“La Divina Sarah”, il divismo femminile in scena al Teatro Vittoria

sarah bernhardt - teatro vittoria

Dal 6 al 15 aprile La Divina Sarah sarà al Teatro Vittoria di Roma grazie al talento di Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci. Il testo è tratto da Memoir di Sarah Bernhardt  di John Murrell.

La Divina Sarah Bernhardt, la più grande attrice di tutti i tempi, nasce a Parigi nel 1844 e muore nella Ville Lumiére nel 1923. La sua vita è un’epopea dalla nascita.

Nessuna come lei ha interpretato nel teatro e nella vita il primo esempio di divismo aulico e femminile. Uno stile esistenziale che appare come un copione ieratico e perenne, ma che in realtà è una totale aderenza con sè stessa e con la sostanza dei desideri.

Un turbine di passioni e avventure, alluvioni di lacrime, uragani di rabbia, malattie mortali e una salute e un’energia senza pari, come riporta il sunto di un necrologio inglese alla sua morte.

Sfidando i canoni della bellezza tradizionale, La Divina Sarah diventa la donna più amata e desiderata del mondo e colleziona avventure e passioni travolgenti.

Se il raziocinio conduce alla libertà, Sarah sceglie la schiavitù dell’anticonformismo instintivo e visionario; un tentativo disperato di essere coerente ad un’interiorità incoercibile.

La Divina SarahCome ogni diva che si rispetti, cerca il conforto nell’oblio del presente rifugiandosi nel ricordo; rivolgendosi al suo cameriere devoto e schiavo delle sue stravaganze compie l’ultimo viaggio teatrale nel palcoscenico della sua vita.

Quale miglior stratagemma per evocare la magia è compierla in prima persona? La diva sul viale del tramonto supplica e pretende dal suo ultimo ascoltatore, il suo fedele cameriere-servo di impersonare i ruoli degli uomini che ha incontrato nella sua carriera.

Lo fa con decisione e tirannia, appellandosi al rantolo della malattia che sbiadisce il sigillo con il quale ha segnato l’esistenza di chi le è stato vicino.

I due duettano in una dialogo divertente, amaro e velato di sarcasmo dove le grandi verità della vita sono rivelate attraverso aforismi dal sapore decadente. John Murrell scrisse questo testo realizzando uno psicodramma vero e proprio, nel quale ella stessa compie un’analisi del mito attraverso una rievocazione poetica e malinconica.

Come ogni vera diva, quello della vecchiaia e della decadenza è un amaro calice impossibile da accettare.

Immediatamente il personaggio è messo a nudo nella sua vulnerabilità, nella maledizione della sofferenza. Una reazione che non provoca lontananza emotiva ma intenerisce quasi e genera un’immediata empatia con le ferite inferte dal declino.

La Divina Sarah

Grande è l’interpretazione dei due attori che entrano ed escono da situazioni e personaggi diversissimi tra loro in un unico respiro; una subordinazione che in realtà è l’ultimo atto di amore per una donna che incarna il desiderio recondito di condurre una vita eccezionale, unica.

Sullo sfondo si alterna la magia di un grande sole che, come replica Sarah al suo fedele servitore non tramonta mai, ma sorge in Manciuria, o chissà in quale parte del mondo…

Dal 6 al 15 aprile 2018
Pietro Mezzasoma presenta La Divina Sarah con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci

Regia Marco Carniti, scene Francesco Scandale, costumi Maria Filippi, musiche Paolo Daniele, disegno luci Marco Carniti, produzione Teatro e Società

TEATRO VITTORIA / ATTORI&TECNICI  Piazza S.Maria Liberatrice 10  Roma (Testaccio)  info@artinconnessione.com

 

Antonella Rizzo

Poeta, scrittrice, performer, docente, giornalista. Collaboratrice di Culturamente dal 2015.

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