne in un centro psichiatrico provano a spiegare che l’impulso della della maternità non è così primordiale: spettacolo di cui si potrà anche ammirare la ‘mise en space’ il 24 e il 25 novembre 2018. Entrambi gli adattamenti saranno diretti da Marta Iacopini. Dal 24 al 26 maggio 2019, infine, Guido Lomoro dirige e interpreta Tango, la storia di una madre e un figlio, legati dal dramma dei desaparecidos.

Una stagione da vivere, carica di storie, talenti e curiosità. Questo sarà Teatrosophia. Un spazio che noi seguiremo.

 

Francesco Fario

Francesco Fario
Attore e regista teatrale, si laurea in Lettere Moderne a La Sapienza per la triennale, poi alla magistrale a TorVergata in Editoria e Giornalismo. Dopo il mondo del Cinema e del Teatro, adora leggere e scrivere: un pigro saccentone, insomma! Con Culturamente, ha creato la rubrica podcast "Backstage"

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