La compagnia squinternata ma grandiosa di “Rumori fuori scena”

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La compagnia squinternata ma grandiosa di “Rumori fuori scena”

Al Teatro Vittoria di Roma torna, per il 33°anno di repliche, dal 29 novembre 2016 all’11 dicembre 2006 “Rumori fuori scena” di Michael Frayn.

Il compianto e storico regista della Compagnia Attori & Tecnici, Attilio Corsini, disse “Non funzionerà mai qui da noi, è humour inglese”. Ma ciò che la compagnia si propose di portare in scena al Teatro Vittoria di Roma è diventato un vero e proprio cult. Eravamo nel 1982 e proprio sulle assi del palco di questa sala andò in scena la prima italiana di “Rumori fuori scena“, adattamento della commedia “Noises off” di Michael Frayn, scrittore e drammaturgo britannico ancora oggi vivente, dalla quale è stato tratto anche un film con Michael Caine e Christopher Reeve.

Siamo in casa, dove un’anziana governante deve fare mille faccende: rispondere al telefono, preparare delle sardine ma vorrebbe anche riposarsi. Arrivano, come delle furie, un agente immobiliare che dovrebbe vendere la casa e la sua fidanzata Brooke, una delegata dell’ufficio delle imposte, per una scappatella amorosa in segreto perché pensano che non ci sia nessuno, ed anche il padrone di casa, scrittore che sta fingendo di scappare in quanto evasore fiscale, e sua moglie, ed un ladro. Tutti però vengono costantemente fermati da un uomo; egli infatti è il regista e tutti loro sono parte di una squinternata compagnia di attori che deve mettere in scena uno spettacolo. Il primo atto sono le prove, il II atto il dietro le quinte ed il III atto lo spettacolo.

Si ride e si ride di gusto per le numerose gag e così, dopo già averlo visto due volte, volevo vederlo anche una terza, e ciò è avvenuto la sera del 10 dicembre 2016. Chiunque ha avuto l’onore di salire su di un qualsiasi palco si riconosce in questi personaggi dall’aria disillusa. A mio avviso è anche una commedia amara perché i personaggi sono pronti ad assalirsi sempre pur di avere un briciolo di applausi. Il genio di Michael Frayn e la compagnia, con la regia del defunto Attilio Corsini (qui ripresa da Alessandro Pezza) e la traduzione italiana di Filippo Ottoni, illustrano perfettamente il dietro le quinte, l’ansia delle prove, la sensazione di non essere mai in tempo per la prima e tutti gli stereotipi degli attori teatrali.

La compagnia è stata formidabile: Viviana Toniolo, membro storico del cast ed attuale direttrice artistica del Teatro, alla quale Attilio Corsini ha riferito la storica frase da me sopra riportata, è stata una governante eccellente, così come Annalisa Dinola (che vediamo anche in foto) era deliziosa nel ruolo di Brooke, la stralunata fidanzata dell’agente immobiliare (memorabili i suoi continui “Come?” fatti con voce nasale), l’unica del cast (quello della finzione, ovvio) che ci teneva particolarmente alla sua parte, dicendo per forza e sempre tutte le battute, anche quando non servivano, pur litigando con le lenti a contatto e pur sentendo il bisogno di sdraiarsi e fare esercizi particolari di rilassamento in continuamente. Stefano Messina rendeva benissimo l’agitazione ed anche la spocchia del capocomico della compagnia, che doveva interpretare l’agente immobiliare, e Carlo Lizzani, membro permanente della Compagnia Attori & Tecnici dal 1988, era perfetto nel rendere la rabbia e la disperazione del regista, ossessionato dalla paura e dalla certezza di non essere mai pronti e nel dover gestire tutto quell’inferno. Roberto Della Casa, altro attore famoso e membro storico della compagnia, era il simpaticissimo Amedeo, l’interprete del ladro nonché padre di Brooke, attore alcolizzato (memorabili le sue gag per prendere sempre una bottiglia di whiskey e tutti gli altri che lo rincorrevano). Altrettanto spettacolari erano Marco Simeoli, cioè Severino, l’interprete del padrone di casa, attore tormentato da mille dubbi, e Crescenza Guarnieri, l’attrice interprete di sua moglie, colei che veramente cercava di sostenere tutto il cast. Molto bravo anche Sebastiano Colla; il suo personaggio doveva essere macchinista, operatore e attore pronto a sostituirsi in caso di emergenza, e Viviana Picariello come direttrice di scena, colei che doveva correre sempre in soccorso degli attori, anche aspettando un bambino dal regista.

Vorreì menzionare anche la bellezza delle scene di Bruno Garofalo (le gag erano tutte basate sull’apertura e chiusura delle numerose porte), le musiche di Arturo Annecchino, le luci molto belle di Emiliano Baldini e la bravura del vero direttore di scena Valerio Camelin. Da segnalare i bei costumi di Luisa Roberto, le meravigliose foto di Manuela Giusto, l’organizzazione e la segreteria di Silvana Lalli e Vitantonio Lore e la bravura di Alice Fadda all’ufficio stampa (del resto, se è uno spettacolo funziona, è perché funziona il gruppo).

Si ride e si ride tanto. Bravi, bravi, bravi!!

Marco Rossi

@marco_rossi88

(Foto di Manuela Giusto)

 

Marco Rossi
Storico dell'arte e guida turistica di Roma, sono sempre rimasto affascinato dalla bellezza, ed è per questo che ho deciso di studiare Storia dell'Arte all'Università. Nel tempo libero pratico la recitazione. Un anno fa incontrai per caso Alessia Pizzi ed il suo team e fu amore a prima vista e mi sono buttato nella strada del giornalismo. Mi occupo principalmente di recensioni di spettacoli e di mostre, concerti di musica classica e di opere liriche (le altre mie grandi passioni)

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